Visualizzazione post con etichetta ENZOLOG. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ENZOLOG. Mostra tutti i post

lunedì 4 settembre 2017

nominativi OM barrati


la questione è attuale soprattutto con i LOG online... 
il computer non ama chiacchiere ma capisce i dati così come li inseriamo... 

in particolare nel "famoso diploma" ormai concluso e di cui non faccio che brevi accenni ( II1ASGE ) mi sono trovato nella situazione di dover "aggiustare a mano" ed a "normalizzare" i dati secondo un criterio 

infatti c'era un OM in trasferta in 9A che mi ha richiesto il diploma ... 
io avevo scritto sul LOG ( bblogger ) iz6eccetera/9a mentre Massimo 9a/iz6eccetera dal punto di vista "legislativo" credo entrambi fossimo nel giusto.
Stessa cosa è accaduta per un OM della zona 2 che trasmetteva in zona 6 dove tre stazioni accreditate si sono comportante in 3 modi diversi.

Colpa mia perchè non avevo previsto il problema e tutto sommato sono riuscito in tempi brevi a metterci una pezza ...

 In questi casi l'eccezionale ENZOLOG faceva i conti "giusti" ma considerava nominativi diversi secondo dove veniva inserita la barra pur considerandoli nel "country" esatto e nella zona esatta di trasmissione. 

OM in "trasferta vengono segnati sui LOG:

a) I6/IZ1XXX
b) IZ1XXX/I6
c) 6/IZ1XXX
d) IZ1XXX/6

per l'estero esistono solo 2 possibilità

a) HB9/IZ1XXX
b) IZ1XXX/HB9

personalmente sceglievo per uniformità sempre la "B" considerando che vedo che bblogger, enzolog, eqsl e hrdlog me lo davano sempre giusto ...

Comunque, da esperienza personale appena fatta i LOG elettronici "democraticamente" accettano tutte le sopracitate soluzioni per venire incontro a tutte le idee contrastanti.

Ho posto una domanda sui più famosi forum radioamatoriali :
<<Esiste, che voi sappiate, una normativa dove c'è indicato precisamente come tenere il LOG o è lasciata alla libera interpretazione? ho cercato in normattiva e negli altri siti di normative italiane ma è un guazzabuglio come sempre avviene purtroppo nelle leggi italiche.Nei manuali per le prove di esame (ne ho diversi sia come associazioni che come annualità) danno tutte le soluzioni credo secondo il "gusto" dello scrittore.>>

e la miglior risposta me l'ha data su ARIFIDENZA Alberto I4JED e per questo lo ringrazio sentitamente
<< la normativa sarebbe per coloro che chiamano,che dovrebbe rispettare i regolamenti!
Nel log devi segnare il call che hai collegato... per il primo caso,portatile in Italia,
il piu' corretto sarebbe il d,essendo le area 1-2-3- non I1-I2-I3 ecc ... Per l'estero , il piu' corretto e a... vedi LINK
2.3 Quando il titolare della licenza trasmette nel paese visitato, deve usare il suo nominativo nazionale di chiamata, preceduto dal prefisso di chiamata del paese visitato, omissis
ci sarebbe anche questo articolo. vedi LINK
come sempre..ci sara' chi e' d'accordo e chi no!!
Alberto>>

In particolare il link ve lo riporto direttamente con il copia incolla sul sito ARI 


di Pier Luigi, IK2UVR
Se accendiamo il Packet Cluster e osserviamo per un po’ il traffico che passa ci rendiamo subito conto che in quanto a nominativi “barrati” le idee sono tante e ben confuse. Lì veramente regna l’anarchia più totale. Così capita di vedere transitare i barrati P, i barrati M, e fin lì nulla di strano, ma poi ogni tanto si vedono i barrati LH, i barrati J, i barrati QRP, recentemente i barrati FF: di tutto e di più. Ho cercato di andare a fondo al problema documentandomi in rete, qualcosa ho trovato, spesso non ho trovato oppure ho trovato notizie strane e contradditorie.

Cominciamo dall’inizio: chi assegna i nominativi radioamatoriali? In Italia è il Ministero per lo Sviluppo Economico (ex Ministero delle Comunicazioni, ex Ministero delle Poste e Telecomunicazioni), e lo fa sulla base di un’assegnazione di un blocco di prefissi da parte di un ente sovranazionale, che è la I.T.U., International Telecommunication Union. All’Italia, lo sanno anche i pomelli delle nostre radio, è stato assegnato tutto il blocco IAA – IZZ. Nel dopoguerra i Radioamatori italiani avevano tutti un unico prefisso, dalle Alpi al Canale di Sicilia: I1. C’erano poi gli I5 (Somalia) e gli I6 (Eritrea) fino a quando questi due Paesi sono rimasti sotto la giurisdizione italiana, e la Somalia ad esempio lo è stata per ben 10 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Solamente nei primi anni ’70 con l’avvento del C.A.P. e delle Zone Postali si è deciso di variare un po’ assegnando numeri diversi dall’1 e così, mantenendo il proprio suffisso, i Lombardi sono diventati I2, i Toscani I5, i Laziali I0, eccetera. Alle Regioni a Statuto Speciale come è noto, sono stati assegnati prefissi particolari, IX1 per la Valle d’Aosta, IN3 per il Trentino-Alto Adige, IV3 per il Friuli-Venezia Giulia, IS0 per la Sardegna e IT9 per la Sicilia. Sono stati inoltre assegnati i vari prefissi per le Isole: IA5, IC8, IM0, eccetera. Sempre in quegli anni ’70 è arrivata la Patente Speciale che consentiva di avere una Licenza anche senza la prova di telegrafia, limitata alle VHF e superiori. Per questo si è deciso di assegnare il prefisso IW ai titolari di Licenza Speciale, così come hanno fatto anche altri Stati, ad esempio la Spagna con EB, il Belgio con ON1, la Germania con DB, DC, DD e DG, la Francia con F1 e F4.


Di libera portabilità della Stazione non se ne parlava proprio, ad eccezione delle apparecchiature VHF o UHF. Per trasferire un apparato HF ci volevano permessi e carte bollate. Addirittura diversi decenni fa per ottenere la Licenza bisognava produrre una piantina della casa con segnata l’ubicazione della stazione radio.
In altri Paesi invece la politica adottata fu differente, più liberale. Per trasmettere da un altro Paese poi ci volevano permessi e lungaggini burocratiche, ma finalmente con la Raccomandazione CEPT T/R 61-01 (per tutti “la CEPT”), approvata nel 1985 e aggiornata più volte negli anni, fu reso possibile spostarsi con gli apparati nei Paesi sottoscrittori senza particolari formalità, per periodi di tempo non lunghi, variabili a seconda delle varie legislazioni nazionali (mediamente attorno ai tre mesi), naturalmente rispettando le leggi locali e le limitazioni relative alla propria licenza. Nel documento è chiaramente indicato come il Radioamatore ospite deve “uscire”, al punto 2.3: “Trasmettendo dal Paese visitato il possessore di licenza (radioamatoriale) deve usare il proprio nominativo nazionale preceduto dal prefisso del Paese visitato come indicato in Tabella 2 e Tabella 4. Il prefisso e l’indicativo nazionale devono essere separati dal carattere “/” (telegrafia) o dalla parola stroke (fonia)”. Tra le altre cose consultando appunto queste Tabelle allegate, si vede ad esempio che il prefisso nazionale dell’Italia è I, quello della Spagna è EA, quello del Portogallo è CT7, quello delle Azzorre è CT8 e quello di Madera CT9. Non è necessario aggiungere la call-area, con l’eccezione dell’Estonia, dove invece è obbligatoria. Sappiamo però che ognuno fa come gli pare perché se non è vietato allora è permesso, secondo le interpretazioni contingenti, e poi effettivamente se sono alle Canarie dire EA8/IK2UVR chiarisce subito che non mi trovo nella Spagna continentale ma appunto alle Canarie.
Anche gli stranieri in Italia dovrebbero preporre la sola I al proprio nominativo. Spesso c’è l’obiezione: “ma la Sardegna è un Country diverso dall’Italia quindi deve uscire IS0/…”. Vero, anche se non è previsto dalla CEPT, in un certo senso è tollerato ma non è obbligatorio. Però sappiamo quanto il DXCC permei la vita di tutti i Radioamatori, e la prima cosa che si apprende da novice è appunto il concetto di Country.
Già che ci siamo facciamo una precisazione: il Country è un’invenzione dell’ARRL per il suo diploma più famoso, il DXCC. All’inizio partecipare al DXCC consisteva nel collezionare QSL dai vari Paesi intesi come entità nazionali, poi, siccome esistevano anche le Colonie, si è dato lo status di Country anche ad esse, poi è stata tutta un’escalation di nuove entità, isole, isolette e scogli a malapena affioranti dal mare, enclavi ed exclavi, perfino dei palazzi (ONU NY, ITU Ginevra), pur di aumentare il numero di queste entità. Ma gli Stati Nazionali non sono certamente tenuti ad osservare le tabelle dell’ARRL quando assegnano i prefissi: li assegnano come aggrada a loro e tanti saluti se non riusciamo a capire al volo se un VP8 sta trasmettendo dalle Falkland oppure dall’Antartide o dalle South Shetland, o South Georgia o South Orkney. Anche l’Italia non fa eccezione: chi può dire se un IR0 sta facendo un’attività speciale o un contest dal Lazio o dall’Umbria o dalla Sardegna (che per l’ARRL è un Country diverso dall’Italia)? Lo stesso dicasi per le Stazioni di Sezione: IQ0 sono sia in Sardegna che in Lazio e Umbria. Non parliamo poi della Francia, la prima stazione francese che trasmetterà dalla Luna sarà probabilmente un TO o un TX.
Questo per quanto riguarda la CEPT, ma tra Stati non CEPT? Vi sono alcuni Stati che pur essendo non-CEPT aderiscono alla Raccomandazione di cui sopra: gli Stati Uniti, il Canada, gli eredi delle ex Antille Olandesi, il Perù, il Sudafrica, l’Australia e la Nuova Zelanda. Ma tra Stati Uniti e Canada è diffusissima la pratica di posporre il prefisso del Paese visitato anziché di anteporlo, es. K1ABC/VO invece del più corretto VO/K1ABC. Le ragioni sono per lo più di abitudine, laggiù hanno sempre fatto così, e il fatto di aderire alla Raccomandazione CEPT non li smuove più di tanto.
E adesso veniamo alle “dolenti note”: in Italia la libera circolazione degli apparati HF è conquista assai recente, di inizio secolo. Dopo un decennio abbondante nessuna normativa è stata emessa dalle Autorità preposte per regolamentare come è necessario proporsi in radio quando non si è nella propria abituale residenza. Infatti il Decreto del Presidente della Repubblica che liberalizza la trasferibilità degli apparati HF nulla recita a questo proposito, dice solo che al di fuori della sede l’attività (di radioamatore) può essere svolta con apparato portatile anche su mezzo mobile escluso quello aereo.
Per ovviare a questa carenza normativa, già nel 2006 l’ARI (cfr. RR 01/2006 pag. 19) aveva rivolto un invito ai propri associati ad uniformare gli indicativi di chiamata ad alcune linee guida. E’ un invito, naturalmente, e non un obbligo, ma noi tutti in quanto Soci ARI siamo moralmente obbligati a seguire le indicazioni della nostra Associazione, né più né meno di come siamo tenuti a rispettare i band-plan che come noto sono il risultato di una raccomandazione della IARU, di cui l’ARI è filiazione.
Ecco pertanto uno schemino che riprende e integra quanto già pubblicato sei anni fa (e regolarmente disatteso):
Il concetto è: se non siamo nel nostro QTH di residenza siamo in portatile, e non è significativo il tipo di alimentazione dell’apparato. Quindi anche se siamo nella casa al mare con alimentazione di rete siamo portatili come se fossimo in auto con l’apparato collegato ad una batteria.
Detto questo se operiamo all’interno della nostra call-area o della nostra isola o della nostra Regione a Statuto Speciale POSPORREMO la lettera P separata da una /. In caso contrario POSPORREMO il numero di call-area, o il prefisso dell’isola o della Regione a Statuto Speciale dalla quale siamo a trasmettere.
Perché non anteporre il prefisso? Perché siamo in Italia e non all’estero!
Facciamo qualche esempio:
IK2UVR/P se sono in Lombardia (IK2UVR/2 pur tecnicamente non errato è in realtà pleonastico)
IK2UVR/1 se sono in Piemonte o in Liguria
IK2UVR/IX1 se sono in Val d’Aosta
IK2UVR/IS0 se sono in Sardegna (e non IS0/IK2UVR come obietta qualcuno perché la Sardegna “è un Country separato” ) Abbiamo già visto come il concetto di Country sia “made in ARRL” e quindi non deve essere condizionante per altre realtà. E poi tutti i migliori software riconoscono il Country DXCC anche se il prefisso viene posposto anziché anteposto, come si diceva pocanzi a proposito degli Americani
Quindi prima viene il proprio nominativo e poi l’indicazione di dove si è. Ed è perfettamente inutile aggiungere una P per indicare la portabilità ad eccezione del primo caso perché c’è solo quella.
Pensate a che salto deve aver fatto qualcuno quando anni fa stavo facendo un’attivazione in portatile dalla Toscana e sono stato spottato come IK2UVR/P5: North Korea!
Se un Radioamatore Sardo opera dalla Sardegna main island sarà quindi IS0AAA/P,
se si trova alla Maddalena sarà IS0AAA/IM0
se è in Sicilia sarà IS0AAA/IT9
se è a all’Elba sarà IS0AAA/IA5
e così via
Facciamo una considerazione sui suffissi auto attribuiti. In Italia per lo più sono illegali. Quindi definirsi come IZ1ZZZ/QRP perché si trasmette con 5 Watt non è corretto. Non esiste un prefisso QRP. Idem per LH (Lighthouse, cioè faro): in questo caso poi LH è un prefisso della Norvegia e inserirlo nel proprio nominativo costituisce realmente un illecito. Il volume Etica e procedure operative per il Radioamatore chiarisce questo concetto: se ci si vuole identificare come stazione QRP non bisogna inserire una barra, ma uno spazio tra il proprio nominativo e la sigla QRP, quindi una chiamata CW sarà: CQ CQ IZ1ZZZ QRP AR. In fonia si potrà inserire un “QRP Station” o solo “QRP” dopo il nominativo, ma non trasmettendo il proprio nominativo stroke QRP. D’accordo, non è il Vangelo, però molti di noi farebbero bene a leggerlo e a correggere abitudini sbagliate se è il caso. A proposito di QRP, val la pena di rileggersi il codice Q perché anche lì se ne sentono delle belle, tipo “il QRZ” per indicare il nominativo di stazione (semmai è il QRA).
E sempre in tema di nominativo, occorre ricordare che il nominativo in Italia identifica la Stazione e non il proprietario, al contrario degli Stati Uniti ad esempio. Secondo la legislazione italiana se andiamo a trovare un collega OM e vogliamo operare la sua stazione radio, il call che dovremo usare sarà quello della sua stazione e non della nostra. Noi saremo i secondi operatori e spetterà a lui iniziare e concludere le trasmissioni. E’ un anacronismo, è vero, ma è legge dello Stato.
Se tutti quanti noi ci sforzassimo un po’ di più di seguire le regole, anche non scritte, del radiantismo, forse saremmo meno insultati dagli stranieri, con i soliti spaghetti-mafia-macaroni. E’ verissimo che anche gli altri non sono certo dei mostri di correttezza in radio, ma a far casino a 14.195 non ci sono Francesi o Tedeschi, giusto per fare un esempio.
HF Award Manager
Pier Luigi Anzini, IK2UVR/N2UVR
se volete approfondire l'uso dei log online leggetevi il sottostante link:


giovedì 30 agosto 2012

LOG di stazione "ENZOLOG"

Log di stazione "EnzoLog" dell’amico Enzo Cuppone IT9GCG .  

Cap. 1 – Storia della Nascita e Prima Pagina

Storia della nascita
Sono Enzo Cuppone(IT9GCG) Radioamatore dal dicembre 2007, sin da subito, dopo due anni di radioascolto “clandestino” e forzato, mi sono buttato sulle HF ed ho avuto esigenza di un software di gestione del mio log.
Sono programmatore da sempre per cui non mi andava di utilizzare senza licenza un software fatto da altri colleghi programmatori, e mi sono trovato “costretto” a creare EnzoLog.
Il pretesto principale mi fu dato da una dxpedition IOTA(Salina – Isole Eolie novembre 2008) a cui fui invitato “appena appena” patentato. Da una brillante idea di IW9GUR(Davide) c’era l’esigenza di accentrare i qso e mostrare via web sequenza qso e video. Con il collega-fraterno IW9HQP(Andrea) installammo un web-server su cui afferivano i dati che venivano visualizzati in Real-Time, insieme al Video, dagli utenti. Fu il primo esperimento riuscito di real-time e a tutt’oggi è ancora in uso in maniera similare con il mio sistema. Da quelle prime rudimentali maschere il passo fu breve per la costruzione del sistema attuale.
Cos'è il weblog
Un Web-Log è un programma per gestire un log radioamatoriale interamente a maschere web. EnzoLog oltre a questo offre anche un cluster integrato capace di preparare in un solo click i qso.
I dati contenuti nel sistema sono facilmente raggiungibili da qualunque parte del web, sono backuppati continuamente e offrono una elevata sicurezza.
Inoltre aggiunge alle potenzialità di un log automatizzato anche la possibilità di condivisione dei propri dati con altri(manageraggio qsl o award) oltre che di pubblicazione dati o statistiche per pagine web con tools simpatici e semplici da pubblicare.
Usi
Ormai tanti utenti usano EnzoLog come vero e proprio log, apprezzandone la semplicità e velocità di utilizzo. Altri, invece, caricano i propri dati come backup o per dare possibilità di ricerche, sfruttando il log-online. Una bella “fetta” di radioamatori, invece, utilizzando altri software di gestione log, inviano i qso direttamente in EnzoLog per poterli facilmente pubblicare sul web.
Scopriamo la prima pagina
Dalla prima pagina è possibile accedere oltre che ad EnzoLog come utente, anche ad un bel po’ di servizi resi disponibili per gli utenti esterni.
In alto a destra, sotto il logo, si può ricercare sui vari log presenti nel sistema. E’ possibile scavalcare questa pagina autorizzando(vedremo in seguito cosa significa) la ricerca sul singolo log ed avendo a disposizione una pagina personalizzata.
Nella parte riservata alle ricerche(in quella qua sopra i diplomi IVA-italian volcanoes award e DAV-diploma degli ambienti vulcanici) noterete due loghi di nostri partner(YOFF e YOmLH il flora and fauna rumeno ed il diploma dei fari rumeno) i cui log e/o richieste varie sono interamente gestiti da EnzoLog.
Ritornando alla pagina Iniziale sotto le ricerche sul log online è possibile cercare sulla situazione QSL degli utenti che caricano tali dati.
Scendendo ancora lungo la parte sinistra della pagina troviamo la possibilità di consultare l’ultimo bollettino DX dell’ARRL.
Nella parte centrale di tale maschera oltre alla parte dedicata alla login al sistema è possibile consultare dei tutorial e delle demo su EnzoLog e sui suoi web-tools.
Sotto la parte login, invece c’è un cluster sempre attivo che è possibile utilizzare e customizzare(colori e numero qso) per le nostre pagine web.
Nella parte destra, invece, noterete la possibilità di seguire le novità di EnzoLog tramite le news rss, facebook o twitter.
Per le lingue ci stiamo attrezzando per delle traduzioni in lingua originale quanto più fedele possibile con l’ausilio di colleghi OM madre-lingua.
Cap. 2 – Iscrizione
Il sistema di iscrizione, accessibile sempre dalla prima pagina, è basato su doppia email, la prima consente di approvare la richiesta fatta via web e la seconda contiene i dati di accesso associati all’utente stesso.
Tutto il sistema è automatizzato e molto semplice da usare. L’unica accortezza da prendere sarà quella di inserire correttamente i vostri dati, soprattutto l’indirizzo email, e di scegliere la vostra lingua.
Cap. 3 – Log e QSL
Il fulcro del sistema è la gestione del log e delle qsl e la pagina principale di gestione è la cosiddetta Master Operazioni, da cui è possibile effettuare il 95% delle operazioni log.
La maschera è divisa funzionalmente in due parti(destra e sinistra); a destra Cluster(in alto) e dati propagativi(in basso); parte sinistra Inserimento/modifica/send spot/ricerca in qrz.com e, in basso, ultimi 30 qso del log aperto.
Il cluster oltre che colorarsi in base alla legenda che gli sta sotto, scorre sempre facendoci vedere gli ultimi spot attivi tra quelli filtrati da noi tramite la pagina impostazioni.
Sul cluster è possibile notare come prenda in automatico il country in base ad una callsign.
Con un click sul callsign scelto la parte sinistra di questa pagina si popola con i dati prelevati da qrz.com.
Insieme ai dati dell’indirizzo, se l’OM ha caricato in maniera corretta anche il proprio wwlocator, vedremo gradi di orientamento antenna e distanza. Sempre se l’utente li ha specificati, anche se è utente LOTW o meno od EQSL.cc o meno.
Con un click sul country specificato sul cluster è possibile usufruire della mappa di qrz.com con i vari WWLocator.
La colorazione del cluster è una grande attrazione, poiché a “colpo d’occhio” possiamo vedere se uno spot ci interessa o meno. Per la legenda dei colori vi rimando alla pagina stessa.
In basso sulla stessa pagina, troviamo in tempo reale i dati di propagazione, questi si aggiornano continuamente con il sito del NOAA(National Oceanic and Atmospheric Administration).
In basso a sinistra è presente un “sunto” del nostro log con indicazione del log attivo in questo momento(poiché il sistema ci permette di creare per ogni utente tanti log).
Da questa sezione è possibile modifica o eliminare un qso, aggiungere un diploma al qso stesso, spottare il collega OM appena collegato, inviare spot sul cluster, inviare il qso(se abbiamo aggiunto i nostri dati dell’account) ad eqsl.cc o clublog.org.
Sempre dalla stessa maschera ma spostando lo sguardo un po’ al centro-destra è possibile inviare dx spot generici.
Altre operazioni fattibili, dal menu in alto, sono creazione, distruzione o apertura di log, oltre che import o export di ADIF.
E’ da notare che EnzoLog permette di importare le conferme LOTW dall’ADIF scaricato dal sito apposito.
La parte QSL permette di scaricare in maniera semplice ed intuitiva le conferme cartacee bureau o dirette che siano. Questa gestione permette agli utenti di sapere se la loro qsl sia arrivata o meno.
Un fiore all’occhiello del nostro sistema è data dalla gestione dei diplomi.
Questa gestione è “aperta” e permette di gestire qualsiasi tipo di diploma esistente; se accuratamente inseriti i dati possono risultare utili per la loro identificazione immediata sul cluster(li vedremo sottolineati).
Interessante è anche la predisposizione all’import dal campo comment e IOTA dell’ADIF e la creazione automatica dei principali diplomi italian(DCI, DAI, DAV, etc.)
Una maschera molto utilizzata in attivazioni è la DxPedition, nata appunto per essere usata in situazioni di “poca” banda ADSL. Essa è molto scarna, ma permette a chi la usa di poter usare il real-time in attivazione in presenza di segnale adsl.
Un’altra voce del menu log è la possibilità di esportare in Excel o similari il vostro log per poterlo stampare come meglio preferite.
Il Completa Dati permette di integrare il vostro log con i dati trovati in qrz.com ed insieme alla funzione Elabora Doppi è molto usata dai dxpeditioners.
Nella pagina statistiche sono disponibili tre statistiche, come visualizzato nella figura seguente.
La statistica per i country DXCC da la possibilità di riepiloghi vari ed una visualizzazione gradevole con la solita colorazione.
Un menu che si attiva se l’utente è manager di qualche log di colleghi OM è il menu Manager. Con la possibilità di maneggiare il log del collega OM sia nella parte log che in quella QSL. Questa funzionalità permette il “manageraggio” qsl in maniera semplificata. Per intenderci i qso sono inseriti dall’OM “managerato” sia da ADIF che direttamente da EnzoLog e l’utente manager ogni volta lo voglia può controllare o modificare i qso del primo.
Cap. 4 – Autorizzazioni e webtools
Molti mi hanno chiesto il perché dell’autorizzazione all’utilizzo di un tools. La risposta è che nel web esistono dei sistemi automatici di ricerca e scansione che avrebbero continuamente scansionato tutte le infinite pagine del mio sistema rendendo le performance dello stesso praticamente nulle.
Ad ogni autorizzazione concessa dallo stesso utente corrisponde una funzionalità ben precisa che l’utente stesso può utilizzare.
Le tipologie di autorizzazioni concedibili per ogni nostro log sono:.
1) Image (l’immagine dei miei ultimi 10 qso)

2) ImageStato (l’immagine che dice dove sto lavorando in quel momento)

3) Realtime(attivando questa funzione, tramite una pagina specifica gli utenti vedranno la vostra sequenza dei qso)

4) Esterni(possibilità di immissione qso da software esterni: BBLogger, DBLog, etc)
5) QARTest(possibilità di inviare i dati del software direttamente in EnzoLog)
6) Ricerche(abilitare la maschera di ricerca personalizzata vista in precedenza)
7) CAT(Utilizzare vari software di CAT e/o RigControl tra cui EnzoLogCat by iZ2BKT)
8) DXCC STAT


9) AWARD STAT(per qualsiasi diploma inserito nel sistema)
Da ognuna di queste descrizioni nella pagina autorizzazioni è possibile avere il codice html da inserire nei nostri siti come ad esempio in www.qrz.com
Cap. 5 - ausilii per Dx-Peditions
Ho creato degli strumenti per aiutare le dxpeditions:
Lista donatori e Auto-tweet di ringraziamento per una donazione su paypal
Real-time con gli ultimi 10 qso su google-map
Altre applicazioni possono essere create se me le suggerite
Cap. 6 – Riferimenti e Demo
Il sito lo trovate all’indirizzo http://www.enzolog.org che è la prima pagina le cui funzionalità sono già state spiegate nel primo capitolo.
Ricordo a tutti che è tutto gratuito!!! E’ possibile versare un contributo volontario in prima pagina.
Altre informazioni le trovate sulla pagina facebook o sul gruppo facebook a cui tanti sono già iscritti.
In twitter trovate anche le ultime novità.
Per ulteriori informazioni scrivete a enzolog(chiocciolina)enzolog.org o cercatemi su skype con il mio nominativo.
Cap. 7 – Conclusioni
Con questo piccolo articolo non penso neanche minimamente di aver soddisfatto le vostre curiosità né tantomeno questo sostituisce una demo o un tutorial; penso però che ciascuno di voi provando il sistema possa apprezzarne le potenzialità e magari contribuire a creare nuove funzionalità ancora non create
Enzo Cuppone
IT9GCG
enzolog(chiocciolina)enzolog.org
ENZO LOG su Facebook