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mercoledì 4 gennaio 2023

Sito di Mario Natali I0NAA - Una miniera per la Radiostronomia - Pulsar - Software :Total Power e Murmur

Per una serie di rimandi , mi sono imbattuto in questo sito di Mario Natali :

http://i0naa.altervista.org/index.php


Uno che in massima scioltezza riceve numerose pulsar :

come altri tra i quali  Andrea dell' Immagine , come da pubblicazione passata ai collegamenti :

http://air-radiorama.blogspot.com/search?q=pulsar

http://air-radiorama.blogspot.com/2016/05/riceviamo-le-pulsar-con-mezzi.html

http://air-radiorama.blogspot.com/2016/09/osservatorio-amatoriale-permanente-per.html

Il sito di Mario Natali e' apparentemente minimale , ma si riconosce un grande spessore da certe immagini e dallo sviluppo ed uso di software ed hardware , meglio descritto sui link YouTube :

Presentazione Software Total Power - Radioastronomia 

https://www.youtube.com/watch?v=bki8no62_As

Presentazione Software Murmur - Ricezione Pulsar 

https://www.youtube.com/watch?v=Axip0EI5_eo

I software possono essere scaricati dal sito .

Total Power funziona con chiavette RTL rendendo semplice a chi volesse approcciarsi alla Radioastronomia .


sabato 8 settembre 2018

ICARA 2018 – XIV CONGRESSO NAZIONALE DI RADIOASTRONOMIA AMATORIALE

Quest’anno il XIV° Congresso Nazionale di Radioastronomia Amatoriale si svolgerà presso l’Osservatorio Astronomico Comunale Pubblico di Tavolaia a Santa Maria a Monte (PI) nelle giornate del 27 e 28 ottobre. 



Come ogni anno il congresso è organizzato congiuntamente da IARA - Italian Amateur Radio Astronomy e dalla Sezione di RadioAstronomia dell'Unione Astrofili Italiani che quest’anno si avvalgono della collaborazione dell'Associazione Astronomica Isaac Newton. Quest’anno ci saranno alcune interessanti novità, non possiamo svelarvele tutte, ma vi anticipo che potremo visitare una stazione radioastronomica amatoriale autocostruita.
Tutti i dettagli li trovate sulla pagina ufficiale dell’evento e saranno aggiornati un po’ alla volta www.iaragroup.org/icara2018.

Come ogni anno poi siamo alla ricerca di nuovi relatori che vogliano condividere le loro esperienze con noi. Gli argomenti trattati sono vasti, dalla didattica alla strumentazione, dalla ricerca alla sperimentazione. Per motivi organizzativi, chi volesse partecipare come relatore è pregato di inviare un messaggio a icara@iaragroup.org entro il 14 ottobre.

lunedì 1 agosto 2016

Usare il ricevitore SDRplay come radiotelescopio con Radio-Sky Spectrograph

Oggi Jim Sky ha publicato sul blog http://cygnusa.blogspot.it/ la  versione di RSS per il ricevitore SDRplay.



  esempio di RSS
SDRplay




Nel link seguente trovate l'intero articolo:





interfaccia a RSS




flare solar



Non resta che provare, SDRplay è più performante rispetto alle chiavette RTL,
e a differenza della SDR-14 rf space radio storica su cui è nato questo software permetterà di esplorare le VHF basse che sembrano molto promettenti per i Flare solari

Non mi rimane che augurarvi una buona estate e buona caccia alle onde radio a tutti :-)


Vainer Orlando



lunedì 13 giugno 2016

domenica 1 maggio 2016

Riceviamo le Pulsar con mezzi radioamatoriali- 2a puntata

Visto il successo della pubblicazione all' indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/04/riceviamo-le-pulsar-con-mezzi.html

Andrea Dell' Immagine mi ha fatto avere un documento in Italiano relativo alla prima ricezione della Pulsar , ma anche della riga dell' Idrogeno Galattico ed altro , nella prima configurazione un po' piu' "robusta" di quella gia' pubblicata .


Di seguito il link dove scaricare il bellissimo documento :

https://dl.dropboxusercontent.com/u/84635396/Radioastronomia/Radiotelescopio%204mt%20-%20descrizione%20e%20risultati_rev3.pdf

Qui l'audio del segnale della Pulsar dopo post elaborazione

https://dl.dropboxusercontent.com/u/84635396/Radioastronomia/pulsar_sound_5pulses.wav


sabato 30 aprile 2016

Riceviamo le Pulsar con mezzi radioamatoriali


Dopo tanti anni , mi sono risentito con Andrea Dell'Immagine , conosciuto ai tempi degli esperimenti a 137 kHz e gli ho chiesto cosa "combinava".
Mi ha detto che ha ricominciato a giocare con il "Moon Bounce" e con la Radioastronomia .
Quando mi ha passato questo link , quasi sono caduto dalla sedia :

http://neutronstar.joataman.net/sites/iw5bhy_barga_2/index.html

Radioamatori che ricevono una Pulsar !

In particolare lui lo ha fatto , con mezzi quasi "normali " :



http://neutronstar.joataman.net/sites/iw5bhy_barga_2/index.html

Maggiori informazioni sulla Pulsar ricevuta :

https://en.wikipedia.org/wiki/PSR_B0329%2B54

Il "suono" della Pulsar in questione :

https://www.youtube.com/watch?v=FC05QMJSa8U

Il sito radioamatoriale di riferimento :

http://neutronstar.joataman.net/

Manuale pratico per chi volesse approfondire :

http://neutronstar.joataman.net/technical/amateur_challenges.html

domenica 31 gennaio 2016

Un filtro Passa Basso esagerato ....

Sempre nell'ambito della Radioastronomia HF-VHF ho dovuto progettare un filtro passa basso che permettesse di non avere attenuazione fino a 80 MHz e di avere una buona attenuazione a partire da 87.5 MHz ed ovviamente meglio a salire .
Dopo avere sintetizzato e simulato con RFSimm99 ( software gratis ) il filtro Chebyshev (del tredicesimo ordine !) , l'ho costruito con particolare cura delle bobine che sono state avvolte con filo da 1mm , senza nuclei di ferrite e quindi con un buon Q .
I risultati sono stati persino migliori di quanto calcolato .
Evidentemente il Q delle bobine era maggiore di quello impostato per default in RFSimm99 oppure autorisuonano fortunosamente con la propria capacita' residua creando dei notch in banda FM .



Risposta piatta dalla DC fino ad 80 MHz




A 87.6 MHz l'attenuazione e' superiore ai 40 dB !
Il marker segna -50 dBm , ma la linea di riferimento e' a -10 dBm



Il filtro realizzato ed ottimizzato allargando e stringendo le bobine



Lo schema

Per i condensatori ho utilizzato condensatori ceramici Philips NPO ( con terminali resi il piu' corti possibili ) con valori normalizzati di 47-82-100 pF .
Questo dal momento che si poteva poi giocare sull'induttanza delle bobine allargandole o stringendole .
Le bobine sono state costruite avvolgendo 9 spire su una barra filettata 6MA che misurate con l'analizzatore di reti hanno dato il valore di 172 nH a 100 MHz .
L'avvolgimento su barra filettata permette di ottenere una spaziatura uniforme .
Il circuito e' stato prima provato sulla piastrina ramata di circuito stampato e poi inscatolata per pigrizia in una scatola di plastica ( quelle che uso per i balun ) : Farnell 645-667 .
Quando uso scatole metalliche uso le Farnell 118-1387 .
La massa ed il basso residuo di induttanza della piastrina ramata sono piu' che adeguate .
Le scatole metalliche offrono maggiore schermatura .
Peraltro a frequenze piuttosto alte si comportano come una cavita' eccitata dai componenti che , quando la loro dimensione diventa non trascurabile rispetto alla lunghezza d'onda ,  passano da componenti con caratteristiche concentrate a caratteristiche distribuite .
L'effetto della cavita' , assieme a quello dei componenti , puo' fare risalire la risposta a frequenze elevate .
Per eliminate l'effetto cavita' , bisogna smorzarla usando all'interno spugna caricata con grafite.
La taratura migliore e' stata trovata sperimentalmente aggiustando le bobine durante la misura della risposta in frequenza .
Il filtro era stato progettato con una Ft di 77.5 MHz .
Vista la buona risposta ho poi "tirato" la Ft fino ad 80 MHz .

Si puo' fare di meglio come suggeriti nei commenti ?
Tutto e' perfettibile .
Qualcuno suggerisce filtri passa basso di ordine inferiore , o filtri notch FM ( che non attenuano oltre le frequenze di notch ) e quindi andrebbero comunque fatti seguire da un altro deciso filtro passa basso per le frequenze superiori con il rischio ( anzi per esperienza la sicurezza ) che le frequenze di taglio si vadano ad influenzare tra di loro con risposte anomale perche' i filtri in cascata non saranno chiusi sulla loro impedenza corretta .
Di filtri notch FM ne ho sperimentati e costruiti molti in passato con tre trappole .
Un ottimo prodotto italiano di cui potete vedere la curva di risposta  :
http://www.jgrf.it/site/wp-content/uploads/2015/08/grafico_200_span.png


Con questo curato notch l'attenuazione a 80 MHz e' gia' di 20 dB contro i soli 3dB di quello proposto.

Confermo quindi che a mio avviso il filtro che ho proposto , pur nella sua "rozzezza" ,e' gia'  un filtro " esagerato" .....

sabato 28 novembre 2015

F.A.S.T: Il radio telescopio più grande del mondo è cinese

                              F.A.S.T.   Five hundred meter Aperture Spherical
   

Prendendo spunto dall'articolo apparso su link2universe ecco il radio telescopio più grande del mondo con i suoi 500 metri a superficie deformabile.

                                                                               Struttura del radiotelescopio



In fase di costruzione in Cina in una gola naturale a forma sferica, sarà in una zona isolata a nella provincia di Guizhou





Con i suoi 4400 pannelli triangolari in alluminio deformabili sarà possibile variarne l'angolo di ricezione di 40° gradi e anche in queste condizioni il suo diametro di osservazione sarà di 300 metri di specchi utilizzabili.




Permetterà di osservazione  più di 5.000 stelle vicine. In teoria, FAST potrebbe rilevare una segnale radio a 1.000 anni luce da noi, soluzione diametralmente differente e l'altro gigante SKA, progetto europeo, americano, e australiano. 
Che prevede l'uso di antenne a varie frequenze e tipologia a formare un mega array e situato tra il Sud Africa e l'Australia. 




                                    Quartier generale del radiotelescopio SKA a Manchester UK


Veduta delle varie antenne usate da SKA

 

Radio telescopio di Aceribo  con i suoi 305 metri ma a superficie fissa



Qui di seguito i link se vorrete saperne di più sull'argomento e magari ascoltarne uno, magari non questi giganti ma molti istituti con antenne più piccole mettono a disposizioni le loro osservazioni.
Vi invito quindi a trovare sui motori di ricerca questa nuova opportunità di ascolto.

http://www.link2universe.net/2011-06-24/nuovo-gigantesco-radio-telescopio-in-costruzione-in-cina/
http://fast.bao.ac.cn/en/FAST.html
http://www.jodrellbank.manchester.ac.uk/news/2007/skahq/
http://www.naic.edu/
http://www.cv.nrao.edu/course/astr534/RadioTelescopes.html


Buona lettura a tutti

Vainer Orlando

mercoledì 4 novembre 2015

ICARA 2015 - 11° Congresso di Radioastronomia Amatoriale


I prossimi 7 e 8 novembre si terrà l'annuale appuntamento con laRadioastronomia Amatoriale Italiana presso l'Osservatorio INAF di Capodimonte, organizzato dalla SdR Radioastronomia UAI e da IARA - Italian Amateur Radio Astronomy in collaborazione con UAN - Unione Astrofili Napoletani!

Ecco il programma del Congresso.

domenica 25 ottobre 2015

Hydrogen Line Radioastronomy: il “suono” dell'idrogeno. Esperimenti amatoriali di ricezione dell'elemento più diffuso nell'universo.

Uno degli esperimenti più interessanti e affascinanti di radioastronomia amatoriale riguarda la ricezione del “fischio” dell'elemento più abbondante dell'universo, l'idrogeno.
Quando parlo di “fischio” intendo il tono a una precisa frequenza (1420.4 MHz, lunghezza d'onda 21.1 cm) emessa dall'idrogeno neutro quando esso, dopo aver acquistato energia dalle collisioni con altri atomi o elettroni, ritorna allo stato di riposo. Nello stato eccitato gli spin del protone e dell'elettrone si allineano per tornare a riposo dopo qualche milione di anni, rilasciando energia elettromagnetica alla lunghezza d'onda di 21.1 cm. La probabilità dell'evento è molto bassa ma, se consideriamo l'enorme numero di atomi di idrogeno presenti nello spazio (in particolare nella materia interstellare), diventa osservabile.
A differenza dell'emissione continua a spettro (quasi) uniforme come, ad esempio, la radiazione termica a microonde del Sole quieto o della Luna, lo studio degli spostamenti doppler della riga discreta a 21 cm, rispetto alla sua frequenza di riposo 1420.406 MHz, evidenzia gli spostamenti delle nubi di idrogeno neutro nella Galassia e consente di calcolare la velocità relativa delle masse di idrogeno rispetto all'osservatore. Inoltre, l'analisi dell'intensità della riga ci permette di stimare la quantità di idrogeno “vista” dall'antenna. Questo è un ottimo mezzo per verificare la struttura della nostra galassia, tracciando mappe che mostrano le concentrazioni e i movimenti di questo gas nei bracci a spirale (l'osservazione a 21 cm non è oscurata dalla polvere inter-stellare come nel visibile).


Antenna horn tronco-piramidale per 1420 MHz da 20 dB di guadagno utilizzata negli esperimenti.
  
Sono reperibili sul web molti ed eccellenti progetti amatoriali che descrivono l'attrezzatura necessaria per effettuare questo tipo di osservazioni: si parte dall'utilizzo delle semplici ed economiche chiavette SDR fino ai sistemi più sofisticati, con antenne a riflettore parabolico o array di yagi e di eliche che garantiscono un guadagno sufficiente.
Come personale contributo descriverò un radiotelescopio appositamente sviluppato per osservazioni a 1420 MHz (e dintorni) e applicazioni SETI.
 
Come si vede dalle immagini, il sistema è composto da un'antenna horn piramidale con 20 dB di guadagno, manualmente orientabile in azimuth ed elevazione, un preamplificatore a basso rumore che invia il segnale captato dall'antenna al ricevitore, un sistema di acquisizione dati e un personal computer per l'elaborazione.



Probe dell'antenna supportato da un connettore N fissato alla parete (per i particolari si rimanda all'articolo http://www.setileague.org/articles/horn.htm).
   
Tutti i componenti, a parte i dispositivi LNA, il sistema di acquisizione e, ovviamente, il PC, sono stati costruiti “ad hoc”. Particolare cura è stata posta nello sviluppo del ricevitore, in modo da garantire l'elevata stabilità di frequenza che si richiede a un radio-spettrometro. Infatti, la precisione nella misura di piccoli spostamenti in frequenza delle nubi di idrogeno rispetto alla frequenza di riposo si traduce nella corrispondente precisione nella misura della velocità relativa delle masse gassose rispetto all'osservatore.
Per raggiungere questo obiettivo, si è sviluppato uno schema di ricevitore a singola conversione di frequenza in banda-base (0-20 MHz) con demodulatore in quadratura (uscite I & Q – vedi schema a blocchi). L'oscillatore è un sintetizzatore di frequenza programmabile con riferimento di precisione a 10 MHz termostabilizzato (OCXO), a basso rumore di fase e agganciato al segnale PPS proveniente da un ricevitore GPS integrato. Sono così garantite le prestazioni di stabilità in frequenza richieste per un radio-spettrometro ad elevata risoluzione.
L'acquisizione dei dati è stata affidata a una scheda oscilloscopio portatile PicoScope 2205A (2 canali con 25 MHz di banda passante ciascuno) collegata al PC (e alimentata) attraverso una porta USB. Il costruttore fornisce le API per controllare lo strumento: in questo modo gli sperimentatori più intraprendenti possono sviluppare software personalizzati. Comunque, è sempre possibile utilizzare il software PicoScope6 (fornito in dotazione) in modalità analizzatore di spettro: si salvano in formato testo le schermate degli spettri acquisiti e mediati in modo da predisporre successive e comode elaborazioni con un foglio di calcolo (come Excel).
Data la mia passione per le antenne horn, mi ha incuriosito l'articolo riportato nel sito http://www.setileague.org/articles/horn.htm che descrive la costruzione di un'antenna di questo tipo per 1420 MHz. Si hanno diversi vantaggi: elevata riproducibilità, bassa criticità realizzativa e ridotto livello dei lobi laterali (infatti l'horn è spesso utilizzato come antenna standard nelle misurazioni). Ho verificato le prestazioni teoriche del progetto originale simulando il comportamento della struttura con il software CST Studio: i risultati sono riportati nelle precedenti immagini, dove si vede una tipica realizzazione amatoriale che ricalca, con minime differenze, il progetto originale.
L'antenna è stata realizzata con fogli di alluminio uniti con angolari e rivettati insieme. La struttura di sostegno è stata costruita con assi di legno recuperate da bancali e verniciate. Si tratta di un semplice sistema di puntamento alto-azimutale manuale per osservazioni al transito: si orienta il sistema in azimuth verso sud (puntamento al meridiano) e si muove l'antenna in elevazione nella posizione desiderata aiutandosi con il goniometro mostrato nell'immagine.


Preamplificatore a basso rumore (LNA), elevato guadagno ed elevata dinamica collegato fra antenna e ricevitore.

 
Impianto ricevente sperimentale per la ricezione della riga a 21 cm dell'idrogeno.

Il segnale captato dall'antenna è amplificato con un “robusto” LNA (vedi figura) prima di essere inviato al ricevitore: sono stati utilizzati due amplificatori a basso rumore ed elevata dinamica della Mini-Circuits collegati in cascata (erano disponibili in laboratorio e avevano caratteristiche adatte all'applicazione), ciascuno con un fitro passa-banda (circa 200 MHz di banda, centrata su 1420 MHz) realizzati in casa. La cifra di rumore del sistema non è ottimale (poco superiore a 1 dB), anche se adeguata. Poichè il rumore del cielo a queste frequenze è minimo, è desiderabile sfruttare il massimo vantaggio ottenibile da un sistema ricevente con minima rumorosità: per questo è allo studio lo sviluppo di un LNA a bassissmo rumore (tipicamente 0.2-0.5 dB, con banda relativamente ampia ed elevata dinamica), da inserire tra l'antenna e il preamplificatore. Il mercato offre, comunque, numerose possibilità di scelta.




Struttura del ricevitore a singola conversione di frequenza in banda-base (0-20 MHz) con demodulatore in quadratura. Sono disponibili le due uscite I & Q dei segnali in banda-base e l'uscita singola I+Q (banda 0-10 MHz) con reiezione della frequenza immagine effettuatata a livello hardware. I segnali in banda-base sono elaborati dalla scheda PicoScope 2205A funzionante in modalidà analizzatore di spettro.
 


Nelle prime prove di ricezione, finalizzate a verificare la funzionalità del radiotelescopio, si è orientata l'antenna allo zenith e si è registrata un “fettina” della banda istantanea del ricevitore fra 1420 MHz e 1421 MHz. Le seguenti figure mostrano lo spettro del segnale ricevuto opportunamente mediato.
Tenendo conto del fatto che il posizionamento dell'antenna non era ideale, dato che si è ricevuto rumore (captato dai lobi laterali dell'antenna) dovuto alle vicine pareti dell'edificio e alla presenza di alberi ad alto fusto, anche se lo strumento “vede” una regione di cielo lontana dalla Via Lattea, quindi meno ricca di idrogeno, la riga di emissione a 21 cm è ben osservabile. Naturalmente mi attendo un significativo incremento del livello di segnale quando la galassia transita, nel suo moto apparente in cielo, attraverso il lobo di ricezione dell'antenna.
Nei prossimi giorni organizzerò alcune osservazioni di questo tipo, in modo da evidenziare l'incremento di segnale e l'andamento del profilo della riga quando il radiotelescopio intercetta il piano della Via Lattea, ricavando la velocità relativa della massa gassosa.
In queste pagine vi aggornerò sui risultati degli esperimenti.




sabato 10 ottobre 2015

Radioastronomia amatoriale per tutti: costruisci il tuo radiotelescopio e “ascolta” il Sole.

Con la radio si possono ascoltare molte cose...anche il rumore delle stelle. Quando la radio è utilizzata per “ascoltare” il cielo, quindi i segnali naturali emessi dagli astri, si parla di radioastronomia.
Questo sembra affascinante: perchè non provare costruire un piccolo radiotelescopio a microonde nel giardino di casa?
L'impresa è possibile se si utilizzano sistemi di antenna e componenti provenienti dal mercato della TV satellitare (banda 10-12 GHz), reperibili ovunque a basso costo. A garanzia di riuscita dell'esperimento, il “cuore” del sistema sarà un modulo sviluppato “ad hoc” che integra tutte le funzioni necessarie.
Data la piccola lunghezza d’onda, non è difficile ottenere buone caratteristiche direttive e sensibilità anche da strumenti amatoriali. Anche se a queste frequenze non “brillano” radiosorgenti molto intense (esclusi il Sole e la Luna), si può ottenere buona sensibilità utilizzando grandi larghezze di banda, pur mantenendo minima l'influenza dei disturbi artificiali.
Quindi, come primo e sicuro approccio alla radioastronomia propongo di costruire un ricevitore a potenza totale utilizzando i componenti commercialmente disponibili per le installazioni TV-SAT, abbinati al ricevitore RAL10AP di RadioAstroLab.

Ecco lo schema del radiotelescopio.



Come unità centrale ho indicato RAL10AP perchè integra le funzioni importanti dello strumento e garantisce il successo nella realizzazione anche da chi non è esperto di elettronica. Si tratta di un radiometro che amplifica il segnale proveniente dall’LNB (frequenza centrale 1415 MHz e larghezza di banda di 50 MHz) e, tramite un processore interno, esegue il calcolo della potenza RF, “digitalizza” il segnale rivelato con elevata risoluzione (ADC a 14 bit) e comunica con il PC (porta USB). Lo strumento è controllabile da remoto: si impostano la posizione della linea di “zero” sulla scala di misura (anche automaticamente), il guadagno e la costante di integrazione di post-rivelazione, la polarizzazione in ricezione e, volendo, si possono memorizzare i parametri. E' fornito il software per il controllo e per l'acquisizione delle misure.
RAL10AP dispone anche di un'uscita audio (post-rivelazione) utile per ascoltare il "rumore" delle radiosorgenti.

Ecco il nostro radiotelescopio in funzione mentre “osserva” il Sole che transita entro il lobo di ricezione dell'antenna.


 

Lo strumento è composto da una comune antenna TV-SAT con LNB e illuminatore, un cavo coassiale e il ricevitore RAL10AP. In una tipica realizzazione amatoriale vediamo il ricevitore RAL10AP e il PC portatile “incassati” all’interno di una scatola di cartone (rivestita di stagnola) per proteggerli dal calore del sole primaverile. Il PC registra la misura radiometrica con il software DataMicroRAL10 e, contemporaneamente, acquisisce e visualizza come spettrogramma il segnale audio di post-rivelazione tramite Spectrum Lab, software liberamente scaricabile da http://www.qsl.net/dl4yhf/spectra1.html
Ecco registrata la radiazione del Sole quieto (emissione termica) a microonde.




Ho descritto un radiotelescopio “minimale” che consente un’agevole ricezione dei transiti solari e lunari, utilizzabile in dimostrazioni didattiche. Esso rappresenta un banco di prova e il punto di partenza per chi inizia, uno starter-kit per la radioastronomia.
L'unità RAL10AP è sempre valida, anche per applicazioni professionali: non c'è limite alla fantasia e alla sperimentazione per ottimizzare le prestazioni dello strumento utilizzando, ad esempio, antenne più grandi e stabilizzando termicamente la catena ricevente.

Per approfondimenti: www.radioastrolab.it

venerdì 11 settembre 2015

Ascoltare le voci aliene. Il piano di Hawking (con dati di pubblico dominio)

Piccola anteprima di parte della  Rassegna Stampa di Giampiero Bernardini che comparira' sul n. 48 di Radiorama :


L’astrofisico inglese Stephen Hawking non vuole smettere di sognare un «universo infinito» e ricco di sorprese. Il cosmologo dei buchi neri e dell’origine del tutto, immobilizzato su una sedia a rotelle dai tempi dell’università , ha annunciato ieri a Londra la sua ultima avventura: ascoltare le voci degli alieni. Il progetto « Breakthrough Listen », presentato nella sede della prestigiosa Royal Society, è il più ambizioso (e costoso) tentativo di mettersi in contatto con forme di vita extraterrestre. I primi 100 milioni di dollari (92 milioni di euro) li ha messi a disposizione il miliardario Yuri Milner, un oligarca moscovita che ha fatto fortuna nella Silicon Valley, e al fianco di Hawking lavorerà Frank Drake, fondatore del Seti Institute che dagli anni Settanta invia segnali radio nel cosmo dalla sua base di Mountain View, in California, e aspetta una risposta da ET. «Forse da qualche parte nello spazio forme di vita intelligenti già osservano le nostre luci ? ha spiegato Hawking -. O magari queste ultime vagano in un cosmo senza vita. Comunque sia, non esiste domanda più importante ed è ora di trovare la risposta. Noi siamo vivi. Noi siamo intelligenti. Dobbiamo sapere». L’iniziativa durerà dieci anni e utilizzerà i potenti telescopi di Green Bank, in West Virginia, e di Parkes in Australia. Si appoggerà alla piattaforma informatica dell’Università californiana di Berkeley, il più grande supercomputer in circolazione. L’obbiettivo è di creare un’enorme rete di ascolto, che potrà captare fino a 10 miliardi di radiofrequenze simultaneamente. I ricercatori puntano a coprire una porzione di volta celeste 10 volte maggiore di qualsiasi prece-dente programma e a controllare uno spettro di frequenze radio 5 volte più grande. Al progetto lavorano scienziati illustri come Geoff Marcy e l’astronomo reale Martin Rees. Ma anche il pubblico è invitato a partecipare, segnalando eventuali «voci aliene» al progetto SETI@home . «Vogliamo imitare l’approccio della Silicon Valley: i dati saranno a disposizione di tutti su una piattaforma aperta», ha detto Milner. Perché la scienza, da sola, non basta: «Per capire l’universo, devi conoscere gli atomi, le forze che li legano insieme, i contorni dello spazio, la nascita e la morte delle stelle, la danza delle galassie e i segreti dei buchi neri - ha concluso Hawking - Ma per capire le luci che partono dalla Terra, devi conoscere la vita» (Sara Gandolfi, Corriere della Sera 21/7/2015)

mercoledì 26 agosto 2015

Radiotelescopio HF-VHF-SHF con chiavetta RTL USB con larghezza di banda di 20 MHz

A seguito della pubblicazione di Vainer Orlando all'indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2015/08/radio-astronomia-da-amatore-radio.html

mi sono incuriosito sulla possibilita' segnalata di usare il software Spectrograph di Jim Sky  in congiunzione al software  RTLWideSpectrum di Raydel Abreu Espinet per usare una chiavetta RTL USB per usi di Radioastronomia ( o Radiosorveglianza ) con larghezza di banda di 20 MHz .

Sapendo che le installazioni di questo tipo possono essere talvolta estremamente macchinose , visto che non mi ritengo un esperto , prima di lanciarmi , ho interessato un guru di tali installazioni,
Emanuele Pelicioli ,che ha installato e provato il tutto su un Laptop uguale ad uno di quelli che possiedo (con W8.1).
Emanuele ha verificato che era possibile ed allora mi sono lanciato .
In effetti alla installazione di Spectrograph il PC suggerisce di lanciarlo in modalita' W7 o XP , ma me ne sono infischiato .
Come mia ha detto Emanuele , compare un messaggio "cattivo", come da immagine , ma in realta' poi schiacciando il tasto "OK" il software rimane aperto e funziona .


Magari settandolo in modalita' W7 il problema potrebbe scomparire .
Da pierino informatico pero' se una cosa funziona , anche se a calci e pugni , non vado a cercarmi altre noie fintanto che non ci sono costretto ....
Lascio tali esperimenti ad altri arditi ...
Le istruzioni precise di come fare per installare e usare il tutto si trovano al collegamento :

http://cygnusa.blogspot.it/2015/06/new-way-to-feed-radio-sky-spectrograph.html

In pratica , dopo avere installato e verificato la chiavetta con SDR# e Zadig , si lancia prima RTLWideSpectrum che apre una finestra DOS su cui settare i parametri ) e poi Spectrograph
(configurando  in Options la chiave RTL come dispositivo ) che si adegua a cio' che gli dice RTLWideSpectrum .

Una delle prime cosa da non fare e' quella di configurare la prima frequenza troppo in basso, altrimenti in tal caso la finestra di RTLWideSpectrum si riempie di errori e Spectrograph vede "farfalle" .

Il minimo a cui sono riuscito ad arrivare e' 20 MHz ( che vuol dire settare il primo blocco di frequenze su RTLWideSpectrum a 21 MHz) .

Nessun problema con una larghezza di banda di 20 MHz .
Il che vuol dire visualizzare da 20 a 40 MHz che e' la banda giusta per tempeste solari e segnali dalla coppia Giove - Io .

Di seguito una " ricezione " di una tempesta solare fatta da Jim Sky, addirittura ,dalla didascalia , con un dipolo della banda 40m !
Pero' con un filtro passa basso , immagino per tagliare la banda FM .


Per quanto mi riguarda , per ora ho eseguito dei test strumentali inserendo con un generatore di segnali una rampa di frequenze con andamenti crescente lineare (un po' come fanno le ionosonde).
Il risultato e' visibile nella figura seguente .
Prima ho lavorato a frequenze piu' alte per essere sicuro che la chiavetta non facesse scherzi ( 39-59 MHz )



Poi mi sono spinto fino al limite inferiore , che , come detto , e' risultato 20-40 MHz 


Ovviamente la chiavette presentano i loro di difetti di portanti fisse degli OL oltre alla spurie , come si vede nella figura sottostante , con una rampa di ampiezza maggiore (parte superiore della figura) e con portanti inserite a mano a varie frequenza con il generatore di segnali (parte inferiore della figura) . 
Da un dispositivo da 20 Euro circa non si puo' pretendere di piu' .... 
E' gia' un miracolo ,con tanto divertimento e sperimentazione .


Di seguito alcune immagini della configurazione di misura e della chiavetta collegata al PC ed al generatore 
                                                                                                                                                                                                                                                                    




Ora chiunque puo' avere il suo Radiotelescopio personale HF-VHF-SHF a larga banda a pochi Euro ! 

Buon divertimento e buona sperimentazione a tutti !