giovedì 24 dicembre 2015

Campo magnetico, ELF/VLF e precursori sismici

Per più di un decennio ho fatto ascolti sistematici in elf/vlf ed ho registrato il campo magnetico terrestre con un magnetometro autocostruito. Non ne avevo coscienza ma ho vissuto per tutta una vita in un territorio ad altro richio sismico. Il 20 maggio 2012, le mie radio, le mie antenne (e putroppo anche il mio letto) si sono trovate a meno di 10 km dall'epicentro del terremoto che ha sconvolto la pianura padana emiliana.   Non ci era mai stato detto ma una breve ricerca nella nostra storia  locale ha confermato che da sempre il terremoto è stato compagno delle nostre esistenze.   Negli anni '90 ho seguito il lavoro del compianto prof.Mognaschi, ho collaborato alla pubblicazione "Radioonde" e, proprio durante una visita alla sua residenza estiva di Brallo di Pregola, ho parlato a lungo della possibilità di "ascoltare" l'attività tellurica : suo è un articolo nell'inserto del maggio 1989 di Radiorama proprio sul "Monitoraggio dell'attività tellurica e previsione dei terremoti"; su "Radioonde" del 10/1997 (http://www.webalice.it/rromero/mognaschi/08-radioonde.pdf , grazie Romero !) c'è la testimonianza di IK0VSV, Marco Eleuteri da Todi, che riporta l'ascolto di un "forte fruscio" su più gamme prima degli eventi sismici. Io non voglio entrare in polemica con alcuno, voglio solo portare la mia testimonianza : io c'ero e non ho sentito né rilevato nulla; né prima, né durante gli sciami sismici (le volte che mi sforzavo di abbandonare l'accampamento in giardino per salire dalle mie radio), né dopo.

Questa, di seguito, la storia delle mie attività di monitoraggio.

Campo magnetico.

Il magnetismo naturale e, soprattutto, i magneti statici (le calamite) mi hanno sempre affascinato. Con il tempo  ho realizzato più tipi di magnetometri (RadioKit 10/1997 ed 11/1197). Uno in particolare, equipaggiato con il sensore FGM3 che Claudio Re ed altri appassionati stanno utilizzando, è stato utilizzato per svariati anni e con il continuo confronto con gli "A-index" dell'osservatorio NOAA per le medie latitudini di Fredericksburg (USA).

Qui è possibile vedere il confronto dell'anno 1998 tra i due strumenti.



 Un mese, preso a campione, con il confronto diretto giorno dopo giorno.


Le osservazioni sono andate avanti anni, poi, complice anche il guasto del computer dedicato (un Olivetti M15 a floppy !!), proprio per la mancanza dell'emozione di rilevare anomalie locali (i dati erano sempre congrui all'osservatorio NOAA) il progetto è stato abbandonato alle soglie del nuovo millenio.

ELF/VLF

Nell'aprile del 1975 su "Sperimentare" apparve un articolo di Gianni Brazioli dal titolo "un radiotelescopio in miniatura".  Il titolo non era azzeccatissimo : si trattava di un ricevitore aperiodico ad amplificazione diretta. Lo realizzai ma, non sapendo cosa avrei dovuto ascoltare,  accantonai presto il progetto. Solo con gli inizi degli anni novanta e grazie all'articolo apparso su CQ Elettronica del febbraio 1992, a firma Roberto Arienti, ed a quello di marzo dello stesso anno che illustrava il progetto SEPAC/INSPIRE pubblicando lo schema del ricevitore, sono potuto passare all'ascolto sistematico : con il ricevitore INSPIRE prima e poi con il mio ricevitore ELIRCA2 apparso su Radiokit giugno1996, sviluppando anche uno dei primi software per l'analisi spettrale su piattaforma MS-DOS. Sono seguiti anni di registrazioni su audiocassetta e la partecipazione al progetto INSPIRE;  l'interesse è andato poi a calare e gli ascolti, pur continuando, sono diventati saltuari. 


                                                                                            (un grazie a www.introni.it)

Con il rinnovarsi delle tecnologie, sono passato all'ascolto, meglio dire alla visualizzazione, dello spettro tra i 15 ed i 23 kHz.  Utilizzando il fantastico software "Spectrum Lab" di DL4YHF, periodicamente analizzo le emissioni in questo range di frequenze. 

Screenshot dello spettro 15/23 kHz.
In alcuni di questi si evidenzia uno strano segnale, di sicura origine artificiale e locale, intorno ai 17,5 kHz.




 

Una celia finale : l'unico mio ricevitore radio che ha "sentito" il terremoto è stato il grande, indimenticabile G4/216;  cadendo da circa un metro e mezzo, il Geloso ha segnato il pavimento in gres ma è rimasto praticamente intatto, a parte la leggera piegatura di una maniglia frontale. Roba d'altri tempi !

Buon Natale e buoni ascolti de I4IBR  Marco Ibridi

2 commenti:

  1. Grandi nomi dello studio dei precursori sismici elettromagnetici.
    Mognaschi, Euteri, Romero.

    http://ricercasperimentale.blogspot.it/search/label/precursori%20sismici

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  2. Un recente articolo dell'INGV sul tema dei precursori elettromagnetici.

    http://ricercasperimentale.blogspot.it/2015/08/variazioni-magnetiche-elettriche-terremoti-ingv.html

    RispondiElimina

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