giovedì 20 marzo 2014

IQ7ET/P attività portatile 630m (472-479 kHz) WSPR-CW


Di IZ7PDX Luigi D’Arcangelo

 Operata da IZ7PDX, IW7ECA, I7OHP il 5-6 ottobre 2013 da Pulsano   (DCITA-018). Per info mail@iz7pdx.it

L’attivazione E.R.A. del Castello “De Falconibus” di Pulsano effettuata con gli amici radioamatori  di E.R.A. TARANTO, E.R.A. BRINDISI, A.R.I. CASTELLANA GROTTE è stata una valida occasione per testare la mia nuova antenna nata nel garage di casa per attività portatili in bande basse e in particolare per la bande dei 160 metri e 630 metri.

L’antenna è una Marconi a “T” costituita da un radiatore verticale realizzato da 4 fili da 1.5 mmq in parallelo distanziati da una crociera in sottile tubo di alluminio non isolata dal filo di rame.
La parte radiante verticale è larga 0.5m e lunga 10m ed è sovrastata da un cappello capacitivo a “culla” di dimensioni 5x1m realizzato in filo d rame rivestito da 2 mmq e distanziato e ben teso ad opera di tre tubi leggeri in alluminio lunghi 1m l’uno.
Il cappello capacitivo che assolve la funzione di ottimizzare la corrente nella parte alta del radiatore è supportato da un tratto filare che funge anche da sostegno meccanico ed è utile per i ritocchi nella taratura dell’antenna. L’impedenza dell’antenna siffatta può variare in base alle condizioni d’installazione e soprattutto per la bontà del piano di terra che in questo caso è stato un compromesso raggiunto con l’utilizzo di 10 radiali spiralati in alluminio Ø 6mm e lunghezze variabili da 20 a 50m. (dato l’affollamento della piazza, per motivi di sicurezza pubblica non è stato possibile fare di più).

La pioggia ci ha accompagnati durante tutta la notte e la mattina seguente, forse ciò ha contribuito a migliorare leggermente l’efficienza dell’antenna in quanto il piano di terra dei radiali appoggiati sul pavimento della piazza antistante il castello era completamente immerso nell’acqua piovana che cadeva copiosa. Durante la notte sono stati necessari ritocchi della frequenza di risonanza dell’antenna, essa infatti calava un minimo proprio a causa della riduzione della resistenza di perdita verso terra che è inversamente proporzionale alla quantità d’acqua e alla sua estensione orizzontale , comunque poca roba che è possibile osservare solo con i nuovi analizzatori digitali come il RigExpert che hanno una precisione maggiore.
L’antenna a T era sorretta ed elettricamente estesa verso sinistra da un filo conduttore di 2 mmq lungo metri 25 circa il cui estremo distava 10m dal piano stradale e verso destra da un filo uguale lunghezza ma lungo 40m che si arrampicava sulla torre più alta del castello a circa 30m per poi scendere dolcemente verso l’estremo opposto della piazza, proprio quest’ultimo funge da elemento per la sintonia fine di tutto il complesso radiante.
L’estremo era unito ad un tirante in nylon, avvicinandolo al piano di terra si aumentava la frequenza di risonanza, vice versa sollevandolo si riduceva di quel che basta per centrare i parametri sull’analizzatore. Non sempre questi movimenti di taratura sono prevedibili, spesso bisogna andare a tentoni ma il risultato è assicurato.


                                          Frequenza naturale di risonanza dell’antenna.


La naturale frequenza di risonanza dell’antenna siffatta è 1477 kHz (per i 160 M era necessario intervenire avvicinando alla terra l’estremo mobile del cappello filare) quindi per raggiungere alla svelta la risonanza su 474,2 kHz è stato utilizzato un induttanza avvolta su supporto plastico Ø120 di 70 spire di filo di rame da 2mmq e spaziato dal rivestimento di plastica per un valore di circa 200 uH. Il tutto era fissato tramite un paletto isolante alla base del gancio traino della roulotte ove nasceva anche il piano dei radiali collegato al polo freddo del connettore PL e  al telaio.
Tagliando via o eventualmente sfilando qualche spira è stato possibile effettuare una taratura più comoda direttamente dal feed dell’antenna.
Alla fine della veloce taratura il RigExpert AA-230 leggeva i seguenti valori. F0=474 kHz
R=44.6 ohm (non ho fatto la stima delle perdite di terra ma non sono certo trascurabili) X=5.6 ohm  SWR= 1,18. Non era il caso di affinare ulteriormente in quanto per il meteo le condizioni di risonanza sarebbero cambiate da la a poco.








Finalmente è arrivato il momento di connettere la stazione per i 630m al’antenna, per comodità, considerando che le operazioni si sarebbero svolte dall’interno della roulotte io e Bartolomeo abbiamo deciso di riposare a turno nei due letti disponibili e devo dire davvero comodi!

Ho quindi alloggiato la valigetta (contenente l’RTX Icom IC706MKII l’interfaccia audio il P.A. il PC, alimentatore e batteria tampone) sul desk e ho potuto disporre di molto spazio asciutto.

Dopo la prima ricezione il sistema è andato subito in trasmissione garantendo un buon inizio con i primi log ricevuti.
In conclusione l’unica pecca che abbiamo riscontato è stata la ricezione, nel mezzo del paese certi rumori elettrici non dormono mai e il QRN era talmente elevato 59+ che ricevevo purtroppo solo i segnali più forti come IZ7SLZ massimo ricevuto -10dB e DK7FC massimo -15dB.
Lo svantaggio di avere un’antenna che tira dentro molto nois è evidente soprattutto in CW ove i corrispondenti in nessun modo possono confermare di aver ricevuto il tuo segnale (SWL a parte) e quindi ogni tentativo di riuscire a stabilire un QSO bilaterale è stato vano.
Mia culpa, avrei dovuto provvedere in anticipo ad un semplice e leggero loop in cavo coassiale come quello che ho da poco realizzato, alto sul castello e con un buon pre-ampli appena sotto.

Il simpaticissimo ed eccellente operatore cw Oscar I7OHP ha provato più volte a recepire il corretto call nel QRN ma non c’è stato verso, i segnali erano coperti a tratti dal forte rumore atmosferico e dal suono dei NDB locali. Questi errori si pagano ma del resto per chi è abituato a vivere lontano dalla città nel silenzio e lontano dal rumore generato da elettrodomestici condominiali con il tempo si vizia e non bada a certe cose, faccio tesoro di quest’esperienza per una prossima attivazione in portatile

I primi segnali visualizzati sullo spettro di WSPR dopo diverse ore di attesa sono una valida gratificazione al lavoro svolto dal team IQ7ET

Nel complesso posso ritenermi molto soddisfatto dell’esito di questa prima e nuova avventura nel campo delle medie frequenze, ho ancora molto da imparare e mi auguro che con il tempo sempre più radioamatori possano intraprendere i loro primi esperimenti in 630 metri, le gratificazioni sono garantite!

Non bisogna farsi scoraggiare dalle dimensioni delle antenne per TX, partendo dalla sola ricezione con filari, loop dotati di preamplificatore, antenne elettroniche attive o semplicemente con i propri dipoli filari se non dotati di BALUN si avranno risultati di tutto rispetto.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, curiosità ed consigli tramite posta elettronica mail@iz7pdx.it o mezzo Facebook “IZ7PDX HAM RADIO STATION”
https://www.facebook.com/pages/Iz7pdx-Ham-Radio-Station/164912436856097
e sul forum radioamatoriale “HAMRADIOWEB” all’indirizzo   www.hamradioweb.org







Le operazioni sono avvenute dall’interno della roulotte dell’associazione E.R.A. BRINDISI facente parte della colonna mobile della Protezione Civile Italiana della R.N.R.E. impegnata contestualmente in esercitazioni di trasmissione PACTOR.


Sopraluogo effettuato sulla terrazza del castello per determinare le modalità d’installazione dell’antenna. A sx Luigi IZ7PDX a dx Bartolo IW7ECA.

In ultimo non posso che ringraziare tutto il team IQ7ET/P che mi ha affiancato durante queste due giornate in concomitanza dell’attivazione della referenza DCI TA018 Castello DE FALCONIBUS di Pulsano (TA) ed in particolare Bartolomeo IW7ECA, Gianni I7PHH, Oscar I7OHP, Carmelo IK7XBH, Luca IW7EEQ.

Possiamo asserire senza paura di essere smentiti di essere stati i primi in Italia ad aver attivato un castello su questa banda e modo.


1 commento:

  1. Tutto molto bello ma... portatile per modo di dire ;-)

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