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venerdì 23 febbraio 2018

"PIETRE MILIARI DELLA SCIENZA NELLA STORIA DELLA RADIO"


A.R.I. - Sezione di Fidenza (PR)

Diploma 

"PIETRE MILIARI DELLA SCIENZA 
NELLA STORIA DELLA RADIO"


Dal 1° Gennaio al 31 Dicembre 2018


Il diploma ““PIETRE MILIARI DELLA SCIENZA NELLA STORIA DELLA RADIO” è un diploma a livello internazionale organizzato dalla Sezione A.R.I. di Fidenza, avente lo scopo di onorare e commemorare alcuni fra gli eminenti scienziati che hanno dato un contributo di rilevanza fondamentale allo sviluppo teorico, sperimentale e tecnologico delle radiocomunicazioni.

La durata del diploma è estesa all’ intero anno 2018ogni mese dell’anno è dedicato ad uno specifico scienziato, ed è associato ad un diverso nominativo speciale.



Tutti i dettagli qui:

regolamento







This initiative has as its main objective the dissemination of knowledge, also historical - biographical, of the main scientists who have given a fundamental contribution to the discoveries and to the development of knowledge, both theoretical and technical - scientific, in the field of Physics , Electrology, Magnetism and Radiotechnics.
These pioneers have laid the cultural and scientific foundations and started the complex process of innovation that has subsequently made possible the development and the future realization of the "Miracle of Radio", at the level of complexity and perfection that has reached today.

The initiative aims to activate internationally, throughout the year 2018, twelve commemorative radio stations with special callsigns, which will alternate in turn throughout the year: each month is associated with a SPECIAL CALLSIGN, dedicated to a specific scientist.







lunedì 11 settembre 2017

DAI-day



DAI-day
Organizzato dalla Sezione A.R.I. di Busto Arsizio – L06
 Diploma delle Abbazie Italiane
Nel 2016 è stato istituito il “DAI-day”, manifestazione radiantistica a cadenza annuale che si svolge il primo sabato di ottobre di ogni anno, dalle 06.00 UTC alle 17.00 UTC (dalle 08.00 alle ore 19.00, ora legale italiana). Per il 2017 la data è sabato 7 ottobre.
REGOLAMENTO
Scopo: collegare stazioni portatili che attivano referenze DAI.
Bande: 80m, 40m, 20m, 15m, 10m.
Modi: solo SSB.

Categorie: AP - Attivatore portatile, H - Hunter.
AP - Attivatori portatile: potranno attivare in deroga al regolamento DAI al massimo 5 referenze nelle 11 ore di durata della manifestazione. Non sono consentite attività dal proprio QTH abituale.
Gli Attivatori potranno collegare gli Hunter anche più volte per banda, a condizione che la referenza DAI attivata sia differente. Sono consentiti anche i QSO Attivatore – Attivatore ma solo in funzione di accredito delle referenze per il Diploma DAI, ovvero questi QSO non produrranno punteggio né concorreranno a formare il numero minimo di QSO per la convalida dell’attivazione al DAI-day.
H – Hunter: potranno collegare solo gli Attivatori, una sola volta per ogni banda dalla medesima referenza DAI.
E’ consentita la partecipazione in una sola categoria.


Punteggi:
Hunter: ogni QSO in 40 e 80 m varrà 1 punto, ogni QSO in 20 e 15 metri varrà 2 punti, ogni QSO in 10 metri varrà 3 punti. Ogni referenza DAI collegata, indipendentemente dalla banda, costituirà un moltiplicatore. Lo score finale è dato dalla somma dei punti/QSO moltiplicata per la somma delle referenze DAI collegate.
Attivatori: ogni QSO in 40 e 80 m varrà 1 punto, ogni QSO in 20 e 15 metri varrà 2 punti, ogni QSO in 10 metri varrà 3 punti. Ogni referenza DAI attivata, indipendentemente dalla banda, costituirà un moltiplicatore. Lo score finale è dato dalla somma dei punti/QSO moltiplicata per il numero di referenze DAI attivate.
Gli Attivatori useranno un solo Callsign anche in caso di attività  multi operatore.
Gli Attivatori dovranno attenersi al Regolamento DAI, in particolare per il numero di QSO (100 se trattasi di referenza mai attivata, 80 per referenze già attivate) e fornire prova fotografica di essere sul posto: per ogni referenza attivata si deve inviare una foto con postazione radio e referenza entrambi visibili, se questo non fosse possibile occorre inviare uno screenshot da Google Maps o Google Earth con indicato la referenza e la postazione radio, e la misura della distanza fra i due punti. Gli attivatori dovranno evitare le frequenze assegnate alle operazioni di emergenza.



Caso di non raggiungimento del numero minimo di QSO:
Nel caso in cui per l’ultima referenza attivata (in quanto non è possibile passare ad altra referenza se non si è completata la precedente) non sia stato raggiunto il numero minimo di QSO, l’attivatore perderà i punti QSO per quella referenza, ed inoltre la stessa referenza non potrà essere conteggiata come moltiplicatore. Gli Hunter invece non perderanno i punti-QSO e il moltiplicatore-referenza per il DAI-day, ma non potranno accreditare quella referenza per il Diploma DAI fintantoché l’attivatore non abbia completato l’attivazione in un successivo momento, secondo quanto previsto dal regolamento DAI. I QSO acquisiti saranno comunque conteggiati all’attivatore per il prosieguo dell’attivazione in data successiva al DAI-day. Si sconsiglia vivamente agli attivatori in portatile di iniziare l’ultima attività se non sono più che certi di poter raggiungere il numero minimo di QSO per la convalida.

Attivatori e Hunter dovranno utilizzare potenze compatibili con quanto disposto dalla normativa vigente.

Operazioni post DAI-day:
Al termine del DAI-day i partecipanti dovranno inviare entro il termine tassativo di 30 giorni il proprio log in ADIF e, solo per chi concorre per la categoria AP, le foto ed eventuali screenshot all’indirizzo del Manager DAI, IK2WZQ: dai specificando nell’oggetto “DAI-day” seguito dal proprio nominativo. Nel corpo della mail specificate la categoria per la quale concorrete: AP o H. I partecipanti nella categorie AP dovranno indicare le referenze attivate. Il log dovrà contenere la sigla della referenza DAI attivata o collegata nel campo “comment”. Nominate il vostro log come segue: per Hunter: DD undescore vostrocall.adi, esempio: DD_IU4ZZZ.adi. Per Attivatori: inviare un log per ogni referenza attivata e nominarlo così: DD_IU7ZYX_PL0001.adi. Non mettete /P o simili suffissi. Per gli Hunter utenti di BBLogger che hanno registrato la referenza collegata nel proprio campo dedicato (DAI) operare in questo modo: dal menu File > Files Manager > Esporta log in file > selezionare: “Copia nei Commenti” = DAI, “Tipo file” = ADIF log generic e “QSOs Filter” = All QSOs. Si ricorda che la referenza DAI deve essere TASSATIVAMENTE in formato XXnnnn, in cui “XX” è la sigla della regione e “nnnn” il numero della referenza a quattro digit, senza trattini o spazi e senza essere preceduta da diciture come “DAI”, pena il non riconoscimento da parte del sistema automatizzato Esempi: AE0025, CP0152, PM1258 vanno bene; AZ-0005, PL128,  VN 0548, DAI-SD0015 non vanno bene.

Premi: il vincitore di ogni categoria (Attivatore portatile e Hunter) sarà premiato con un’opera d’arte realizzata da un noto artista locale. Saranno altresì premiati il secondo ed il terzo classificato di ogni categoria e il primo operatore straniero nella categoria Hunter. I premi saranno conferiti durante la successiva Convention DAI di maggio.

Penalità: Ogni QSO non riscontrato nel log del corrispondente - devono combaciare Attivatore, Cacciatore, Data, Banda e Referenza - non verrà considerato ai fini del calcolo del punteggio finale. Ogni referenza DAI reclamata che non risulterà collegata per assenza del QSO, ovvero QSO difforme nel log dell’Attivatore, non sarà calcolata come moltiplicatore. Gli attivatori che non invieranno il materiale richiesto o che lo invieranno oltre il tempo massimo senza fornire giustificazione saranno squalificati e non potranno partecipare ad ulteriori DAI-day. Saranno altresì squalificati quegli Attivatori e Hunter che non rispetteranno il regolamento o sul cui operato sia provata un’azione truffaldina, con riserva di ulteriori provvedimenti da parte dello Staff DAI.

Per ogni contestazione lo Staff DAI deciderà in maniera definitiva e inappellabile.
 DAI-ARI Busto Arsizio
Lo Staff




lunedì 4 settembre 2017

nominativi OM barrati


la questione è attuale soprattutto con i LOG online... 
il computer non ama chiacchiere ma capisce i dati così come li inseriamo... 

in particolare nel "famoso diploma" ormai concluso e di cui non faccio che brevi accenni ( II1ASGE ) mi sono trovato nella situazione di dover "aggiustare a mano" ed a "normalizzare" i dati secondo un criterio 

infatti c'era un OM in trasferta in 9A che mi ha richiesto il diploma ... 
io avevo scritto sul LOG ( bblogger ) iz6eccetera/9a mentre Massimo 9a/iz6eccetera dal punto di vista "legislativo" credo entrambi fossimo nel giusto.
Stessa cosa è accaduta per un OM della zona 2 che trasmetteva in zona 6 dove tre stazioni accreditate si sono comportante in 3 modi diversi.

Colpa mia perchè non avevo previsto il problema e tutto sommato sono riuscito in tempi brevi a metterci una pezza ...

 In questi casi l'eccezionale ENZOLOG faceva i conti "giusti" ma considerava nominativi diversi secondo dove veniva inserita la barra pur considerandoli nel "country" esatto e nella zona esatta di trasmissione. 

OM in "trasferta vengono segnati sui LOG:

a) I6/IZ1XXX
b) IZ1XXX/I6
c) 6/IZ1XXX
d) IZ1XXX/6

per l'estero esistono solo 2 possibilità

a) HB9/IZ1XXX
b) IZ1XXX/HB9

personalmente sceglievo per uniformità sempre la "B" considerando che vedo che bblogger, enzolog, eqsl e hrdlog me lo davano sempre giusto ...

Comunque, da esperienza personale appena fatta i LOG elettronici "democraticamente" accettano tutte le sopracitate soluzioni per venire incontro a tutte le idee contrastanti.

Ho posto una domanda sui più famosi forum radioamatoriali :
<<Esiste, che voi sappiate, una normativa dove c'è indicato precisamente come tenere il LOG o è lasciata alla libera interpretazione? ho cercato in normattiva e negli altri siti di normative italiane ma è un guazzabuglio come sempre avviene purtroppo nelle leggi italiche.Nei manuali per le prove di esame (ne ho diversi sia come associazioni che come annualità) danno tutte le soluzioni credo secondo il "gusto" dello scrittore.>>

e la miglior risposta me l'ha data su ARIFIDENZA Alberto I4JED e per questo lo ringrazio sentitamente
<< la normativa sarebbe per coloro che chiamano,che dovrebbe rispettare i regolamenti!
Nel log devi segnare il call che hai collegato... per il primo caso,portatile in Italia,
il piu' corretto sarebbe il d,essendo le area 1-2-3- non I1-I2-I3 ecc ... Per l'estero , il piu' corretto e a... vedi LINK
2.3 Quando il titolare della licenza trasmette nel paese visitato, deve usare il suo nominativo nazionale di chiamata, preceduto dal prefisso di chiamata del paese visitato, omissis
ci sarebbe anche questo articolo. vedi LINK
come sempre..ci sara' chi e' d'accordo e chi no!!
Alberto>>

In particolare il link ve lo riporto direttamente con il copia incolla sul sito ARI 


di Pier Luigi, IK2UVR
Se accendiamo il Packet Cluster e osserviamo per un po’ il traffico che passa ci rendiamo subito conto che in quanto a nominativi “barrati” le idee sono tante e ben confuse. Lì veramente regna l’anarchia più totale. Così capita di vedere transitare i barrati P, i barrati M, e fin lì nulla di strano, ma poi ogni tanto si vedono i barrati LH, i barrati J, i barrati QRP, recentemente i barrati FF: di tutto e di più. Ho cercato di andare a fondo al problema documentandomi in rete, qualcosa ho trovato, spesso non ho trovato oppure ho trovato notizie strane e contradditorie.

Cominciamo dall’inizio: chi assegna i nominativi radioamatoriali? In Italia è il Ministero per lo Sviluppo Economico (ex Ministero delle Comunicazioni, ex Ministero delle Poste e Telecomunicazioni), e lo fa sulla base di un’assegnazione di un blocco di prefissi da parte di un ente sovranazionale, che è la I.T.U., International Telecommunication Union. All’Italia, lo sanno anche i pomelli delle nostre radio, è stato assegnato tutto il blocco IAA – IZZ. Nel dopoguerra i Radioamatori italiani avevano tutti un unico prefisso, dalle Alpi al Canale di Sicilia: I1. C’erano poi gli I5 (Somalia) e gli I6 (Eritrea) fino a quando questi due Paesi sono rimasti sotto la giurisdizione italiana, e la Somalia ad esempio lo è stata per ben 10 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Solamente nei primi anni ’70 con l’avvento del C.A.P. e delle Zone Postali si è deciso di variare un po’ assegnando numeri diversi dall’1 e così, mantenendo il proprio suffisso, i Lombardi sono diventati I2, i Toscani I5, i Laziali I0, eccetera. Alle Regioni a Statuto Speciale come è noto, sono stati assegnati prefissi particolari, IX1 per la Valle d’Aosta, IN3 per il Trentino-Alto Adige, IV3 per il Friuli-Venezia Giulia, IS0 per la Sardegna e IT9 per la Sicilia. Sono stati inoltre assegnati i vari prefissi per le Isole: IA5, IC8, IM0, eccetera. Sempre in quegli anni ’70 è arrivata la Patente Speciale che consentiva di avere una Licenza anche senza la prova di telegrafia, limitata alle VHF e superiori. Per questo si è deciso di assegnare il prefisso IW ai titolari di Licenza Speciale, così come hanno fatto anche altri Stati, ad esempio la Spagna con EB, il Belgio con ON1, la Germania con DB, DC, DD e DG, la Francia con F1 e F4.


Di libera portabilità della Stazione non se ne parlava proprio, ad eccezione delle apparecchiature VHF o UHF. Per trasferire un apparato HF ci volevano permessi e carte bollate. Addirittura diversi decenni fa per ottenere la Licenza bisognava produrre una piantina della casa con segnata l’ubicazione della stazione radio.
In altri Paesi invece la politica adottata fu differente, più liberale. Per trasmettere da un altro Paese poi ci volevano permessi e lungaggini burocratiche, ma finalmente con la Raccomandazione CEPT T/R 61-01 (per tutti “la CEPT”), approvata nel 1985 e aggiornata più volte negli anni, fu reso possibile spostarsi con gli apparati nei Paesi sottoscrittori senza particolari formalità, per periodi di tempo non lunghi, variabili a seconda delle varie legislazioni nazionali (mediamente attorno ai tre mesi), naturalmente rispettando le leggi locali e le limitazioni relative alla propria licenza. Nel documento è chiaramente indicato come il Radioamatore ospite deve “uscire”, al punto 2.3: “Trasmettendo dal Paese visitato il possessore di licenza (radioamatoriale) deve usare il proprio nominativo nazionale preceduto dal prefisso del Paese visitato come indicato in Tabella 2 e Tabella 4. Il prefisso e l’indicativo nazionale devono essere separati dal carattere “/” (telegrafia) o dalla parola stroke (fonia)”. Tra le altre cose consultando appunto queste Tabelle allegate, si vede ad esempio che il prefisso nazionale dell’Italia è I, quello della Spagna è EA, quello del Portogallo è CT7, quello delle Azzorre è CT8 e quello di Madera CT9. Non è necessario aggiungere la call-area, con l’eccezione dell’Estonia, dove invece è obbligatoria. Sappiamo però che ognuno fa come gli pare perché se non è vietato allora è permesso, secondo le interpretazioni contingenti, e poi effettivamente se sono alle Canarie dire EA8/IK2UVR chiarisce subito che non mi trovo nella Spagna continentale ma appunto alle Canarie.
Anche gli stranieri in Italia dovrebbero preporre la sola I al proprio nominativo. Spesso c’è l’obiezione: “ma la Sardegna è un Country diverso dall’Italia quindi deve uscire IS0/…”. Vero, anche se non è previsto dalla CEPT, in un certo senso è tollerato ma non è obbligatorio. Però sappiamo quanto il DXCC permei la vita di tutti i Radioamatori, e la prima cosa che si apprende da novice è appunto il concetto di Country.
Già che ci siamo facciamo una precisazione: il Country è un’invenzione dell’ARRL per il suo diploma più famoso, il DXCC. All’inizio partecipare al DXCC consisteva nel collezionare QSL dai vari Paesi intesi come entità nazionali, poi, siccome esistevano anche le Colonie, si è dato lo status di Country anche ad esse, poi è stata tutta un’escalation di nuove entità, isole, isolette e scogli a malapena affioranti dal mare, enclavi ed exclavi, perfino dei palazzi (ONU NY, ITU Ginevra), pur di aumentare il numero di queste entità. Ma gli Stati Nazionali non sono certamente tenuti ad osservare le tabelle dell’ARRL quando assegnano i prefissi: li assegnano come aggrada a loro e tanti saluti se non riusciamo a capire al volo se un VP8 sta trasmettendo dalle Falkland oppure dall’Antartide o dalle South Shetland, o South Georgia o South Orkney. Anche l’Italia non fa eccezione: chi può dire se un IR0 sta facendo un’attività speciale o un contest dal Lazio o dall’Umbria o dalla Sardegna (che per l’ARRL è un Country diverso dall’Italia)? Lo stesso dicasi per le Stazioni di Sezione: IQ0 sono sia in Sardegna che in Lazio e Umbria. Non parliamo poi della Francia, la prima stazione francese che trasmetterà dalla Luna sarà probabilmente un TO o un TX.
Questo per quanto riguarda la CEPT, ma tra Stati non CEPT? Vi sono alcuni Stati che pur essendo non-CEPT aderiscono alla Raccomandazione di cui sopra: gli Stati Uniti, il Canada, gli eredi delle ex Antille Olandesi, il Perù, il Sudafrica, l’Australia e la Nuova Zelanda. Ma tra Stati Uniti e Canada è diffusissima la pratica di posporre il prefisso del Paese visitato anziché di anteporlo, es. K1ABC/VO invece del più corretto VO/K1ABC. Le ragioni sono per lo più di abitudine, laggiù hanno sempre fatto così, e il fatto di aderire alla Raccomandazione CEPT non li smuove più di tanto.
E adesso veniamo alle “dolenti note”: in Italia la libera circolazione degli apparati HF è conquista assai recente, di inizio secolo. Dopo un decennio abbondante nessuna normativa è stata emessa dalle Autorità preposte per regolamentare come è necessario proporsi in radio quando non si è nella propria abituale residenza. Infatti il Decreto del Presidente della Repubblica che liberalizza la trasferibilità degli apparati HF nulla recita a questo proposito, dice solo che al di fuori della sede l’attività (di radioamatore) può essere svolta con apparato portatile anche su mezzo mobile escluso quello aereo.
Per ovviare a questa carenza normativa, già nel 2006 l’ARI (cfr. RR 01/2006 pag. 19) aveva rivolto un invito ai propri associati ad uniformare gli indicativi di chiamata ad alcune linee guida. E’ un invito, naturalmente, e non un obbligo, ma noi tutti in quanto Soci ARI siamo moralmente obbligati a seguire le indicazioni della nostra Associazione, né più né meno di come siamo tenuti a rispettare i band-plan che come noto sono il risultato di una raccomandazione della IARU, di cui l’ARI è filiazione.
Ecco pertanto uno schemino che riprende e integra quanto già pubblicato sei anni fa (e regolarmente disatteso):
Il concetto è: se non siamo nel nostro QTH di residenza siamo in portatile, e non è significativo il tipo di alimentazione dell’apparato. Quindi anche se siamo nella casa al mare con alimentazione di rete siamo portatili come se fossimo in auto con l’apparato collegato ad una batteria.
Detto questo se operiamo all’interno della nostra call-area o della nostra isola o della nostra Regione a Statuto Speciale POSPORREMO la lettera P separata da una /. In caso contrario POSPORREMO il numero di call-area, o il prefisso dell’isola o della Regione a Statuto Speciale dalla quale siamo a trasmettere.
Perché non anteporre il prefisso? Perché siamo in Italia e non all’estero!
Facciamo qualche esempio:
IK2UVR/P se sono in Lombardia (IK2UVR/2 pur tecnicamente non errato è in realtà pleonastico)
IK2UVR/1 se sono in Piemonte o in Liguria
IK2UVR/IX1 se sono in Val d’Aosta
IK2UVR/IS0 se sono in Sardegna (e non IS0/IK2UVR come obietta qualcuno perché la Sardegna “è un Country separato” ) Abbiamo già visto come il concetto di Country sia “made in ARRL” e quindi non deve essere condizionante per altre realtà. E poi tutti i migliori software riconoscono il Country DXCC anche se il prefisso viene posposto anziché anteposto, come si diceva pocanzi a proposito degli Americani
Quindi prima viene il proprio nominativo e poi l’indicazione di dove si è. Ed è perfettamente inutile aggiungere una P per indicare la portabilità ad eccezione del primo caso perché c’è solo quella.
Pensate a che salto deve aver fatto qualcuno quando anni fa stavo facendo un’attivazione in portatile dalla Toscana e sono stato spottato come IK2UVR/P5: North Korea!
Se un Radioamatore Sardo opera dalla Sardegna main island sarà quindi IS0AAA/P,
se si trova alla Maddalena sarà IS0AAA/IM0
se è in Sicilia sarà IS0AAA/IT9
se è a all’Elba sarà IS0AAA/IA5
e così via
Facciamo una considerazione sui suffissi auto attribuiti. In Italia per lo più sono illegali. Quindi definirsi come IZ1ZZZ/QRP perché si trasmette con 5 Watt non è corretto. Non esiste un prefisso QRP. Idem per LH (Lighthouse, cioè faro): in questo caso poi LH è un prefisso della Norvegia e inserirlo nel proprio nominativo costituisce realmente un illecito. Il volume Etica e procedure operative per il Radioamatore chiarisce questo concetto: se ci si vuole identificare come stazione QRP non bisogna inserire una barra, ma uno spazio tra il proprio nominativo e la sigla QRP, quindi una chiamata CW sarà: CQ CQ IZ1ZZZ QRP AR. In fonia si potrà inserire un “QRP Station” o solo “QRP” dopo il nominativo, ma non trasmettendo il proprio nominativo stroke QRP. D’accordo, non è il Vangelo, però molti di noi farebbero bene a leggerlo e a correggere abitudini sbagliate se è il caso. A proposito di QRP, val la pena di rileggersi il codice Q perché anche lì se ne sentono delle belle, tipo “il QRZ” per indicare il nominativo di stazione (semmai è il QRA).
E sempre in tema di nominativo, occorre ricordare che il nominativo in Italia identifica la Stazione e non il proprietario, al contrario degli Stati Uniti ad esempio. Secondo la legislazione italiana se andiamo a trovare un collega OM e vogliamo operare la sua stazione radio, il call che dovremo usare sarà quello della sua stazione e non della nostra. Noi saremo i secondi operatori e spetterà a lui iniziare e concludere le trasmissioni. E’ un anacronismo, è vero, ma è legge dello Stato.
Se tutti quanti noi ci sforzassimo un po’ di più di seguire le regole, anche non scritte, del radiantismo, forse saremmo meno insultati dagli stranieri, con i soliti spaghetti-mafia-macaroni. E’ verissimo che anche gli altri non sono certo dei mostri di correttezza in radio, ma a far casino a 14.195 non ci sono Francesi o Tedeschi, giusto per fare un esempio.
HF Award Manager
Pier Luigi Anzini, IK2UVR/N2UVR
se volete approfondire l'uso dei log online leggetevi il sottostante link: