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martedì 9 agosto 2022

MICROONDE : che passione

 Alla " Due giorni del Microondista " di cui ho riferito al collegamento in un ambiente di estrema " comunita' e condivisione " al collegamento :

http://air-radiorama.blogspot.com/2022/05/due-giorni-del-microondista.html

ho avuto modo di re-incontrare molti validi amici , ma anche di incontrarne di nuovi eventualmente solo conosciuti di nome o neanche ( per demerito mio ) ..

Tra gli altri Gianni Chiodo ,  che come altri rappresenta un "pozzo di scienza " ed esperienza nel campo della progettazione , sperimentazione e collaudo ed assieme a tanti altri , come Alberto Ferraris , Domenico Franchino ( RIP ) e' uno dei padri del magnifico software  SATSAGEN 

http://air-radiorama.blogspot.com/2020/08/while-i-have-very-good-laboratory-with.html

che assieme ad un ADALM PLUTO e poche altre cose permette faville sia come collegamenti che come misure da 40 a  6000 MHz ed oltre .

Per farla breve , esiste una lista su Whatsapp di circa 180 appassionati che si scambiano informazioni .

Gianni e' uno di quelli che costruisce tantissimo , ma non pubblica .

Conclusione , ci siamo messi d'accordo che pubblichero' qui il materiale che mi passa , in maniera un po' grezza , perche' anche personalmente sono sovente con saldatore e attrezzi in mano .

Meglio che niente . Facciamo girare un po' di cose interessanti .

Di seguito le prime cose ( schemi ) che mi ha passato  .

LO synthesizer Transverter 10 GHz

PLL ADF4002 

PLL VHF

RX TX Neg generator 


Transverter interface

Nel primo schema c'e' una resistenza da 49.9 Ohm appesa male ed una massa mancante , ma lo si capisce al volo .




martedì 2 marzo 2021

RADIO A REAZIONE CON VALVOLA, ANODICA 4,5 V

 Ecco un capolavoro di autocostruzione trovato oggi in rete:


Buon divertimento,

Oscar Steila

sabato 22 giugno 2019

Come montare un TCXO a 32 MHz con dimensioni 2 x 1.6 mm

La sfida e' per incrementare assieme a Bob Borri , le prestazioni degli RTX standard LoRa nella banda 868 MHz .

Le dimensioni dell' oggetto da trapiantare sulla basetta sono di 2 x 1.6 mm con quattro terminali , come da foto in cui si vede anche lo stagno ed il filo sottile " wire wrap " impiegato nell'impresa .


Per evitare l'uso del calendario dei Santi , visto che sui terminali del TCXO andava collegato anche un condensatore chip di bypass sull'alimentazione , ho pensato ad un trucco : incollare con silicone i due componenti montati a pulce morta .
Dopo mezz'ora i componenti sono sufficientemente incollati da poterli lavorare e poi staccare senza problemi .


Si e' quindi proceduto alla saldatura dei tre fili necessari : massa ( collegata a due piedini ) , alimentazione a 3.3V ed uscita .


Dopo si e' proceduto al collaudo . Il TCXO assorbe solo 0,9 mA !




Prossimamente il trapianto sulla basetta dell' RTX LoRa .


La punta da 0.4mm usata sul fido saldatore Weller 



Dovro' inventare qualcosa per espiantare il quarzo che si vede nell' RTX , senza danneggiare il resto .

Il saldatore ad aria calda ha il pericolo di fare saltare qualche altro componente e sono cosi' piccoli che sarebbe un dramma .

Sto pensando di ravvivare le saldature dal quarzo con lega  stagno piombo , magari facendo in modo che si colleghino al case metallico per poi scaldare tutto assieme e fondere contemporaneamente lo stagno sulla quattro piazzole .

Speriamo in bene .....

sabato 9 dicembre 2017

" Loop Magnetica 20/80 metri " di Luigi Fersini IK7NCR


Sappiamo che l’utilizzo di una  Loop Magnetica  è un ripiego per tutti  coloro che non  hanno lo spazio sufficiente per installare un semplice e più economico dipolo mezz’onda.
L’efficienza di tale antenna è prossima a  quella di un dipolo solo se si tiene conto di due elementi: sezione del tubo di rame e diametro del loop.

 Nel caso che stiamo trattando ho utilizzato un tubo di rame da 22 millimetri, lunghezza o circonferenza di 6,28 metri  e quindi  2 metri di diametro. In 20 metri il suo rendimento si aggira intorno al 98% (quasi uguale a quello di un dipolo ben posizionato che dà  il  100% di rendimento),  In 40 metri il rendimento scende al 60%, mentre in 80 il rendimento cala moltissimo. Volendo aver un ottimo rendimento sugli 80 metri  il loop deve avere un diametro di circa 3-4 metri ed una sezione del tubo di 30-42 millimetri. Ricordo che il diametro del piccolo loop deve essere pari ad un 1/5 del principale.

Fatte queste premesse di ordine pratico, senza scomodare la matematica, passiamo adesso alla descrizione del progetto:

Ho utilizzato un  condensatore variabile sottovuoto 10/500 pF. per una escursione di 40 giri, isolamento 10000 volt. Ricordo che ai capi del condensatore si crea una differenza di potenziale molto alto. In 20 metri, con una potenza di 1000 watt,  si ha una d.d.p di circa 9000volt. Mentre in 40 metri con solo 500 watt si avrà una d.d.p. di 10000volt. Pertanto, fare attenzione a non superare tali limiti per non danneggiare il condensatore con scariche interne.
Ho utilizzato un motoriduttore di  12 volt da  7 giri al minuto; un potenziometro da 2kΩ:  da zero a 2kΩ in 10 giri; un ingranaggio in acciaio con rapporto 1:4 (vedi www.conrad.it  art. 231754 e art. 231797) ; scatola a tenuta stagna, 30 X 22 X18 cm.

Schema del Control Box

Funzionamento

L’albero del  condensatore, in sincronia con  il potenziometro, viene fatto girare  dal motorino alla velocità di 5-7 giri al minuto.   Per mezzo di un ingranaggio con rapporto 1:4, il condensatore e il potenziometro girano di pari passo dall’inizio alla fine della loro corsa.  Infatti, mentre il condensatore compie circa 40 giri per andare da 10 a 500 pF.  il potenziometro ne compie 10 per andare da zero a 2000 ohm. Applicando ai piedini esterni del potenziometro una tensione di 13,8 V  e facendo girare il  potenziometro insieme al condensatore, avremo sul piedino centrale del potenziometro e massa una tensione di  valore proporzionale alla posizione del condensatore. Sullo scatolino di controllo ho montato un microamperometro da 200 µA f.s.  con una resistenza in serie di valore tale da portare l’indice dello strumento in fondo scala alla tensione massima di 13,8 volt (13,8/0,000200=69 kΩ) .  Lo strumento leggerà 2 volt alla capacità di 480 pF e 13,8 volt alla capacità di 13pF. Sul control box troviamo un deviatore a levetta  per invertire la polarità della tensione ai capi del motorino e quindi controllarne il senso di rotazione. Il motore si avvia tenendo premuto il pulsante.
Segnando opportunamente il valore della tensione rapportata al valore della capacità si potrà stabilire la frequenza di sintonia. Ovviamente si potrà essere più precisi utilizzando un voltmetro digitale oppure si potrà  utilizzare una scheda “Arduino” con apposito programma per leggere direttamente sul display la frequenza di sintonia (tanto per complicarsi la vita). La taratura conviene farla alla fine, quando l’antenna viene posizionata.
Come palo di sostegno ho utilizzato un tubo in PVC  e nel suo interno ho inserito  una pertica di legno come rinforzo.
Il cavetto di controllo e costituito da 5 fili, di cui 2 servono per dare tensione al motorino e gli altri tre servono per portare e prelevare tensione dal potenziometro.
Il cavetto di controllo è stato “nastrato” su un lato dell’anello principale anziché farlo scendere verticalmente. Ritengo che in questo modo rechi meno disturbo all’antenna.
Per ultimo, faccio notare che il condensatore è stato fissato su una basetta di plexiglass per non far gravare tutto il peso sulla sottile plastica della scatola.


Figura 1 – particolare interno scatola contenente il condensatore e vari componenti

Figura 2 – vista dell’ ingranaggio e potenziometro
Figura 3 - vista del motoriduttore
  Figura 4 control box         Figura 5 particolare interno scatola durante l’assemblaggio

Figura 6  particolare dell’aggancio scatola-palo di sostegno  -  Figura 7 qui si nota il cavo di controllo nastrato ad un lato dell’anello


Figura 8 – R.O.S. 1:2 in 80 metri.
Figura 9 - R.O.S. 1:1 in 40 metri
Figura 10 – R.O.S. 1:1 in 20 metri.

Come già detto, la sintonia viene fatta attraverso la lettura della tensione sullo strumento. Bisogna però tenere presente che questo tipo di antenna ha una selettività molto accentuata, basta andare fuori di pochi  KHz  per avere un R.O.S. fuori controllo. Per questo è stato utilizzato un motoriduttore da 5-7 giri al minuti al fine di trovare il punto di sintonia più agevolmente. Nel mio caso faccio la commutazione dell’antenna su l’analizzatore e poi dopo aver trovato  la sintonia perfetta commuto l’antenna sul ricetrasmettitore.

Spero di essere stato abbastanza chiaro nel descrivere la realizzazione di questa antenna, peraltro molto facile da costruire. Per coloro non hanno neanche lo spazio per installare un antenna di queste dimensioni possono ridurre il diametro del loop portandolo ad un metro, così da poterla sistemare anche su un balcone di casa. In tal caso l’efficienza dell’antenna si sposterà verso le frequenze più alte e non sarà più possibile operare sugli 80 metri.

                                  Buon divertimento


                                  73 Luigi – ik7ncr    Ik7ncr@gmail.com



sabato 21 gennaio 2017

Rivelato lo schema della WellBrook ALA1530

Recentemente a questo link e' apparsa la storia della derivazione dello schema della WellBrook ALA1530 :

http://www.george-smart.co.uk/wiki/WellGood_Loop

Un grazie ad Aldo Moroni , sempre molto attento che , viste le radiografie ha segnalato sulla lista SDRItalia la presenza di un condensatore da 10pF tra le basi dei transistor :





Il materiale pubblicato soddisfa la pluriennale curiosita' di molti .
Si tratta di un push-pull di amplificatori in configurazione Norton .

Personalmente ho comprato ed installato da anni due di queste antenne in esterno e ne sono soddisfatto .
Ora ,pur conoscendo ora lo schema , devo dire che, per questioni meccaniche e di resistenza nel tempo , il reperimento dei materiali , la noia di costruire e far quadrare la fase dei vari trasformatori , la meccanica da costruire , la resinatura per garantire la durata etc. etc, ben mi guarderei dal costruirne una per usarla all'esterno .
Considerando che mio il tempo ha un costo , mi costerebbe piu' che comprarla , verrebbe molto peggio e dovrei anche misurarne le caratteristiche rispetto all'originale per esserne sicuro del funzionamento .

Vi racconto quindi anche un'altra esperienza : 
Ho acquistato due Loop- Dipoli differenziali sul sito : 

http://active-antenna.eu/




Magnifici i calcoli , la progettazione e i confronti pratici , oltre al fatto di rendere pubblici gli schemi ( probabilmente i primi , poi rimaneggiati su SMD ) , ma soprattutto i calcoli relativi e la idea di usare una linea bilanciata tipo Ethernet per alimentazione , discesa e telecontrollo delle commutazioni delle varie configurazioni .
Il problema sta nel contenitore .
Tra condensa ed infiltrazioni degli input ed output , tutte due sono state rapidamente distrutte per elettrolisi .

Quindi ,prima di lanciarsi in autocostruzioni varie con parti attive esterne ,invece di acquistare qualcosa di ben consolidato dall'esperienza di anni ,  pensateci molto bene ....

giovedì 29 dicembre 2016

Tutto sui LOOP : Fantastico ! - Teoria ma soprattutto molta pratica






https://www.nonstopsystems.com/radio/frank_radio_antenna_magloop.htm

Buona lettura e sperimentazione .

Un concentrato di cultura e di soluzioni pratiche veramente notevole sotto tutti i punti di vista .

lunedì 13 giugno 2016

Antenna O.C.F.D. Off Center Feed Dipole (dipolo con alimentazione fuori centro di IZ3MEG, Andrea Furlanis



Questo tipo di antenna, pur mantenendo il nome del suo bravo inventore, è in realtà stata ampiamente modificata nel corso degli anni. Il suo nome attuale è O.C.F.D. Off Center Feed Dipole (dipolo con alimentazione fuori centro) tra l'altro si differenzia dall'originale di Windom per non avere la discesa monofilare che era parte integrante dell'aereo originale del 1929 ed il ritorno di terra. Prego cortesemente chiunque trovasse errori o inesattezze, di comunicarmelo al più presto al mio indirizzo di posta elettronica IZ3MEG@furel.it, sono graditi anche i vostri consigli e i vostri giudizi.



Segnalato da  Lauro Granata IwøQit

domenica 17 aprile 2016

Pazza autocostruzione - 2a puntata

Un teschio un po' emotivo!

Faccio seguito alla pubblicazione fatta da Claudio Re  a cui avevo mandato il filmato pubblicato all'indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/04/pazza-autocostruzione.html 

per aggiungere alcuni dettagli e lo schema elettrico









Nelle immagini sopra ecco lo schema del sensore audio, le foto del teschio e il disegno Solidworks del contenitore plastico.
Il dispositivo non registra la voce. Gli occhi del teschio si illuminano quando si parla.
Ho stampato il contenitore con una stampante 3D a filamento plastico fuso, mentre per il teschio ho utilizzato la tecnica della fotopolimerizzazione della resina tramite un proiettore DLP ad alta definizione .
La cosa piu' difficile alla fine sono i disegni in 3D da dare in pasto alla stampante .....

Pazza autocostruzione

Guardate cosa si diletta ad autocostruire tale Daniela Paperi con una stampante 3D e kit di Futura Elettronica ...




giovedì 25 febbraio 2016

Mi faccio una radio a valvole...

Sicuramente molti di voi l'avranno già visto ma ripropongo qui il video di un appassionato, per meglio dire Maestro, che costruisce i triodi necessari per le sue radio.
E' veramente affascinante,  è il confine sottile tra la bravura e l'arte.

https://www.youtube.com/watch?v=EzEdyt4mQXw&feature=player_detailpage



Buona Visione .

Roberto Zinelli

sabato 23 gennaio 2016

Come costruirsi un diodo Zener di grande potenza

Ho letto con interesse l'avventurosa e geniale pubblicazione sul diodo Zener all' indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/01/come-realizzare-un-dissipatore-per.html

Ho verificato la disponibilita' di diodi zener da 10 W .
Si trovano ad esempio :

http://it.farnell.com/solid-state/1n4553b/zener-diode-10w-5-6v-do-4/dp/1672908?ost=zener&selectedCategoryId=&categoryId=700000004649

Aggiungendo un normale diodo in serie si raggiunge la tensione voluta .

Il problema e' il costo , di circa 58 Eu ....

In passato ( anche recente ) mi e' capitato di dovere usare diodi Zener di alta potenza per proteggere sull' alimentazione circuiti ( ad esempio l'amplificatore del loop attivo L101) , senza provocare cadute di tensione se non oltre quella massima stabilita .

Una soluzione che ho escogitato e' la seguente :


Il transistor Darlington di potenza entra in conduzione , quando la tensione tra B ed E e' dell' ordine di 1.2 - 1.8 V .

Nel mio caso se ricordo bene , per limitare a circa 12 V uso un diodo Zener da 400mW da 10 od 11V .
In serie al diodo zener cosi' costituito , metto un " fusibile elettronico" che poi e' un elemento PTC che ha resistenza trascurabile a temperatura ambiente e che sale rapidamente al crescere della temperatura dovuta alla forte corrente che lo attraversa quando il diodo Zener entra in conduzione .

Perche' un elemento di potenza Darlington ?

Nel mio caso perche' la prima volta che ho avuto questa necessita' , disponevo di una " caterva" di darlington BDX33 e BDX53 smontati da schede di recupero della Olivetti ( ne ho ancora adesso ...hi .... ) .
Non e' uno svantaggio , di sicuro la corrente ai capi del diodo zener da 400mW sara' minima , ma ritengo che anche con un normale transistor la corrente sia sopportabile . Pero' non ho mai provato ....

Come non ho provato la soluzione di destra che dovrebbe rendere la soluzione variabile in tensione .

Dovrebbe funzionare perche' con il cursore del trimmer resistivo tutto in alto si ricade nel caso di destra.
Con il cursore tutto in basso si ha un diodo Zener con tensione di soglia infinita ....

In ogni caso , se fate una ricerca su Google con le parole : "variable zener diode" trovate una caterva di soluzioni , piu' o meno semplici .

Buona sperimentazione !

A fronte di domanda :

Nel primo caso, non sarebbe il caso di mettere una resistenza da una decina di kohm tra base ed emitter ?? solo per non lasciare la base "flottante" quando lo zener non e' in conduzione ... 
73 da Mauro Bernardetto IK1WVQ

La risposta : 

In realta' ogni Darlington ,non costruito con due transistors sciolti , ma in un contenitore unico e' in realta' un piccolo circuito integrato con il seguente schema equivalente :






martedì 17 novembre 2015

RADIOASTRONOMIA PRATICA A CURA DI FLAVIO FALCINELLI

Faccio seguito alla pubblicazione all'indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2015/11/icara-2015-11-congresso-di.html

sul recente congresso ICARA ,per segnalare che e' possibile scaricare le due presentazioni molto pratiche e didattiche di Flavio Falcinelli agli indirizzi :

http://www.radioastrolab.it/pdf/RAL10KITeRAL10AP_ICARA2015.pdf

http://www.radioastrolab.it/pdf/MeteorScatter143MHz_ICARA2015.pdf


Si parla di Radioastronomia Amatoriale pratica e di Ricezioni pratiche del Radar Graves .

Un po' di teoria con grafici ed immagini e poi via con la pratica ....

Per chi non volesse cimentarsi con circuiti , ci sono i kit ed anche eventualmente gli apparati inscatolati .