giovedì 22 gennaio 2026

Radio in Vetta: la filosofia del "Low Power"


 protagonista con Francesco IU8OPH

C'è un filo invisibile che unisce le vette più impervie della nostra penisola alle onde medie e corte delle nostre stazioni radio. Quel filo è Radio in Vetta, il programma di riferimento per chi vive la montagna non solo come una sfida fisica, ma come un’esperienza spirituale e tecnologica.

Questa settimana, il format si prepara a un nuovo, imperdibile appuntamento all’interno della rubrica Radio@Radio, uno spazio dedicato al cuore tecnico e umano del radiantismo.

Il protagonista della puntata sarà Francesco IU8OPH, che ci guiderà alla scoperta della filosofia Low Power (QRP). In un mondo che corre verso la massima potenza e il consumo frenetico, Francesco ci spiegherà perché trasmettere con pochi Watt non sia un limite, ma una forma d'arte. Fare molta strada con pochissima energia: una metafora che sposa perfettamente lo spirito dell'escursionista che, con uno zaino leggero, raggiunge vette altissime.

Quando e dove ascoltare Radio in Vetta

Per non perdere neanche un minuto del racconto di Francesco, ecco tutti gli appuntamenti della settimana:

  • Venerdì ore 20:00 su Radio Centrale Milano

  • Domenica ore 12:00 su Radio Cortina (la voce delle Dolomiti)

  • Lunedì ore 23:00 su Country Power Station

  • Martedì ore 22:00 su Radio Station One

Un archivio di passioni: iscriviti al Podcast!

La rubrica Radio@Radio è ormai un punto di riferimento per la comunità. È lo spazio dove si parla di QRP, CW (telegrafia), POC, CB e di tutte quelle sfumature che rendono magico l'etere.

Se vi siete persi le puntate precedenti, potete recuperare un vero tesoro di esperienze ascoltando gli interventi di grandi nomi della radio come: Luca IU2IKE, Angelo IU1LVW, Riccardo IU1PZC, Gianluca IW7EBB, Franco IK7XJA, Francesco IZ1KVQ e molti altri.

Non restare in silenzio stampa: cerca il podcast ufficiale e iscriviti per portare le voci della radio e della montagna sempre con te, anche quando sei sui sentieri!

https://open.spotify.com/Radio in Vetta



IZ1KVQ Francesco Giordano
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mercoledì 21 gennaio 2026

Il Centenario dell'Antenna Yagi-Uda


 


Un secolo di onde radio: dalla visione di Shintaro Uda al successo globale di Hidetsugu Yagi

Quest'anno ricorre un anniversario fondamentale per la storia della tecnologia: i 100 anni dall'invenzione dell'antenna Yagi-Uda. Sebbene il mondo la conosca comunemente come "antenna Yagi", la sua genesi è il risultato di un connubio straordinario tra il genio sperimentale di un giovane assistente e l'intuizione accademica di un professore visionario presso l'Università Imperiale di Tohoku, in Giappone.


Le origini: La scintilla di Shintaro Uda

Nel 1926, Shintaro Uda, all'epoca assistente del professor Hidetsugu Yagi a Osaka, pubblicò il primo di una serie di articoli in giapponese che descrivevano un nuovo tipo di antenna direttiva.

A differenza delle antenne omnidirezionali dell'epoca, il design di Uda introduceva elementi "parassiti" (non collegati elettricamente alla sorgente) che permettevano di focalizzare il segnale radio in una direzione specifica, aumentandone drasticamente il guadagno. Questi elementi si dividono in:

  • Riflettore: posto dietro l'elemento radiante per respingere l'onda in avanti.

  • Direttori: posti davanti per "guidare" e concentrare il fascio.

L'internazionalizzazione: Il ruolo di Hidetsugu Yagi

Se Uda fu il principale artefice tecnico, fu il Professor Hidetsugu Yagi a comprendere il potenziale globale dell'invenzione. Nel 1928, Yagi viaggiò negli Stati Uniti e presentò una rassegna della ricerca giapponese in un articolo in lingua inglese sulla prestigiosa rivista Proceedings of the IRE.

Fu proprio questa pubblicazione a far conoscere l'antenna al mondo occidentale. Da quel momento, il nome di Yagi rimase indissolubilmente legato al progetto, portando alla denominazione comune di "antenna Yagi", nonostante l'apporto fondamentale di Uda (ragion per cui oggi la dicitura corretta è Yagi-Uda).

Un successo paradossale

Nonostante l'invenzione fosse rivoluzionaria, il Giappone inizialmente non ne sfruttò appieno il potenziale bellico o commerciale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, furono paradossalmente le forze alleate (Gran Bretagna e Stati Uniti) a utilizzare massicciamente l'antenna Yagi per i loro sistemi radar, mentre i tecnici giapponesi rimasero sorpresi nel trovare diagrammi della "loro" antenna sui manuali dei prigionieri nemici.

L'eredità oggi: 100 anni dopo

Oggi, nel 2026, l'antenna Yagi-Uda è ovunque. Sebbene le moderne tecnologie digitali utilizzino spesso antenne integrate, la Yagi-Uda rimane lo standard d'oro per:

  • Ricezione TV: La classica struttura a "lisca di pesce" sui tetti di tutto il mondo.

  • Radioamatori: Apprezzata per la sua alta direttività e facilità di costruzione.

  • Sistemi di emergenza: Utilizzata laddove è necessario coprire lunghe distanze con bassa potenza.

La sua eleganza risiede nella semplicità: un design meccanico elementare che sfrutta leggi fisiche complessi per dominare lo spettro elettromagnetico.

(articolo suggerito dall'amico Roberto IZ1HJU )


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