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lunedì 8 luglio 2019

di nuovo II1ASGE


Eccoci al nostro appuntamento con il nominativo speciale II1ASGE!


A.R.I. - Associazione Radioamatori Italiani
Sezione di Genova
Salita Carbonara 65b - 16125 Genova
Indirizzo Postale: Ufficio Postale Centro Casella Postale 1117 - 16121 Genova Italy

) Tel./Fax. 010 255158 * Posta elettronica: arigenova@arigenova.it

*****
indice il seguente "AWARD" internazionale “anno 2019”

2^ diploma: “Acquedotto storico di Genova nella Val Bisagno”

2^ diplöma: do antîgo condûto da Valàdda do Bezàgno


2^ award: Genova's old aqueduct in Bisagno Valley

Lo scopo dell’iniziativa è quello di incentivare l’attività radioamatoriale e divulgare l’immagine storica di un antico manufatto idraulico all'avanguardia.

Data di svolgimento:


20 e 21 luglio 2019.
Luogo della manifestazione

Luogo della manifestazione




Sul ponte sifone sul Geirato (acquedotto storico di Genova) ci saranno i radioamatori della sezione ARI di Genova.
L'associazione "C.R.C. Sertoli onlus" ha accettato di ospitare radio e radioamatori della sezione ARI di Genova nei suoi locali per svolgere attività radio. I radioamatori daranno agli interessati informazioni e delucidazioni sull'attività svolta al fine di far comprendere alla cittadinanza l'importanza di un hobby sano e socialmente utile come quello radioamatoriale.


I radioamatori saranno presenti in località Casa dei Filtri per tutto il 3^ weekend di luglio (20 e 21 luglio 2019) .

Il luogo dell’evento è facilmente raggiungibile sia con mezzi pubblici che privati, c’è la possibilità di riparo in caso di pioggia, la fruibilità della postazione radio è stata studiata per dare la possibilità di trasmettere anche a persone con ridotta capacità motoria.

 Nominativo speciale

 

Questo nominativo, ideato da Gabriele IZ1PKR nel 2017 è un “nome collettivo” che possono utilizzare i radioamatori autorizzati (patentati) per il periodo della manifestazione:

II        (Italia) (la seconda I indica il nominativo speciale temporaneo)
1          (zona del codice avviamento postale della nostra zona)
A         (acquedotto)
S          (storico)
GE        (Genova)

Ed autorizzato dal Mise


la QSL cartacea NON VALIDA AI FINI DEL DIPLOMA!


A beneficio dei non addetti ai lavori le QSL sono essenzialmente delle cartoline illustrate.
E' la cortesia finale del collegamento in radio, come conferma dello stesso.
Le QSL indicano:
- nominativo della stazione (il nostro nome e cognome radiofonico);
- il nome di battesimo dell'operatore;
- la località da dove si trasmette (in questo caso il Ponte Geirato);
- la data e l'ora UTC (il fuso orario di riferimento da cui sono calcolati tutti gli altri orari del mondo usato anche in aeronautica dai piloti ecc.).

Come dicono i colleghi radioamatori americani “QSO/DX take a short time the QSL is forever” pertanto rimane per il radio-appassionato un  ricordo che conserverà gelosamente per molti anni (tutta la vita).

La QSL delle scorse manifestazioni:




Negli anni scorsi abbiamo mandato questa cartolina in giro per l'Italia e per il mondo in particolare abbiamo raggiunto, oltre quasi tutte le regioni italiane, anche:
Austria, Inghilterra, Francia, Germania, Ungheria, Belgio, Turchia, Emirati Arabi, Indonesia, Bulgaria, Montenegro, Croazia Spagna, USA, Inghilterra, Creta, Repubblica Ceca, Danimarca, Latvia, Olanda, Lituania, Polonia, Romania, Russia, Scozia, Serbia  Kaliningrad, Ungheria, Irlanda, Galles e Svizzera.
- nel 2016 sono partite dall'ARI n. 145 QSL con la foto del nostro acquedotto,
- nel 2017 ne abbiamo inviate n. 1.726 QSL!
Atteso l’assioma che il collegamento radio (QSO) dura poco tempo mentre la QSL è una cartolina stampata dura per sempre!
Adesso in molte parti del mondo arriva un pezzetto del nostro acquedotto !
Vi rimando ai link sopraindicati per guardare le foto e ne metto qualcuna b/n della scorsa attività:


http://attivazione acquedotto FOSSATO CICALA

primo diploma II1ASGE


anche quest'anno prepareremo una QSL cartacea!



Tuttavia, visti i tempi d’attesa del “bureao” … (vgs foto ironica)



Conteggio con il “sistema di Conferma eQSL"èè(requisito essenziale per il diploma)


Novità di quest'edizione: La sezione ARI di Genova è iscritta e carica regolarmente il proprio LOG sul sito “eQSL” http://www.eqsl.cc/ (l’iscrizione è gratuita e l’ accesso è intuitivo).
Per avvalorare i punti la YL, l'OM e l'SWL dovranno allegare semplicemente le eQSL ricevute e scaricate in formato jpg.
Saranno esclusivamente valide le QSL ricevute, nel periodo temporale del diploma, dalle stazioni Jolly, dalle stazioni “accreditate” e quelle dei soci della sezione A.R.I. di Genova.



 CLASSIFICA


A fine manifestazione verrà istituita una pagina riportante le classifiche generali (http://www.II1ASGE_classifica.html):

Categoria “RADIOAMATORI” calassifiche:
a)   radioamatrici YL               “cacciattrici” misto;
b)  radioamatori OM              “cacciatori” misto;
c)   radioamatori (OM o YL)    “cacciatori” in fonia;
d)  radioamatori (OM o YL)    “cacciatori” in cw;
e)   radioamatori (OM o YL)    “cacciatori” modi digitali;
f)   radioamatori (OM o YL)    “attivatori”.
Categoria “SHORT WAVE LISTENERS”
g)   SWL
Il primo classificato avrà un’attestazione, riportante il risultato conseguito, e gli verrà spedito il:
-      Diploma (formato PDF gratuito)
Tutti i diplomi saranno controfirmati dal presidente della sezione A.R.I. di Genova, Carlo IK1QHU, e verranno menzionati su Radiorivista e nei diversi siti web in uso alla sezione.


Caratteristiche tecniche del Ponte Sifone.

Il ponte sifone sul Geirato è lungo 693 metri ed è composto da 22 arcate. Il dislivello è di quasi 50 metri. 



Notizie storiche relative all’acquedotto.
Fin dai tempi antichi lo sviluppo della città di Genova è stato legato all'acqua, elemento prezioso quanto necessario. Le sorgenti cittadine e le cisterne per la raccolta delle acque piovane erano sparse capillarmente in tutta la città, ma difettavano per portata e continuità di flusso. Il primo acquedotto genovese di cui abbiamo testimonianza è quello romano, risalente al primo secolo dopo Cristo. La sua origine è incerta e i pochi dati a nostra disposizione vogliono che questo primo acquedotto venisse edificato dopo la distruzione di Genova da parte dei Cartaginesi e che, poco dopo, Roma inviasse il Pretore Spurio Lucrezio con due legioni ed un numero considerevole di schiavi per ricostruire la città, dotandola anche di un acquedotto "moderno" alimentato dal torrente Feritore (odierno Bisagno). La presa di questo acquedotto era localizzata alle rapide del Montanasco, nei pressi del Follo (attuale giro del Fullo) il tracciato di questo acquedotto, che è stato calcolato intorno agli 11 km con una pendenza media di 3,3 metri per km, si sviluppava sulla sponda destra del Bisagno ed era situato più in basso rispetto all'acquedotto medioevale. Esso portava l'acqua in città passando per Montesano, dietro l'ex convento dell’acquedotto delle Fieschine, a monte della stazione Brignole, per poi scendere a Piccapietra e superare la collina di Sant'Andrea. L'acquedotto storico di Genova conserva ancora intatti molti dei suoi tratti. In val Bisagno abbiamo una serie di ponti ed arcate a cominciare dai mulini di Davagna, passando da Struppa Molassana, San Gottardo e Preli per arrivare alle parti rimaste nella zona di Staglieno, interrotte queste ultime dalla costruzione dell'attuale casello autostradale. In questa zona l'acquedotto del XIII secolo si affianca alle nuove strutture del ponte-sifone progettato da Carlo Barabino, che scavalca il cimitero di Staglieno. L'ingresso in città dell'acquedotto corrispondeva con l'iniziale percorso della circonvallazione a monte, presso la piazza Manin e ne resta almeno un passaggio, con le originarie arcate inglobate nei terrapieni della ottocentesca strada. Entrando in città esso passava, sin dal XIII secolo sul percorso delle mura del Barbarossa, dov’è tuttora visibile assieme alle serie di bocchette (i chiusini metallici che si trovano alle varie prese individuali nel muraglione). Tratti superstiti sono in vico ai Forni di Castelletto (sopra la piazza della Zecca), nel ponte che attraversa la salita di San Gerolamo presso Castelletto e, dalle parti della porta Soprana, nei resti di bocchette chiuse nella cisterna sotto le mura, cisterna trasformata in vano scala per accedere alle torri durante i restauri iniziati dall'architetto Alfredo D'Andrade. Oggi l'acquedotto si configura come un percorso pedonale lungo circa ventotto chilometri, in uno scenario rilevante sotto moltissimi punti di vista: dalle architetture civili e monumentali di cui abbiamo esempio nel ponte canale sul rio Torbido o nel portale del Barabino alla Rovinata, all'archeologia industriale del ponte sifone sul Veilino e del suo gemello sul Geirato, dalle passeggiate nel verde del tratto Pino Sottano - Trensasco alla gola di Fossato Cicala, scoprendo continuamente come l'acquedotto si è trasformato e mimetizzato giungendo nel centro cittadino.

Notizie storiche sul ponte-sifone sul Geirato

 Costruire un ponte-sifone nel 1700, date le conoscenze idrauliche dell'epoca, non fu certo un'impresa facile; il funzionamento di un sifone presuppone una serie di calcoli basati sulla pressione dell'acqua, e durante i primi tentativi proprio queste forti pressioni causarono il cedimento delle giunture dei tubi, sigillati da stucco composto principalmente da pece greca. I Romani, che furono grandi maestri nella costruzione di acquedotti, risolsero il problema pressione all'interno dei tubi (di piombo), utilizzandone in numero maggiore e con diametro minore, in modo da diminuire la forza che la pressione stessa esercitava sulle pareti. Nel ponte-sifone l'acqua veniva raccolta in una grossa vasca filtrata attraverso delle grate in ferro, poi convogliata in tubi che scendevano fino al sifone, e da lì, per effetto della sua stessa pressione, risaliva ed entrava nella seconda vasca, quindi riprendeva il suo corso. La posizione di questa seconda vasca doveva essere ben calcolata poiché, se fosse stata posta per errore più in alto, l'acqua non avrebbe potuto arrivare mentre, se fosse stata posta più in basso, avrebbe spruzzato con la forza di un geyser. Tuttavia i ponti-sifone permettevano di superare i rischi legati all’aggiramento di valli con pedii ripidi e franosi che provocavano spesso l’interruzione del servizio, in particolar modo per alcuni tratti di lunghezza considerevole caratterizzati da fondo particolarmente esposto e cedevole. Nel 1640, dopo aver terminato l'intero percorso dell’acquedotto, cominciarono a verificarsi i primi guasti che richiesero l’intervento di architetti, ingegneri e illustri personaggi tra cui G. B. Baliano (che la vasca che ha una lunghezza di 20 metri e larghezza e profondità di 10 è coperta da una volta in mattoni e divisa in tre vani: qui l'acqua passando deposita il fango e le impurità che possono essere rimosse attraverso uno sportello posto sul fondo della cisterna. Già nel 1630 aveva scritto una lettera all'illustre scienziato Galileo Galilei chiedendo lumi riguardo il mancato funzionamento di un sifone da lui costruito. La predisposizione di ponti-sifone aveva lo scopo di eliminare in modo pressoché definitivo i numerosi interventi correttivi che risolvevano solo provvisoriamente la continuità del servizio in certi punti del tracciato lungo le pendici collinari soggette a frane.
Tra i vari progetti presentati durante questo periodo (1640-1660), si scelse di costruire un ponte-sifone nella valle del Geirato realizzato in tubi di marmo che scendesse a fondovalle per risalire subito dopo sulla sponda opposta. La sua costruzione si realizzerà ben 112 anni dopo, su progetto di Claudio Storace. Tale progetto prevedeva la costruzione di un ponte-sifone attraversato con doppio canale di tubi in ferro per la spesa complessiva di lire 148.000, che avrebbe potuto essere ridotta di un quarto adoperando un solo corso di tubi. La spesa, sempre secondo lo Storace, poteva essere ridotta ancora tralasciando la costruzione del ponte e facendo passare direttamente un sifone in tubi di marmo sotto il greto del torrente. I "Padri del Comune", optarono inizialmente per quest'ultima soluzione ed incaricarono Gerolamo Balbi, deputato all'opera, di procedere all'esecuzione dei lavori; a questo punto i lavori avrebbero dovuto iniziare ma, a causa della loro complessità e dei dubbi sulla riuscita dell'opera, i "Padri del Comune" presero ancora tempo chiedendo pareri a matematici e fisici e decidendosi infine per la costruzione del ponte. Stessa sorte toccò, quasi cent'anni dopo, al tratto di acquedotto del Veilino visto che la conformazione del terreno era simile a quella della valle del Geirato, che la spesa per risanare il percorso, lungo 3400 metri, oltre ad essere sproporzionata non risolveva il problema.
N.b. Tutte le notizie storiche e le foto sono state tratte dal sito dell’amico Luciano Rosselli e dal suo libro “L’acquedotto storico di Genova” edito dalla Nuova Editrice Genovese.

Motivazioni

Come nel 2017 nella ricorrenza del 180^ anno dall'inizio dei lavori del ponte-sifone sul fiume Veilino (1837) i radioamatori della sezione A.R.I. di Genova continuano a valorizzare l’acquedotto Storico che non era solo una “via d’acqua”, ma all'inizio del secolo scorso era anche una strada importante dove si socializzava e si raggiungeva a piedi il resto delle delegazioni della valle ed il centro di Genova.
Nel 1630 Venne chiesto a Galileo Galilei un parere sulla fattibilità e sul funzionamento del Ponte Sifone (opere Complete di Galilei - edito a Firenze nel 1830 pag.195. Lettere del 27/7/1630).
L'illustre scienziato ne sconsigliava il progetto in quanto a suo dire "l'acqua una volta raggiunta una certa altezza si sarebbe spezzata come una corda”.
Nonostante il parere negativo anche di altri ingegneri e scienziati dell'epoca (247 anni fa) il 20 luglio 1772 iniziarono i lavori per la costruzione del ponte sifone.
Solo la nota cocciutaggine dei genovesi ha portato ad innovare e sperimentare.
Cosa c'entra tutto questo con la Radio?
L'anno scorso un "tipo" lo ha chiamato il "diploma del tubo" quest'anno l'OM Stefano IW1PVQ mi ha chiesto: << quando la farete l'attivazione della vasca da bagno di mio nonno?  ... :-) >>
L'8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l'apparecchio che aveva costruito Marconi si dimostrò valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani sparò in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio vibrò e cantò come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio in Italia.
L’acqua è un bene essenziale per la vita e riuscire con un’innovazione del genere a trasportarla in sicurezza e con pochi sprechi non era cosa da poco! Così come NESSUNO avrebbe scommesso sulla riuscita dell’impresa così come NESSUNO poteva immaginare, fino alla trasmissione di papà “Marconi” della “O” in CW, quanto questa innovazione abbia cambiato il mondo.

Mio nonno andava sull'acquedotto insieme a tutto il vecchio paese di San Gottardo (fino al 1926 i comuni limitrofi non facevano parte della grande Genova) vicino ad una casa patronale dove un gentile signorotto in vacanza accendeva la radio. A quei tempi dai teatri più importanti d'Italia la RAI registrava l'opera lirica e la mandava in differita sul primo canale AM. Tutti restavano in religioso silenzio fuori dalle mura ascoltando le note di Verdi,.Puccini, Bellini e Donizetti! Quindi dagli albori la radio ha fatto sempre la comparsa sull’acquedotto.
Infine, come è noto, l’Italia è il paese che possiede il patrimonio artistico e culturale più importante del mondo, sia in termini di quantità.
Margherita Hack diceva“Un paese senza ricerca e senza cultura è un paese che è destinato a diventare sottosviluppato”
In Italia quest’articolo che fotografa impietosamente la situazione:“Il Louvre? Rende più di tutti i nostri musei” (dati tratti da “Il Giornale” pubblicato il 7/08/2010).
Nel nostro "piccolissimo" la nostra sezione ha pensato di far conoscere ed apprezzare l'acquedotto storico di Genova che rischia di cadere nell’oblio.


Il progetto è patrocinato da:




.

regolamento.

Il regolamento completo lo trovate in questo sito WEB:

http://www.II1ASGE.it


Conclusioni

Vi ricordo la pratica operativa scritta da ON4WW ed in particolare quanto riportato al “punto 4” della guida ovvero "siate cortesi sempre in quanto essere cortesi vi può portare lontano anche nel mondo dei radioamatori"!

Buon divertimento a tutti e ci sentiamo in radio Santa Propagazione permettendo!

infine si ringrazia Stefania che sarà la nostra YL-immagine della manifestazione!
-- 
i migliori 73 da IZ1KVQ
Francesco Giordano
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se ti va visita il mio sito
http://iz1kvq.altervista.org/
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Grid: JN44LK
CQ Zone: 15
ITU Zone: 28
QSL: Bureau, Direct, eQsl, e-mail or Lotw

lunedì 7 maggio 2018

Cq Cq dal Forte Tenaglie!



________________________
ENGLISH VERSION  ✔
_________________________

During may 2018 there will be 2 meetings :

- saturday    12;
- monday     14.

in order to transmit by telegraph and phone near Telegraph House  (locator JN44KK)
"Forte Tenaglie" has two references that we will give during QSO:

a) Mountain QRP "LG-013 Forte Tenaglie" Fortificazione Genova 208
b) Castelli Italiani Award "GE051 - Forte di Tenaglie a Genova"

Activities will be carried out by portable radio with our Calls/P

Special QSL for the activity will be done.
Near Forte Tenaglie there is a "Telegraph House".
It is not a traditional telegraphic station, but an optical telegraph called "Chappe " or "napoleonic". The device was called " tachygraphe ", in other words "speedy writer"; subsequently it was called " télégraphe" whose litteral translation is " remote writer ". The system, was very simple; it was formed by high positions (towers, bell towers, etc.) at distance of few kilometers one from the other in order to allow telegraph operators, using a spyglass, to see and decode the message.
On the towers was a ten meters high pole with big wooden arms.
When rotating, the wooden arms could describe a whole circumference with 45 degrees moving step by step.

 (Traduzione a cura di IK1YLJ Claudio)
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VERSIONE ITALIANA ✔
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"Open day e CQ CQ DX da Forte Tenaglie"


12 e 14 maggio 2018


Presso il Forte Tenaglie esiste una casa detta “Casa del Telegrafo”.

In una di queste postazioni, noi della Sezione A.R.I di Genova abbiamo pensato a due appuntamenti:

✔ sabato 12 maggio 2018; (nel pomeriggio)
✔ lunedì 14 maggio 2018. (mattina e pomeriggio)

per riattivare le trasmissioni in telegrafia e fonia presso la Casa del Telegrafo 
(locator JN44KK) 



Il “nostro Forte” ha ben 2 referenze che daremo durante i QSO:

a) Mountain QRP “LG-013 Forte Tenaglia” Fortificazione Genova 208;

sarà valida per i contatti con le stazioni presenti in loco che opereranno in QRP (max 5w).  

b) Diploma Castelli Italiani “GE051 - Forte di Tenaglia a Genova”;



La referenza “GE051 - Forte di Tenaglia” verrà attivata con il nominativo di sezione IQ1GE/P.

DETTAGLI

Brevi cenni storici:


Il Forte Tenaglie (o Tenaglia) (208 s.l.m.) è un'opera fortificata risalente al 1633, originariamente inserita nell'andamento delle "Mura Nuove" a difesa della città, sulle alture di Genova Sampierdarena in un crinale dominante sulla val Polcevera. Deve il suo nome alla particolare conformazione architettonica che assomiglia ad una tenaglia, opera che in architettura militare viene detta "opera a corno".



Il nome in francese è “La Tenaille” è stato tradotto in italiano in questa antica iscrizione marmorea e la stessa nomenclatura la troviamo in molte mappe storiche.

Il forte sorge sull'area originariamente occupata dalla Bastia di Promontorio, una fortificazione che risalirebbe al 1478. La posizione era per Genova cruciale per la difesa del territorio, vista la posizione dominante sulla Val Polcevera. Nel 1747 durante l'assedio austriaco, la linea occidentale delle mura fu rinforzata secondo i dettami dell'ingegnere spagnolo Jacques De Sicre, per poi essere quasi abbandonato fino al 1797, anno di una rivolta antifrancese, in cui nel forte si asserragliarono l'11 luglio, alcuni insorti, sconfitti dalle truppe del generale Duphont. Con l'intervento del Genio Militare Sabaudo, iniziarono quei lavori che renderanno l'opera da semplice avanguardia, a vero e proprio forte. In un periodo compreso tra il 1815 ed il 1830, lo stretto camminamento all'opera a corno fu rialzato, con materiale di riporto, di circa 10 m, ed allargato di 25, in modo da formare un terrapieno. A metà di questo, dal 1831 fu inglobata la caserma interrata.
Con l’evoluzione della tecnica militare, dal 1870 inizia il declino del Forte, definitivamente abbandonato e radiato dal demanio militare nel 1913. Gli ultimi graffiti dei soldati di stanza sono datati nel primo decennio del ‘900.
Negli anni trenta il regime fascista realizzò sulla parte dell’antica bastia quattro piazzole per pezzi di artiglieria antiaerea a difesa della città. I militari ripopolarono il Forte, ma le opere che eseguirono, oltre a sconvolgere l’assetto del sito, provocarono una “cannibalizzazione” dei manufatti esistenti, in particolare delle mura, da cui venne prelevato il materiale per le nuove opere.
L’8 settembre 1943 presero possesso del Forte i militari tedeschi della Wermacht. In questa occasione il Forte subì i danni più rilevanti, attirando le azioni di bombardamento degli alleati anglo-ameticani.
Dal 1945 il Forte è stato chiuso ed abbandonato. 
Altre informazioni le trovate su : www.lapiuma

Il forte ai nostri giorni

La Piuma “o.n.l.u.s.” da tempo cercava uno spazio adeguato, una “casa” per tutti i progetti in essere e per avviare quelli nel cassetto. Attività rivolte principalmente all'infanzia, alle famiglie, alla natura ed alla valorizzazione del territorio. Dopo aver valutato diverse soluzioni l’assemblea dei soci stabilì di cercare una “casa” di dimensioni adeguate, che si trovasse nella zona di origine dell’associazione, ma soprattutto che fosse di proprietà delle persone perché ognuno potesse sentirsene responsabile. Nel 2010 si è imbattuta nel Forte Tenaglie, sulle alture di Genova Granarolo, di dimensioni e potenzialità enormi, di proprietà demaniale/comunale.
Pertanto dopo aver ristrutturato messo in sicurezza il forte la casa famiglia ha iniziato le attività sociali togliendo dalla strada, letteralmente, bambini e ragazzini in difficoltà con problemi famigliari accogliendoli come figli.



Antefatto

Emilio (uno dei responsabili della Piuma) tra le altre cose organizza visite al forte di scolaresche. I membri dell’onlus gratuitamente spiegano la storia di un luogo tanto importante quanto poco conosciuto sulle alture di Genova.

Emilio riscontrato che i ragazzini, appena visitata la struttura definita “Casa del Telegrafo”......................................................................................................................................

...... ma i bambini lo guardavano con occhi sbarrati. Infatti nel tempo degli smart-fone nessun ragazzo conosce il telegrafo non l’ha mai visto e ne disconosce l’utilizzo.

Emilio, avendo “tentato” con scarsa fortuna l’esame di CW negli anni 80 ha iniziato a rimuginare ed ha chiamato me (IZ1KVQ) e Carlo (IZ1KVS). Testualmente ci ha detto: “voi che siete radioamatori veniteci a spiegare cos’è e cosa serve il telegrafo!”. All’ordine impartito entrambi abbiamo risposto con il classico : “obbedisco”.

Premessa doverosa : cosa si intendeva per telegrafo nel forte



Bruno IK1VHX, ci ha regalato delle importanti informazioni assunte scartabellando i faldoni storici dell’archivio di stato di Genova. La “Casa del Telegrafo” non era una stazione telegrafica tradizionale come ce la aspetteremmo noi OM. Infatti non si trattava né di telegrafia elettrica trasmessa via cavo né radiotelegrafia. Si usava il telegrafo detto di “Chappe” o “napoleonico”. Per chi non lo sapesse Claude Chappe (Brûlon, 25.12.1763 – Parigi, 23.1.1805) è stato un inventore francese che ideò un sistema di comunicazione a distanza per mezzo di un segnalatore (semaforo) meccanico. 

Egli compì parecchie ricerche e nel marzo 1791 sperimentò un sistema che funzionava e si rese subito conto che questo poteva essere adottato su vasta scala per la trasmissione “celere” di informazioni urgenti quali, ad esempio, quelle concernenti eventi militari. Un anno dopo presentò all'Assemblea Legislativa di Parigi la sua invenzione e venne adottata una linea di quindici stazioni fra Parigi e Lilla per una distanza di circa duecento chilometri allo scopo di trasmettere informazioni di guerra. Contemporaneamente il dispositivo inventato da Chappe che fino a quel momento era stato chiamato “tachygraphe” ovvero "scrittore veloce" venne rinominato in “télégraphe” tradotto come "scrittore a distanza". La linea fu collaudata con esito positivo il 12 aprile 1793. Questo telegrafo venne usato anche in Italia ne abbiamo traccia su molte alture.




Il sistema, molto semplice, era composto da postazioni elevate (su torri, campanili, ecc.) costruite a qualche chilometro l’una dall’altra ad una distanza tale da poter consentire ai telegrafisti, con l’ausilio di un cannocchiale, di poter vedere e quindi decifrare il messaggio. Tali torri erano dotate di un palo fisso alto una decina di metri con enormi braccia in legno. Ruotando potevano descrivere un’intera circonferenza con spostamenti di 45 gradi, inoltre erano munite di contrappesi per rendere più facile il movimento.

I bracci ruotanti erano verniciati in modo di essere più facilmente visibili all'orizzonte. Tra i documenti di “vita vissuta” reperiti da Bruno c’è una lettera di supplica di un dipendente del telegrafo ottico del forte, al governatore di Genova. Infatti l’avvento in Liguria il telegrafo via cavo aveva reso la struttura obsoleta ed avevano disposto il licenziamento dei dipendenti. L’uomo, in questa missiva, chiedeva di essere assunto con altri incarichi in quanto doveva mantenere moglie e numerosi figli. Non sono state trovate altre comunicazioni con la pubblica amministrazione dell’epoca, mi auguro per lui che le cose siano andate per il verso giusto ed abbia trovato un’altra sistemazione.


Per chi volesse approfondire l'argomento esiste presso la Biblioteca Berio di Genova un libro antico "Descrizione del telegrafo con rami" stampato nel 1807 da cui sono tratte le 2 foto recedenti.  




QSL

Abbiamo creato anche una veste grafica per una QSL specialeJ!!! Le modalità di invio della QSL via bureau sarà automatica & garantita al 100%, come sempre gratis per tutti gli OM ed SWL appartenenti al “QSL bureau IARU” (è naturalmente gradita la risposta - stesso mezzo) mentre per gli OM e gli SWL italiani interessati ad una QSL “diretta” è sufficiente allegare una busta pre-indirizzata e pre-affrancata. Gli OM e gli SWL residenti fuori dal territorio nazionale, che gradiscono la “diretta”, sono pregati di inserire nella busta pre-indirizzata 2 (due) $ USA per coprire le spese di spedizione, tutte le info su QRZ.COM. (quanto avanzerà dai 2 $ verrà dato alla casa famiglia)




Rapporti umani e manifestazione in loco

Una cosa da tenere presente è il fatto che la radio è fatta anche di rapporti umani. Durante la prima giornata che coincide con la manifestazione " porte aperte al Forte Tenaglie ", gli OM presenti, si divertiranno a “fare la radio”. Nel frattempo gli ospiti ed i visitatori della casa famiglia, durante la visita al manufatto militare in argomento, se interessati chiederanno agli operatori spiegazioni in merito all'attività radioamatoriale. Gli OM presenti distribuiranno opuscoli, copie di radiorivista, QSL di eventi “passati” e biglietto da visita della Sezione di Genova e spiegheranno la nostra attività radio a 360 gradi.
Il secondo giorno sarà sicuramente più impegnativo dal punto di vista delle spiegazioni.
Pur continuando l’attività radio con le referenze in argomento, saremo a disposizione degli allievi di scuole elementari, in visita al forte. Forniremo ai giovani studenti spiegazioni sulle comunicazioni partendo dal telegrafo ottico per arrivare al nostro mondo ham,  radiotelegrafia, fonia, modi digitali, compresa l’attività intrapresa in favore della protezione civile per garantire le comunicazioni nelle calamità naturali. Mettendocela tutta per interessare e non annoiare il pubblico.
Il fine è quello di cercare nuove reclute per il prossimo esame da radioamatore, con la speranza di sentire in aria nominativi freschi della zona 1.
Abbiamo provveduto a predisporre brevi opuscoli cartacei (differenziati per età) da distribuire a studenti ed insegnanti per approfondire gli argomenti.



Parteciperanno all’evento i seguenti radio-appassionati: I1UP Giorgio, IK1QHU Carlo, IK1YLJ Claudio, IW1QIF Luca, IZ1DFL Laura, IZ1KPD Giovanni, IZ1KVQ Francesco, IZ1KVS Carlo, IZ1PKR Gabriele, IU1ARE Luigi, IU1FHJ Federico, IU1GNA Massimo, IU1CQS Andrea (i nominativi in ordine di anzianità di nominativo). 


La partecipazione comunque è aperta alla nostra sezione ed ad altri OM forestieri o appartenenti ad altre realtà/associazioni purché di “provato Ham Spirit” … insomma se qualcun altro volesse aggiungersi alla “comitiva” come al solito è gradito. Spero che accetti l’invito qualche, anagraficamente, giovane OM, magari militante nello YOTA, per aver maggiori speranze di inoculare ragazzi-ospiti l’incurabile “virus del radiantistico”.
Nella speranza di contattare tutti i lettori di radiorama, verrà istituito un gruppo su whatsAPP dedicato alla manifestazione “Tenaglie cluster”.


 La partecipazione è aperta a tutti gli OM e SWL è sufficiente mandare un messaggio, con il vostro nominativo od indicativo SWL, al numero (oo39) 3474o487o5. Il gruppo in argomento naturalmente è monotematico, non saranno tollerate vignette video e barzellette, considerazioni personali non attinenti ad antenne e radio, problemi personali, SPAM (sono sicuro che abbiate altri sodalizi, ruote cb e forum migliori di questo dove scrivere o dire tutto ciò che volete).


La pena per i trasgressori sarà l’esclusione insindacabile ed immediata dal gruppo. Al termine delle operazioni il gruppo verrà chiuso ed amici come prima! In questo gruppo verranno inserite le frequenze di trasmissione minuto per minuto un aiuto per fronteggiare quello che si rileva negli ultimi mesi ovvero l’avvicinamento al minimo solare dell’ultimo ciclo n. 24. Fortunatamente ciò non significa che nei prossimi mesi non ci sarà propagazione fino al 2019-20, ma con buona probabilità si toccherà presto un picco minimo.

sono stati creati anche due "eventi"


evento di Sabato 12 maggio 2018

evento di Lunedì 14 maggio 2018


perché la propagazione in questo ciclo è stata proprio scarsa 😄😄😄

E state attenti anche ai DX cluster (Dx fun Cluster)




se vi interessa conoscere meglio le nostre passate attività in portatile vi suggerisco di dare un'occhiata ai link sottostanti:

anno 2016







Anno 2017








 Buona radio a tutti ed a sentirci in frequenza!