http://www.progettomem.it/appr_noise.php?id=0
Interessante sito ricco di spiegazioni e grafici , molto didattico , oltre che di database di dati registrati
Problemi con la navigazione nei menu con Chrome , meglio con Firefox , ma vale pena di sforzarsi ad aprire tutto perche' incredibilmente interessante .
Associazione Italiana Radioascolto www.air-radio.it - info@air-radio.it LEGGI LA RIVISTA RADIORAMA WEB SU: WWW.AIR-RADIO.IT La collaborazione al Blog AIR Radiorama e' aperta a tutti gli appassionati, previa richiesta di iscrizione tra gli Autori. Il CD AIR si riserva il diritto insindacabile di decidere l'ammissione degli Autori e la pubblicazione sul Blog dei relativi articoli inviati.
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domenica 26 aprile 2015
lunedì 28 ottobre 2013
Ricevere le risonanze di Alfven (IAR)
Dopo la pubblicazione : http://air-radiorama.blogspot.it/2013/10/ricezioni-elf-in-condizioni-estreme.html
proseguono le esperienze estreme di Fabrizio Francione con la ricezione delle risonanze di Alfven
( IAR= Ionospheric Alfven Resonances) :http://www.sidmonitor.net/elf/index.html
Le risonanze di Shumann sono dovute eccitazione dei fulmini che fa risuonale la cavita' sferica formata dalla terra e la ionosfera .
Le risonanze di Alfven sono quelle striature orizzontali di rumore che si intravedono tra circa 1 e 4 Hz .
LA loro spiegazione di seguito :
In 1976, Polyakov (1976) predicted the existence of ionospheric Alfvén resonator (IAR), equivalent to the ionospheric waveguide, but operating in vertical direction with shear Alfvén waves. According to the theory, further developed by Polyakov and Rapoport (1981), waves can be trapped between two altitudes characterized by large Alfvén velocity gradients: the lower limit occurs at ionospheric F-layer, the upper limit at about 3000 km. For a review, see, e.g., Lysak (1993).
The so-called spectral resonance structures (SRS) discovered by Belyaev et al. (1989, 1990) are considered to be an evidence for IAR. They are thought to form within the IAR from electromagnetic emissions of lightning charges, just like the Schumann resonances. Up to fifteen bands can be observed, from the 1-2 Hz (Pc1 range) to well above the second Schumann resonance frequency at 14 Hz. After the original finding of SRS at mid-latitudes, they have now been observed also at high-latitudes (Belyaev et al., 1998)
proseguono le esperienze estreme di Fabrizio Francione con la ricezione delle risonanze di Alfven
( IAR= Ionospheric Alfven Resonances) :http://www.sidmonitor.net/elf/index.html
Le risonanze di Shumann sono dovute eccitazione dei fulmini che fa risuonale la cavita' sferica formata dalla terra e la ionosfera .
Le risonanze di Alfven sono quelle striature orizzontali di rumore che si intravedono tra circa 1 e 4 Hz .
LA loro spiegazione di seguito :
In 1976, Polyakov (1976) predicted the existence of ionospheric Alfvén resonator (IAR), equivalent to the ionospheric waveguide, but operating in vertical direction with shear Alfvén waves. According to the theory, further developed by Polyakov and Rapoport (1981), waves can be trapped between two altitudes characterized by large Alfvén velocity gradients: the lower limit occurs at ionospheric F-layer, the upper limit at about 3000 km. For a review, see, e.g., Lysak (1993).
The so-called spectral resonance structures (SRS) discovered by Belyaev et al. (1989, 1990) are considered to be an evidence for IAR. They are thought to form within the IAR from electromagnetic emissions of lightning charges, just like the Schumann resonances. Up to fifteen bands can be observed, from the 1-2 Hz (Pc1 range) to well above the second Schumann resonance frequency at 14 Hz. After the original finding of SRS at mid-latitudes, they have now been observed also at high-latitudes (Belyaev et al., 1998)
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sabato 17 marzo 2012
Musica celestiale dal Sole
Facendo seguito alla pubblicazione delle pulsazioni geomagnetiche in seguito alle recenti esplosioni solari (flares) : http://air-radiorama.blogspot.it/2012/03/fratello-sole.html , Renato Romero mi ha inviato la registrazione audio delle stesse con la velocita' aumentata di circa 200 volte .
Il risultato e' una musica veramente celestiale che sembre opera di un artista divino ...
Il file audio compresso e' stato scaricato nei file della Mailing list Air-Radiorama su Yahoo nella cartella Musica dal Sole .
Il file e' stereo in quanto i segnali sono captati con due supercoil ICS101 ( www.comsistel.com ) in modo da potere distinguere anche la direzione dei segnali .
Buon ascolto con le cuffie stereo !
Il risultato e' una musica veramente celestiale che sembre opera di un artista divino ...
Il file audio compresso e' stato scaricato nei file della Mailing list Air-Radiorama su Yahoo nella cartella Musica dal Sole .
Il file e' stereo in quanto i segnali sono captati con due supercoil ICS101 ( www.comsistel.com ) in modo da potere distinguere anche la direzione dei segnali .
Buon ascolto con le cuffie stereo !
martedì 13 marzo 2012
FRATE(LLO) SOLE
In questi giorni, con il susseguirsi di vere e proprie esplosioni visibili sulla sua superficie (i cosiddetti Flares), il sole sta regalando interessanti occasioni di studio, per gli appassionati di astronomia e... non solo!

Esplosione solare fotografata da Rivalta di Torino da IK1ODO Marco Bruno il 10/3/12: una bella protuberanza, in dettaglio. Il cerchietto azzurro rappresenta la Terra in scala, la protuberanza è alta circa 68.000 km, il diametro dei filamenti di plasma è di circa 4.500 km.
L'insieme delle radiazioni regolarmente emesse dal Sole, sia ottiche (infrarosso, visibile ed ultravioletto) che elettromagnetiche (segnali radio e raggi X) in poco più di 8 minuti raggiunge la terra. E' quello che chiamiamo flusso solare: l'ultravioletto ed i raggi X, vista la loro azione di ionizzazione dell'atmosfera, determinano la qualità delle trasmissioni in onde corte: di giorno bene le bande alte e di notte bene quelle basse.
In occasione di tempeste solari, quando grandi quantità di raggi X investono la ionosfera, la parte rivolta al Sole si ionizza in modo esteso anche negli strati bassi, arrivando a degradare tutte le trasmissioni per ore, e provocando quello che in gergo tecnico si chiama "shortwave fadeouts".
Le SID (Sudden Ionospherics Disturbances) sono un effetto diretto di questo fenomeno, e danno un'idea di come riesca a perturbare il tragitto di segnali emessi con potenze RF di centinaia di KW.

© Rob Stammes, from the Polar Light Center in Lofoten, Norway
Ma il flusso solare non è l'unica forma di energia emessa dal sole: nella sua regolare attività vengono anche emesse particelle come elettroni, protoni e nuclei d'elio, che costituiscono il cosiddetto "Vento solare". Il vento solare ha una massa (pesa) e di conseguenza è molto più lento del flusso solare ed in condizioni normali viaggia a solo (si fa per dire) 400 chilometri il secondo, impiegando quasi quattro giorni e mezzo per giungere in vista del nostro pianeta. Quando il vento solare arriva in prossimità del nostro pianeta è catturato dal campo magnetico terrestre (la magnetosfera) che ne impedisce l'arrivo fino alla superficie, distribuendolo a forma di ciambella intorno alla Terra.
Durante un flare, come i molti occorsi in questi giorni, nuvole di particelle sparate dal Sole ad altissima velocità giungono fino a noi, deformano la magnetosfera e di conseguenza provocano variazioni dell'intensità del campo magnetico terrestre, provocano le aurore boreali, consentono formazione dei canali che permettono la nascita dei whistler in VLF, e sono all'origine delle perturbazioni magnetiche che originano le cosiddette Pulsazioni geomagnetiche.

© www.vlf.it
Una bella pulsazione geomagnetica di tipo 1 (PC1) tra 1 e 4 Hz rilevata dalla postazione di monitoraggio di Cumiana nella notte tra l'11 ed il 12/3/12. L'intensità di queste variazioni è intorno ad 10 pT, cioè 10 milioni di volte più deboli del campo magnetico terrestre.
Anche qui abbiamo un effetto sulle onde corte: la ionosfera degrada e non riflette più bene le HF e di conseguenza le bande più alte si silenziano. Mai come queste giornate turbolente l'affermazione "c'è un bel sole!" può avere diversi significati.
Renato Romero

Esplosione solare fotografata da Rivalta di Torino da IK1ODO Marco Bruno il 10/3/12: una bella protuberanza, in dettaglio. Il cerchietto azzurro rappresenta la Terra in scala, la protuberanza è alta circa 68.000 km, il diametro dei filamenti di plasma è di circa 4.500 km.
L'insieme delle radiazioni regolarmente emesse dal Sole, sia ottiche (infrarosso, visibile ed ultravioletto) che elettromagnetiche (segnali radio e raggi X) in poco più di 8 minuti raggiunge la terra. E' quello che chiamiamo flusso solare: l'ultravioletto ed i raggi X, vista la loro azione di ionizzazione dell'atmosfera, determinano la qualità delle trasmissioni in onde corte: di giorno bene le bande alte e di notte bene quelle basse.
In occasione di tempeste solari, quando grandi quantità di raggi X investono la ionosfera, la parte rivolta al Sole si ionizza in modo esteso anche negli strati bassi, arrivando a degradare tutte le trasmissioni per ore, e provocando quello che in gergo tecnico si chiama "shortwave fadeouts".
Le SID (Sudden Ionospherics Disturbances) sono un effetto diretto di questo fenomeno, e danno un'idea di come riesca a perturbare il tragitto di segnali emessi con potenze RF di centinaia di KW.

© Rob Stammes, from the Polar Light Center in Lofoten, Norway
Ma il flusso solare non è l'unica forma di energia emessa dal sole: nella sua regolare attività vengono anche emesse particelle come elettroni, protoni e nuclei d'elio, che costituiscono il cosiddetto "Vento solare". Il vento solare ha una massa (pesa) e di conseguenza è molto più lento del flusso solare ed in condizioni normali viaggia a solo (si fa per dire) 400 chilometri il secondo, impiegando quasi quattro giorni e mezzo per giungere in vista del nostro pianeta. Quando il vento solare arriva in prossimità del nostro pianeta è catturato dal campo magnetico terrestre (la magnetosfera) che ne impedisce l'arrivo fino alla superficie, distribuendolo a forma di ciambella intorno alla Terra.
Durante un flare, come i molti occorsi in questi giorni, nuvole di particelle sparate dal Sole ad altissima velocità giungono fino a noi, deformano la magnetosfera e di conseguenza provocano variazioni dell'intensità del campo magnetico terrestre, provocano le aurore boreali, consentono formazione dei canali che permettono la nascita dei whistler in VLF, e sono all'origine delle perturbazioni magnetiche che originano le cosiddette Pulsazioni geomagnetiche.

© www.vlf.it
Una bella pulsazione geomagnetica di tipo 1 (PC1) tra 1 e 4 Hz rilevata dalla postazione di monitoraggio di Cumiana nella notte tra l'11 ed il 12/3/12. L'intensità di queste variazioni è intorno ad 10 pT, cioè 10 milioni di volte più deboli del campo magnetico terrestre.
Anche qui abbiamo un effetto sulle onde corte: la ionosfera degrada e non riflette più bene le HF e di conseguenza le bande più alte si silenziano. Mai come queste giornate turbolente l'affermazione "c'è un bel sole!" può avere diversi significati.
Renato Romero
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lunedì 21 novembre 2011
INDUCTION COIL ICS101
Gli appassionati di Radio natura lo sanno: dei vari ascolti possibili nel range dei segnali radio di origine naturale il posto di onore va alle frequenze molto basse, sotto i 100 Hz. E di questi segnali la componente magnetica è sicuramente la più suggestiva e ricca di sorprese. Qui ci possiamo trovare i segnali diretti ai sottomarini, le risonanze di Schumann, pulsazioni geomagnetiche causate da tempeste solari e, forse, i precursori radio sismici.
La tecnica per ricevere segnali su queste frequenze però non è delle più semplici: occorre un "induction coil" (detto anche "Search coil"), in parole povere un "bobinone" con chilometri di filo di rame, avvolti su un supporto ad alta permeabilità come ferrite, mumetal o permalloy. Siccome questi dispositivi sono ampiamente utilizzati nella ricerca scientifica esistono soluzioni commerciali già pronte, ma il loro costo supera abbondantemente i 10.000€ per un set completo costituito dall'induttore e dal sistema di acquisizione: non a caso questi dispositivi rappresentano il sogno proibito di ogni ricercatore VLF che vuole spingersi agli estremi.

Nell'ultimo articolo su vlf.it, intitolato "ICS101 Induction Coil", vediamo insieme come costruirne uno con caratteristiche professionali ma con una spesa molto più contenuta, e collegabile direttamente alla scheda audio. Nell'articolo sono forniti tutti i dati costruttivi, i parametri del progetto, e le indicazioni su come testare e caratterizzare il dispositivo in formato quasi casalingo. Questo l'indirizzo:
http://www.vlf.it/romero3/ics101.html
Renato Romero
La tecnica per ricevere segnali su queste frequenze però non è delle più semplici: occorre un "induction coil" (detto anche "Search coil"), in parole povere un "bobinone" con chilometri di filo di rame, avvolti su un supporto ad alta permeabilità come ferrite, mumetal o permalloy. Siccome questi dispositivi sono ampiamente utilizzati nella ricerca scientifica esistono soluzioni commerciali già pronte, ma il loro costo supera abbondantemente i 10.000€ per un set completo costituito dall'induttore e dal sistema di acquisizione: non a caso questi dispositivi rappresentano il sogno proibito di ogni ricercatore VLF che vuole spingersi agli estremi.

Nell'ultimo articolo su vlf.it, intitolato "ICS101 Induction Coil", vediamo insieme come costruirne uno con caratteristiche professionali ma con una spesa molto più contenuta, e collegabile direttamente alla scheda audio. Nell'articolo sono forniti tutti i dati costruttivi, i parametri del progetto, e le indicazioni su come testare e caratterizzare il dispositivo in formato quasi casalingo. Questo l'indirizzo:
http://www.vlf.it/romero3/ics101.html
Renato Romero
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