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giovedì 6 febbraio 2020

Domanda da un milione di dollari : " I precursori sismici esistono e sono rivelabili " ?

Circa cinque o sei anni fa feci la domanda a Renato Romero che ha grande cultura in merito .
Mi racconto' un po' di cose e visto che la cosa coinvolgeva le onde radio cercammo di fare a piu' riprese dei ragionamenti usando il buonsenso per ridurre le variabili e usando la nostra estrazione di radiotecnici .
Dal momento che il tutto coinvolgeva la propagazione di onde radio in un mezzo dielettrico con perdite ( la crosta terrestre ) in campo anche vicino e quindi componenti E ed H ancora non disaccoppiate , conoscendo bene un guru in questo campo e cioe' il Prof. Valentin Trainotti , Italiano trapiantato in Argentina ,con cui avevo collaborato per l'analisi delle antenne miracolose CFA, EH e simili ,  anche lui venne coinvolto e ci aiuto' nel calcolo delle perdite di trasmissione di questo caso .

La sintesi finale dei pensieri fu :

- Riduzione piu' spinta possibile dei parametri che permettesse di mettere gli eventi storicamente documentati su un diagramma a due assi
- Uso di scale logaritmiche per compattare i dati ( come sempre comunque quando vengono coinvolte onde radio )
- Un solo parametro sempre in scala logaritmica che definisse l' evento sismico in funzione della possibile ricezione dei segnali radio precursori .
Quello che venne chiamato "Indice Radiosismico" . In dBe rispetto ad un evento di riferimento con una certa magnitudine sismica , con epicentro ad una certa profondita' con una certa distanza dal luogo di ricezione della stazione terrestre.
La definizione precisa dell' Indice Radiosismico fu svolta da Luca Feletti .

Renato si mise con la sua notoria pazienza e precisione a catalogare gli eventi ricavati dalla letteratura su libri ed in rete ( 316 eventi ) ed a calcolare l'indice radiosismico relativo alla stazione che avrebbe ricevuto o meno i precursori ed a rappresentarli su un diagramma , con diversi tre diversi colori a seconda che fossero stati rilevati con grande sicurezza , beneficio di inventario , o non rivelati precursori sismici .
Sull' asse Y l'Indice Radiosismico e sull'asse X il numero dell'evento ordinato secondo l'indice.

Il ragionamento alla fine e' semplice , la probabilita' di rilevamento di un precursore simico radio aumenta con l'aumentare dell'indice radiosismico ( funzione di magnitudine del terremoto , profondita' dello stesso e distanza della stazione di rilevamento ) .

Il grafico e' lampante : i punti dove erano stati rilevati dei precursori radio erano tutti in una zona di alto indice radiosismico , quelli con beneficio di inventario in una zona intermedia , quelli in cui non erano stati rivelati precursori nella zona a basso indice radiosismico .

Questo a parte due punti di rivelazione in zone a basso indice radiosismico , ragionevolmente interpretazioni in buona fede da parte di qualche autore particolarmente fiducioso.

Tanto per darvi un'idea della dinamica dell' indice radiosismico delle rilevazioni , l'evento massimo raggiunge gli 80 dB circa , il minimo i -60 dB circa  : 140 dB  . Con l'indica radiosismico varia in proporzione lineare l'ampiezza dei segnali rilevabili .

Qualcuno potrebbe obiettare che basterebbe aumentare le sensibilita' in ricezione per aumentare il numero di ricezioni .

Come in qualsiasi altra ricezione , il limite della sensibilita' e' determinato dal rumore termico , atmosferico , galattico o antropico .

Esiste quindi un limite inferiore invalicabile . Parliamo qui di frequenze comprese tra 0.1 Hz e 30 KHz circa .

Renato lancio' nel 2015 il programma Opera che durante l'arco di un anno registro' con diverse stazioni sparse tra il Nord e Sud Italia i segnali in tali bande con stazioni poste in luoghi con basso rumore antropico ,con uniformi sistemi di ricezione , coerenza temporale ,affluenza dei dati verso un unico punto di raccolta e postelaborazione ed uso di geofoni interrati per eliminare i falsi segnali elettromagnetici dovuti allo scuotimento delle antenne .

I dati : 

Per ogni evento di terremoti sul globo e' stato calcolato l'indica radiosismico per ogni stazione ed analizzati uno per uno  i segnali dei rivelatori di campo magnetico ed elettrico e dei sismometri prima e dopo i terremoti onde evitare falsi positivi dovuti a segnali antropici , atmosferici o solari che Renato sa ben distinguere .

Non sono stati rivelati precursori radiosismici .

L'evento con piu' altro indica radiosismico e' stato di circa 16dB e cioe' nella zona dubbia in cui solo uno degli altri studi critici indipendenti ha rivelato precursori radiosismici .

Maggiori informazione del progetto Opera sul sito : www.vlf.it



Conclusioni e curisita' :

Esistono precursori radiosismici ?:

Si 

Come e quando possono essere rivelati ? :

Solo nel caso di terremoti molto intensi o poco profondi e con stazioni di rilevamento molto vicine e quindi con indice radiosismico estremamente elevato .
Sono utili per un evacuazione preventiva della popolazione ? : Quasi sicuramente no .Per avere un indica radiosimico che dia segnali rivelabili ,il terremoto deve essere di altissima magnitudine e quindi la sua estensione non darebbe il tempo di evacuare . Inoltre bisogna per il momento scartare ad occhio tutta una serie di falsi positivi il che allungherebbe ulteriormente l'eventuale tempo di allarme  . I casi documentati sono pochi e quindi non esiste neanche un criterio di riconoscimento univoco.

Come mai , a parte Opera , questo studio descritto  non e' stato pubblicato ?

Non c'e' accordo al momento sulle modalita' di pubblicazione ( come , dove , quando , a che costi ) , se non al momento in questa forma blandamente descrittiva / divulgativa  sulla quale ci siamo messi d'accordo onde evitare che a furia di rimanere nel cassetto faccia la muffa ...hi ..... 
La versione su cui siamo d'accordo su quanto scritto e preparata con i canoni della IEEE e' di 14 pagine ed e' datata 2017.


lunedì 21 novembre 2011

INDUCTION COIL ICS101

Gli appassionati di Radio natura lo sanno: dei vari ascolti possibili nel range dei segnali radio di origine naturale il posto di onore va alle frequenze molto basse, sotto i 100 Hz. E di questi segnali la componente magnetica è sicuramente la più suggestiva e ricca di sorprese. Qui ci possiamo trovare i segnali diretti ai sottomarini, le risonanze di Schumann, pulsazioni geomagnetiche causate da tempeste solari e, forse, i precursori radio sismici.

La tecnica per ricevere segnali su queste frequenze però non è delle più semplici: occorre un "induction coil" (detto anche "Search coil"), in parole povere un "bobinone" con chilometri di filo di rame, avvolti su un supporto ad alta permeabilità come ferrite, mumetal o permalloy. Siccome questi dispositivi sono ampiamente utilizzati nella ricerca scientifica esistono soluzioni commerciali già pronte, ma il loro costo supera abbondantemente i 10.000€ per un set completo costituito dall'induttore e dal sistema di acquisizione: non a caso questi dispositivi rappresentano il sogno proibito di ogni ricercatore VLF che vuole spingersi agli estremi.





Nell'ultimo articolo su vlf.it, intitolato "ICS101 Induction Coil", vediamo insieme come costruirne uno con caratteristiche professionali ma con una spesa molto più contenuta, e collegabile direttamente alla scheda audio. Nell'articolo sono forniti tutti i dati costruttivi, i parametri del progetto, e le indicazioni su come testare e caratterizzare il dispositivo in formato quasi casalingo. Questo l'indirizzo:
http://www.vlf.it/romero3/ics101.html



Renato Romero

sabato 13 agosto 2011

Il precursore che non c'è

Il 25 Luglio scorso alle 12:31 una scossa sismica di magnitudo 4.4 originatasi a 20 km di profondità scuoteva buona parte del Piemonte, e veniva avvertita fino in Liguria, Valle d'Aosta e Lombardia.
Entrambe le stazioni di monitoraggio radio della rete Openlab VLF Observatory erano in funzione: quella di Cumiana, che dista in linea di superficile appena 6 km dall'epicentro e quella del Pontese, distante 27 km. Una occasione creatasi quasi ad arte per catturare i precursori sismici elettromagnetici: quale situazione migliore per monitorare i precursori se non una postazione posizionata praticamente sopra l'epicentro?

Nelle due immagini la posizione delle postazioni rispetto all'epicentro ed il segnale del sisma rilevato dal geofono della postazione di Cumiana ed il corrispondente segnale di campo elettrico misurato da 0.1 a 105 Hz sempre da Cumiana (TO).





Dopo accurate analisi sui segnali rilevati l'esito è stato il medesimo degli altri eventi fino da ora monitorati: dal rumore di fondo naturale non è emerso nessun segnale elettromagnetico in qualche modo associabile al sisma. Questo vale ovviamente sia per l'istante stesso del terremoto, sia per i periodi che lo hanno preceduto, a breve termine (qualche ora) ed a medio/lungo termine (1 mese).

La rete Piemontese in compenso sta rilevando in questi giorni intorno a 1 Hz delle bellissime pulsazioni magnetiche PC1 e SRS, congiuntamente a quanto rilevato dai magnetometri dell'HAARP in Alaska e dallo Swedish Institute of Space Physics a Kiruna in Svezia.




Non saranno percursori però... fanno sempre un bell'effetto!
73, Renato Romero