Radiosonde - ARDF - BUG Morse - CETEMPS - Rete LoRa - Arduino.
Alcuni articoli da tenere sotto mano.
In particolare, per gli appassionati di Arduino, un comodissimo shield di programmazione per la scheda Arduino ProMini.
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Radiosonde - ARDF - BUG Morse - CETEMPS - Rete LoRa - Arduino.
Alcuni articoli da tenere sotto mano.
In particolare, per gli appassionati di Arduino, un comodissimo shield di programmazione per la scheda Arduino ProMini.di Achille De Santis
L’attività di MicroARDF4.0 in banda UHF presenta qualche
aspetto interessante.
Innanzitutto la frequenza utilizzata; poi, le dimensioni molto contenute dell’antenna; in ultimo, la possibilità di reperire micro-moduli RF già assemblati. In particolare, mi riferisco in questo caso al modulo TTGO ed alla applicazione MySondyGo per la caccia alle radiosonde meteo. Infatti, è possibile cambiare la frequenza di ricezione direttamente da App Android, senza intervenire con operazioni hardware.
Una
volta cambiata la frequenza di ricezione potete mettere da parte il vostro
telefono Android e proseguire nella ricerca ARDF con il TTGO ed un minimo di
dotazione aggiuntiva, come antenna direttiva (Moxon o Can-antenna) e
attenuatore. Potete seguire il livello di segnale direttamente sul piccolo
S-meter dello schermo del TTGO limitando, ove opportuno, il segnale RF con l’attenuatore (continuo o a scatti). Il
telefono, collegato via bluetooth al TTGO, può sempre essere utile per operare
piccole variazioni della frequenza ricevuta. Ricordate che a brevissima distanza
dalla civetta il segnale può essere molto forte e per avere un buon effetto di
direttività il ricevitore va schermato con della carta stagnola, per evitare
che il segnale entri direttamente sul RX, saturando lo stadio di ingresso.
Buona sperimentazione!
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| Fig. 2: modulo LilyGo; |
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| Fig. 1: Antenna Moxon UHF; Riferimenti e Software: |
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| Fig. 3: il MySondyGo in contenitore; |
di Achille De Santis
Ho preparato questo mini TX in UHF gestito da microcontrollore, per la radiocaccia o ARDF.
Nota:
di Achille De Santis – IU0EUF
Pietro Faraone IT9EWK
pierofar@libero.it - www.pirssicilia.it
Salve a tutti
sono IT9EWK Pietro, Palermo, gestore del
gruppo denominato P.I.R.S SICILIA (Pronto Intervento Recupero Sonde).
L’idea di
creare un gruppo iniziò nel lontano 02/08/2019 quando, in compagnia di IT9ZOB
Rocco, Palermo, recuperammo la nostra prima radiosonda grazie anche all’unico
RICEVITORE di IT9AOO che riuscì a
decodificare la posizione quasi esatta presso il monte che sovrasta Palermo
(Monte Pellegrino).
Da quel
momento non si dormiva più la notte e a pranzo si mangiava qualcosa di veloce
per poter seguire e tracciare al meglio
la radiosonda in volo per poi tentare il recupero.
Ma la cosa più comica è che non sapevamo l’esistenza di altri
cacciatori di sonde in Sicilia.
Mentre IT9ZOB si trovava dalle
parti di Marsala, per tentare un recupero poi andato a buon fine ,venivo
contattato da IT9IBT, Giuseppe, ponendomi questa domanda: MA VOI DI PALERMO
QUANTI KM FATE PER UN RECUPERO? (in poche parole, senza saperlo, recuperavamo
le sonde molto vicino casa sua). Da quel momento decidemmo di creare un gruppo
e chiamarlo P.I.R.S SICILIA che ad oggi copre gran parte della Sicilia e del
resto della nostra nazione con 70 cacciatori iscritti più i simpatizzanti.
|
Radiosonde
ritrovate: |
474 |
|
Radiosonde perse: |
1895 |
|
Radiosonde da
Controllare: |
241 |
Questi sono i nostri dati su
tutti i recuperi effettuati da noi, da Agosto 2019 al 31 Dicembre 2022 (Da
controllare: 241 Radiosonde sarebbero quelle con posizione quasi esatta con
recupero da organizzare).
Faccio una premessa; i nostri
recuperi non sono tutti uguali e semplici come del resto le Radiosonde sono
tutte uguali (da noi in Sicilia) ma noi diciamo sempre che
OGNI
SONDA HA LA SUA STORIA.
Un recupero che mi ha colpito di più
è stato quello di una sonda persa in altura a circa 1200 metri, esattamente a
pizzo Trigna, non tanto distante da Palermo. Oramai giaceva lassù da oltre 18
mesi e in compagnia della squadra composta da IT9EWK, IT9ZOB, IT9ITF, IT9HNQ decidemmo
di recuperarla ma con tante difficoltà.
Eravamo attrezzati con supporto radio, drone, fuoristrada e
tanta voglia di recuperare.
Arrivati sul posto e individuata la fetta di montagna che
dovevamo rastrellare ci siamo guardati in faccia e ci siamo chiesti: MA CHE CI
FACCIAMO QUA?
Per sdrammatizzare ci siamo subito organizzati e siamo scesi
in quella parte di montagna da esplorare, con il drone in volo per una
panoramica dall’alto, ma senza alcun esito.
Dopo circa 2 ore di ricerca e oramai
senza forze sentiamo in radio il grande Benny IT9ITF che dice TROVATAAAAA!!! Ci siamo subito recati vicino a lui e con
tanto affanno ci siamo fatti la foto di rito e abbiamo avvisato il collega
IT9ZOB in supporto radio.
Ma per curiosità e per scommessa decidemmo di ricercare anche il paracadute di cui ovviamente non esisteva più il cavo, quindi un po’ più difficile trovarlo.
Facendo due conticini e con un pizzico di fortuna siamo riusciti a trovare anche il paracadute.
Più piccolo di così diventa difficile!
Il microcontrollore utilizzato è l'AtTiny85 ma il software sviluppato potrebbe essere inserito anche sui fratelli minori AtTiny45 e AtTini25, che nel contenitore DIP8 passo 2,54 mm hanno la stessa disposizione dei piedini.
Come detto in precedenza Basta programmarlo con l’IDE di Arduino, installando preventivamente i driver della famiglia AtTiny25/45/85.
La piedinatura corrisponde a quella dell’AtTiny13, il più piccolo della famiglia, in contenitore DIP8, passo 2.54 mm.
Il dispositivo può essere utilizzato come generatore di beacon non modulato per ARDF.
| Figura 2: Protoboard con modulo LPD UHF; |
| Figura 1: AtTiny13, layout; |
Ridotto all’essenziale, questo firmware può essere convenientemente utilizzato per assemblare una piccola civetta per radiocaccia.
Lo sketch è disponibile, già compilato in formato HEX, all’indirizzo indicato.
Procuratevi una scheda Arduino che userete come programmatore seriale e seguite il procedimento indicato alla pagina a riferimento.
Una volta caricato lo sketch scegliete, da menù, il controllore specifico e procedete alla sua programmazione (v. fig. 1); potrete poi inserire sil controllore su una piccola protoboard (v. figura 2) con uno zoccolo ad 8 piedini, dual-in-line, passo 2,54 mm. Analogamente per il piccolo modulo RF operante sulle frequenze UHF-LPD, rispettando la disposizione dei piedini.
Collegate un micro-modulo TX LPD a 433.920 MHz (v. fig. 2) con un piccolo connettore femmina, a pettine da tre piedini.
Dando tensione al circuito si opera la preselezione con i piedini 2 e 3. E' possibile predisporre la trasmissione di una, due tre o quattro linee, in sequenza.
Usando due jumper la predisposizione resta anche in mancanza di alimentazione.
Senza jumper inseriti viene trasmessa una sola "linea" in Morse.
L'uscita è sul piedino fisico n° 6.
L'alimentazione è a 5 volt, con due capacità in parallelo, a ridosso del controllore sui piedini 8(+Vcc)/4(GND); il primo condensatore è da 47uF/16VL, il secondo da 100nF/16VL (v. fig. 1). Potete utilizzare un piccolo "power bank" a 5 volt o anche tre pile a stilo disposte in serie, su un alloggiamento in plastica, predisposto per un totale di 4,5 volt; meglio ancora, utilizzate una alimentazione a 9 volt con regolatore LM7805 che riduce la tensione a 5 volt. In questo modo potete alimentare il tutto con una piletta a 9 volt.
Il circuito può essere facilmente inserito su una piccola scheda protoboard (v. fig. 2) dove troverà posto anche il cavetto di collegamento per l’alimentazione.
Accendete il modulo soltanto per il tempo strettamente necessario all’uso come radiocaccia. Ricordate che state operando su una banda condivisa con altri utenti e servizi.
La modalità di funzionamento in regime di "Libero uso" è ammessa soltanto se la potenza di uscita è minore di 10 mWatt ERP (LPD).
Più
piccolo di così diventa difficile!
Un
semplice timer può essere assemblato con varie tecniche costruttive, dal BJT al
piccolo NE555. In ogni caso necessita di qualche componente hardware.
Con un piccolo microcontrollore si
può ottenere un funzionamento analogo a logica programmata, attuando una
sensibile riduzione dei componenti utilizzati.
A questo punto, possiamo trasformare
il temporizzatore in un generatore di beacon non modulato. Infatti, in linea di
principio è sufficiente il solo microcontrollore. Basta programmarlo con l’IDE
di Arduino, installando preventivamente i driver della famiglia AtTiny25/45/85.
La piedinatura corrisponde a quella dell’AtTiny13, il più piccolo della famiglia, in contenitore DIP8, passo 2.54 mm. Il circuito può essere utilizzato come generatore di beacon per ARDF. Purtroppo, date le dimensioni di memoria, non è possibile neppure inserire il tono a 1000 Hz come modulante. Per fare questo bisogna migrare su un controllore della stessa famiglia ma di memoria superiore, come l’AtTiny25 o superiori. Se ci si accontenta della emissione della sola portante NON modulata l’AtTini13 è adatto allo scopo! Questa procedura è stata implementata proprio per ridurre al minimo i costi e l’hardware.
| Figura 2: Protoboard con modulo LPD UHF; |
| Figura 1: AtTiny13, layout; |
Ridotto
all’essenziale, questo firmware occupa meno di 1 Kbyte e, come dicevo, può
essere inserito in un AtTiny13.
Resta
la compatibilità con i fratelli più grandi, della famiglia, con i quali è
possibile aggiungere delle istruzioni per implementare altri usi; ad esempio,
come si diceva prima, si potrebbe aggiungere la generazione del tono a 800 Hz o
l’emissione di un “call” personalizzato.
Lo sketch è disponibile in formato HEX, già compilato, all’indirizzo indicato.
Procuratevi
una scheda Arduino che userete come programmatore seriale e seguite il procedimento indicato alla pagina a riferimento.
Una volta caricato lo sketch scegliete la famiglia ed il controllore specifico e procedete alla programmazione del microcontrollore (v. fig. 1), che potete poi inserire su una piccola protoboard (v. figura 2) con uno zoccolo ad 8 piedini, dual-in-line, passo 2,54 mm. Analogamente per il piccolo modulo RF operante sulle frequenze UHF-LPD.
Il funzionamento è molto semplice. Collegate un micro-modulo LPD a 433.920 MHz. Portando a massa il piedino di abilitazione si attiva l’uscita intermittente a RF, che rimane attiva fin quando non venga disabilitata, aprendo o riportando l’ingresso a valore di 5 volt. Se non vi occorre, potete collegare il piedino direttamente a massa, con un piccolo cavallotto o jumper.
Alimentazione a 5 volt, con due capacità in parallelo, a ridosso del controllore sui piedini 8(+Vcc)/4(GND); il primo condensatore è da 47uF/16VL, il secondo da 100nF/16VL (v. fig. 1). Potete utilizzare un piccolo power banK a 5 volt o anche tre pile a stilo disposte in serie, su un alloggiamento in plastica, predisposto per un totale di 4,5 volt.
Il circuito può essere facilmente inserito su una piccola scheda protoboard (v. fig. 2) dove troverà posto anche il cavetto di collegamento per l’alimentazione a 5 volt.
Accendete il
modulo soltanto per il tempo strettamente necessario all’uso come radiocaccia.
Ricordate che state operando su una banda condivisa con altri utenti e servizi.
La modalità di funzionamento in regime di "Libero uso" è ammessa soltanto se la potenza di uscita è minore di 10 mWatt ERP (LPD).

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| radiosonda, paracadute bianco e i notevoli resti di pallone |
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| Il paracadute rosso ed il pallone bianco, integro. |
Il ritrovamento di una radiosonda può essere anche casuale ma la probabilità di trovarne è abbastanza bassa.
Non so se Daniele abbia o meno preso spunto dalle cose che scrivo riguardo alle radiosonde; l'importante è il risultato e, con un po' di perseveranza, preparazione e addestramento, lui lo ha ottenuto. Ecco il suo racconto, pubblicato sul sito Radiosonde!




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