mercoledì 4 novembre 2015

Il Museo delle Comunicazioni di Vimercate di I2 HNX - Romualdo Gianni (Dino)

I2 HNX - Romualdo Gianni (Dino)
                                                 
"Dalla Scintilla alla Radio Telegrafia di Marconi e oltre"


di Lucio Bellè.


Il percorso Storico Antologico del Museo delle Comunicazioni di Vimercate (Monza) che il Sig. Dino Gianni creatore della struttura preferisce chiamare Collezione in quanto la considera interattiva dato che gli apparecchi esposti sono tutti funzionanti, si estende in due parti principali : l'Elettricità e la Radio Comunicazione. 



Nel reparto Elettricità sono ricordati i personaggi Volta, Faraday, Maxwell, Hertz e altri che con le loro teorie e scoperte crearono le condizioni per consentire ai loro successori fra cui Marconi di avere la piattaforma necessaria per far scaturire le invenzioni che hanno cambiato il mondo.



1° Parte della Collezione dedicata a "Elettrostatica ed Elettricità" :



Si può iniziare l'iter dal celebre Alessandro Volta inventore della pila, strumento di base indispensabile per disporre della quantità di energia elettrica continua necessaria per condurre gli esperimenti, senza di essa non si sarebbero raggiunti i futuri inimmaginabili risultati.

A prefazione dell'invenzione della pila sono presenti numerosi i primi apparecchi elettrostatici che consentivano agli studiosi del tempo di osservare la corrente elettrostatica che si scaricava creando l'effetto scintilla, quindi si va oltre passando alla descrizione degli esperimenti di Hertz, Augusto Righi e Ruhmkorff ( Inventore del famoso rocchetto che altro non è che un grosso trasformatore per alta tensione che grazie alla pila genera potenti scintille) e i relativi rari strumenti fisici di Elettrologia, tutti originali dell'epoca.



La Collezione fra le prime per vastità, qualità e conservazione dei cimeli esposti non è solo un insieme statico di oggetti ma è un contenitore Storico Antologico e vive di vita propria poiché ogni apparecchio è funzionante e ciò consente al visitatore di avvicinarsi alla Scienza facilitandone la comprensione.



La Collezione che è dinamica è concepita con finalità logico didattiche per far capire al visitatore lo sviluppo delle idee nello specifico argomento e come gli studiosi dell'epoca avessero intuito che l'effetto scintilla fosse collegato a qualche forma di emissione , poiché al tempo si sperimentava che un anello posto a pochissima distanza dall'emettitore delle scintille replicava le scintille stesse in maniera molto più debole ( Hertz ).



2° Parte della Collezione dedicata all'invenzione di Marconi :



Per proseguire è necessario citare un breve profilo di Marconi senza soffermarsi sulle Sue notevoli vicende di imprenditore e altro che esulano dal percorso "Didattico Scientifico" del Museo.

Italiano , nato il 25 aprile 1874 è fin da subito un soggetto dallo spirito geniale che lo vede già dodicenne affascinato dai fenomeni dell'elettricità, allora era la novità del tempo, il giovane è impetuoso e diserta gli studi universitari perché lo attira il calarsi subito nella sperimentazione diretta di ciò che gli piace ed affronta da solo la costruzione di tutto quanto gli necessita per perfezionare i Suoi esperimenti, spesso per progredire nelle sue ricerche trascorre notti insonni nell'improvvisato laboratorio in soffitta di casa.

Da persona intelligente per meglio comprendere i fenomeni fisici che già intuiva per tentativi si convince a frequentare lezioni di supplenza scientifica dal Professor Vincenzo Rosa che lo istruisce sull'Oscillatore di Hertz e lo illumina alla chiara comprensione della teoria della scintilla base importantissima per tutte le Sue invenzioni.

Marconi è affascinato dalla possibilità di usare le onde per comunicare un messaggio a distanza, dopo le lezioni di Rosa si sente più forte in materia e vuole continuare il percorso da solo.

Dopo un primo esperimento con il quale riesce a far suonare un campanello senza fili a pochi metri di distanza dall'emettitore di onde gli balena un'idea, l'impiego della antenna e della terra, ciò consentiva un aumento della distanza della trasmissione.

Anno 1895 a Villa Grifone un colpo di fucile conferma che il primo segnale Morse trasmesso via onde radio tramite antenna e terra viene ricevuto a qualche centinaio di metri di distanza oltre la collina e quindi fuori portata ottica, questo è l'inizio delle lunga fantastica ed entusiasmante avventura della Radio, innovazione che ha positivamente cambiato la vita a tutti noi.

Nella Collezione sono presenti antologicamente molti cimeli Marconiani a testimonianza dei progressi fatti nel campo delle trasmissioni che nel 1909 gli consentirono di conseguire il Premio Nobel.

Per rimanere in argomento trasmissioni, la sala radio del Titanic che con l'S.O.S ha contribuito al salvataggio di molti naufraghi ( grazie alla presenza a bordo del piroscafo degli eroici Marconisti della Marconi Wireless Company ) è riprodotta nel Museo insieme al modello della nave e al tasto telegrafico coevo dell'originale.

Tutti i progressi di Marconi compreso il Brevetto 7777 ( possibilità di accordare la frequenza di sintonia, soluzione importantissima per non sovrapporre i vari messaggi che si stavano diffondendo nell'etere ) sono antologicamente documentati nella raccolta del Museo e il visitatore può toccare con mano ( si fa per dire ) questi superbi e rarissimi cimeli.



3° Parte della Collezione "La radio in grigio verde scende in guerra 15 - 18":



Una notevole quantità di apparecchi Radio di prima generazione utilizzati per la prima volta nelle "Grande Guerra" sono in bella mostra nel Museo/Collezione ed anche i primi Radio Trasmettitori installati sugli aerei biplani per finire con un rarissimo apparecchio Radio italiano "Bardeloni" datato 1915 grazie al quale sono stati intercettati i messaggi Austriaci anticipando così la vittoria.



4° Parte della Collezione dedicata allo sviluppo delle radio civili "Anni 20 e successivi":



Una infinita ed ordinata teoria di apparecchi radio conservati alla perfezione dalle prime Radio a Galena Italiane, Francesi, Inglesi e Tedesche ,alle famose SITI e Ramazzotti Italiane a valvole esterne e non, in compagnia delle Radio Americane dette Bread Board insieme ad uno stuolo di imponenti antenne a telaio ed altoparlanti a tromba con forme a scultura vere e proprie opere d'arte.

Decine di apparecchi radio delle più famose fabbriche Italiane ed Europee : Marelli, Allocchio Bacchini, Phonola, Safar, Brionvega, Braun, Zenith ( è presente e documentata tutta la storia e gli esemplari delle famose Zenith Trans-Oceanic  U.S.A.) e alle fascinose Sony, National Panasonic e tutte le importanti marche made in Japan specializzatesi nella produzione di Radio a Transistor diffuse sul mercato dopi il 1949 anno di invenzione dell'innovativo componente.

Notare che l'esistenza in vita di tutto il materiale è consentita da un backstage di componentistica, valvole, bobine, condensatori e quant'altro necessita tutto originale d'epoca, materiale sempre più difficile da reperire visto il passare del tempo.



5° Parte della Collezione "Audio":



Grande attenzione è dedicata alla "Bassa Frequenza Audio" imponente collezione di microfoni storici della URI, EIAR e dell'attuale RAI inoltre è presente il microfono usato da Charles De Gaulle con il quale il Generale incitava i francesi alla Resistenza con la famosa frase" Abbiamo perso la battaglia non la guerra !" e il microfono usato da Papa Ratti (Pio XI ) nella nascente Radio Vaticana.
Registratori a nastro di altissimo pregio : Nagra, Studer, Revox ,cuffie per gli operatori di Sala Radio ed altri apparecchi di gran valore completano il panorama audio facendo così la felicità dei visitatori Audiofili.
Nel reparto audio è altresì possibile ascoltare dischi e documentari sonori con apparecchi altamente professionali.

La collezione è condotta dalla creazione a tutta la sua lunga e continua evoluzione da I2 HNX Romualdo Gianni ( Dino) che a giusto titolo si è rivelato sul campo un grande appassionato Radioamatore , un Collezionista competente e un valente Storico della Radio in tutte le sue espressioni.

La Collezione/Museo è completata da moltissima documentazione e rari libri sull'argomento ed è visitabile con adeguata programmazione , previo appuntamento con la preventiva segnalazione dei nominativi degli interessati richiedenti la visita.

La visita al Museo, data la sua importanza, viene richiesta da Associazioni Culturali, Ricercatori e per Tesi di Laurea e da altre persone interessate allo studio.

La vasta raccolta di apparecchi presenti nella collezione e di documenti è un importantissimo compendio dello scibile umano che mostra quante energie mentali e materiali si siano spese nello sviluppo delle Comunicazioni ed è un forte monito a ricordare al fortunato visitatore che quanto oggi l'umanità ha conseguito in questo campo è il frutto del passato sacrificio, dell'impegno, della volontà e devozione di uomini illustri che hanno creduto nelle loro idee per lo sviluppo e per il fantastico ed inarrestabile successo della Scienza a totale ed esclusivo beneficio dell'umanità.

       


   
I2HNX Dino Gianni  e la sua collezione di ricevitori Zenith

                                                       

 
                               

                                


                                

  


                              
                                                              
Nuovo servizio  fotografico della Collezione "Storia dell'Elettricità" da Volta alla TSF, le foto rendono bene l'idea della impressionante vastità, qualità e rarità dei Cimeli Elettrici raccolti e custoditi in Collezione.

I2 HNX - Romualdo Gianni (Dino)
Dino Gianni ha pubblicato un libro dedicato (1700-1800 Elettricità - l'epoca d'oro dell'Elettricità attraverso la Collezione Dino Gianni ) 







































Foto di Lucio Bellè.
Redazione del testo : Lucio Bellè.

Per gentile concessione della Direzione del Museo delle Comunicazioni di Vimercate.
La Direzione del Museo : I2 HNX - Romualdo Gianni (Dino) Vimercate (MB).  

Il Museo/Collezione è una realtà privata ed organizzata per competenze in due differenti settori espositivi : L'Elettricità e La Radio.
Avendo quindi due ubicazioni nettamente separate, per i contatti si deve far riferimento solo alla Direzione del Museo tramite la Mail dedicata. Quindi le richieste di visita complete di dati anagrafici del richiedente, indirizzo e scelta tra i due argomenti vanno unicamente indirizzate via E-Mail alla C.a Direttore del Museo - Sig. Dino Gianni dino@ugianni.it  .La Direzione si riserva con gli adeguati tempi di vagliare le richieste e darne cortese risposta ai Sigg.ri richiedenti.   


 La Direzione del Museo delle Comunicazioni - Dino Gianni"





TUTTE LE FOTO SONO DI  PROPRIETÀ' DELL AUTORE LUCIO BELLE'

Ricezioni delle emissioni del Sole in decametriche oggi ( HF Solar Burst ) con mezzi amatoriali

Faccio seguito alla pubblicazione all' indirizzo :

Il Sole , dopo la esplosione solare M2 , ne ha avuta un'altra di potenza M3 poco prima delle 14 UTC intervallate da altre di vario tipo .
C'e' stata la emissione di  "rumori" nelle gamme decametriche ,che non sempre sono correlate in intensita' con il grafico della emissione in raggi X .

Poco dopo la esplosione M2 c'e' stata la ricezione contemporanea di un' emissione sia da Collegno che da Magenta:



Una ricezione dalla stazione di Collegno durante i "borbottii" intermedi di una C0 :


Si puo' anche notare la ottima propagazione terrestre con ionosonde che arrivano fino a 30 MHz indicando che la MUF ( Maximum Usable Frequency  ) era almeno pari a quel valore .

La M3 ha viceversa emesso intensi "rumori" nella gamme decametriche intorno alle 13.49-13.55 UTC .
La stazione di Magenta le ha ben rilevate .



In quel momento la stazione  di Collegno era interferita da qualche alimentatore switching che ne ha compromesso la sensibilita' .
Quella di Forno e' attualmente fuori linea , non e' presidiata , ma pensiamo che stia sempre registrando su HD .
Andremo presto a vedere ed a rimetterla in linea .
Le emissioni sono state confermate dalla stazione di Nancay con le sue 144 antenne .....

Di seguito il "preambolo" radio della M3 e la radioemissione della M3




L'esplosione M3 ha come sempre fortemente influenzato la propagazione VLF ( SID ) come ben si puo' vedere dalla figura :


In particolare il segnale della stazione di Niscemi a 45.9 kHz ( traccia rossa in alto a sinistra ) e' balzato in alto di 20 dB quando c'e' stata la M3  !

Esplosione solare di potenza M2 oggi alle 12 UTC

Preceduta da una esplosione solare (flare) di potenza C3 alla 9 UTC ne e' seguita una di potenza M2 alle ore 12 UTC ( grafico di destra ) .


Gli effetti sulla propagazione VLF (SID) sono chiaramente visibili in tutti e due i fenomeni sulle tracce viola e rosa del grafico a destra ed in parte anche su altre .
I grafici di destra sono ottenuti con metodi amatoriali nel mio QTH di Torino e messi in linea in tempo reale su :

http://www.sidmonitor.net/gallery/station.html

I grafici di destra , anch'essi pubblicati sono del NOAA - satelliti GOES

LA RADIO PER LA SOLIDARIETÁ ED IN SITUAZIONI DI EMERGENZA , Firenze 4 Novembre 1966

CARLO I1CLC, CAPOMAGLIA NELLE PRIME ORE
 di Carlo Luigi  Ciapetti I5CLC

Quando si parla di “radioamatori” il pubblico recepisce questo termine come vago ed onnicomprensivo: un tizio che ascolta le radio di tutto il mondo, oppure che usa la radio per chiacchierare con gli amici…Niente di più inesatto:Wikipedia, enciclopedia on-line divenuta ormai il mezzo più accessibile per la ricerca di definizioni e lemmi, dà invece questa definizione “Il radioamatore, in gergo OM (acronimo dall'inglese Old Man) o HAM, è uno sperimentatore, senza finalità di lucro, del mezzo radio e delle radiocomunicazioni, intese nella più ampia accezione del termine”. Aggiunge anche che il radioamatore, per poter operare, deve esserne autorizzato dal Ministero delle Comunicazioni che, dopo avere superato un esame scritto, gli rilascerà una “patente” e successivamente una “autorizzazione“ ad installare ed esercire una propria stazione ricetrasmittente, che potrà assemblare con apparecchi di commercio oppure da lui stesso costruiti,
nonché un “nominativo” in base al quale verrà identificata in tutto il mondo ed in maniera univoca. Per fare un esempio, il mio nominativo è “I5CLC”, suddiviso nella parte di “prefisso”, “I” indica l’Italia ed il numero “5 indica la Toscana, e di suffisso, “CLC” corrisponde alle mie iniziali: al tempo in cui lo chiesi ciò era ancora possibile. I radioamatori possono operare su porzioni ben precise dello spettro elettromagnetico, dette “bande”, secondo il Piano Internazionale delle frequenze stabilito dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU): alcune bande permettono comunicazioni intercontinentali, altre permettono solo comunicazioni locali o nazionali. Ma oltre alle comunicazioni dirette per onda di terra e quelle via ionosfera, troposfera, ripetitori, ecc., i radioamatori comunicano anche attraverso l'utilizzo di satelliti artificiali oppure facendo rimbalzare il segnale radio sulla superficie della Luna. Per poter trasmettere sulle frequenze radioamatoriali, è necessario un apparato radio adeguato, collegato ad un'antenna opportunamente realizzata in base alla frequenza utilizzata: ce ne sono di molti tipi, dalle più semplici alle più complesse, con caratteristiche direttive oppure omnidirezionali, che pure possono essere acquistate oppure autocostruite. La realizzazione delle apparecchiature riceventi e trasmittenti, delle antenne, delle linee di connessione di queste con le apparecchiature, dei dispositivi accessori di ogni tipo  dal semplice ed antico tasto telegrafico, ancora ricco di fascino, ai complessi insiemi di hardware e software  nonché la conoscenza delle proprietà della troposfera e della ionosfera, che costituiscono le “vie del cielo” sulle quali viaggiano i segnali radioelettrici, sono il vero impegno del radioamatore – solo marginalmente interessato alle conversazioni che gli saranno possibili con colleghi di ogni parte del mondo e che gli confermate con delle cartoline che vengono chiamate “QSL”, termine derivato dall’antico linguaggio telegrafico  rappresentando il banco di prova della sua abilità e della sua competenza. I problemi connessi all’assemblaggio di una stazione radioamatoriale sono infatti molti ed assai complessi, richiedendo la conoscenza di nozioni matematiche e fisiche nonché la maturazione di una esperienza tecnica che, nella maggior parte dei casi, fa del radioamatore un autodidatta: il radioamatore risolve infatti questi problemi con la conoscenza delle leggi fisiche che li regolano, mettendo in ciò una passione ed un entusiasmo che prescindono tanto dal suo grado di cultura, quanto dalla sua esperienza lavorativa o professionale. Il radioamatore può quindi essere definito a pieno titolo come un “ricercatore volontario” la cui capacità tecnica ed operativa cresce con l’esperienza che matura, giorno dopo giorno, nel procedere del suo cammino di sperimentazione, portandolo spesso ad effettuare scoperte   anche importanti per l’intero contesto delle radiocomunicazioni   e portandolo anche a saper intervenire personalmente e singolarmente in tutte quelle circostanze in cui emergenze impreviste abbiano reso inusabili i circuiti primari di comunicazione. 
E proprio nel 1966 ci fu anche per me   che avevo allora 28 anni  la prova del fuoco, quella di tutti i radioamatori che spontaneamente e volontariamente, senza che nessuno glielo chieda, intervengono nei casi di emergenza.
GIACOMO I1CNG, MAURO I1MEC E MARIO I1ROD AI VIGILI DEL FUOCO
 Nelle prime ore della notte del 4 Novembre, l’Arno aveva invaso Firenze, allagandola a macchia d’olio: in poco tempo non ci furono più comunicazioni né all’interno della città né col resto d’Italia né col mondo, in quanto l’alluvione l’aveva privata non solo dell’energia elettrica derivante dalla rete primaria di distribuzione ma anche di quella derivante dai generatori di emergenza, risorse suppletive che le istituzioni nella impossibilità di prevedere un evento di tal genere   avevano fatto realizzare nelle loro cantine. Avuta la notizia da un amico che abitava in centro, poco prima che anche i telefoni smettessero di funzionare, approfittando del fatto che la mia abitazione era in collina e che l’energia elettrica non era cessata, mi misi subito alla radio e detti al mondo la notizia dell’evento, approfittando del fatto che quella notte la propagazione ionosferica era eccellente. Cercai anche di sapere cosa stava avvenendo e così alle 4,00 mi collegai con un altro radioamatore   Orlando Lazzerini I1LAO, da poco scomparso che, insieme al Sindaco di Scandicci, stava utilizzando una sua ricetrasmittente a transistor autocostruita (si pensi che l’elettronica industriale aveva solo da poco iniziato ad usare i transistor) in riva al torrente Greve, che stava pure straripando, e via via con altri radioamatori, dislocati in paesi e città lungo il cammino discendente dell’Arno: la situazione era letteralmente tragica. Intanto una gran quantità di radioamatori mi chiamava dall’Europa e dall’America per avere maggiori dettagli mentre tanti altri mi chiamavano dall’Italia, offrendosi di dare il loro aiuto: fu così che potei costituire quella “Rete Primaria di Emergenza per l'Alluvione” - della quale mi inventai il compito di "capomaglia"   che nelle prime ore della mattina era giunta a poter contare sull’opera di oltre 200 radioamatori che, disciplinatissimi, collaboravano nella ricezione e nell’inoltro di messaggi.
All’inizio questi messaggi provenivano prevalentemente da privati che si erano rivolti a radioamatori amici per avere informazioni su loro congiunti residenti nell’area alluvionata, ma a poco a poco cominciarono anche a provenire dalle istituzioni che, informate da radioamatori locali dell’esistenza di questa rete di emergenza, affidavano loro messaggi da inoltrare alle loro sedi distaccate oppure ai loro comandi territoriali e centrali.

E a casa mia cominciarono ad arrivare staffette che portavano quelli delle istituzioni fiorentine.Fu così che nel primo pomeriggio di quello stesso giorno venni “precettato” ! Fu l’amico Enzo Scola   anche lui da poco scomparso, era a quell'epoca dirigente della Questura a venire a trovarmi ed a chiedermi di organizzare una serie di stazioni radioamatoriali presso le diverse sedi delle autorità pubbliche e dei centri di soccorso, non più in grado di comunicare fra loro con le risorse consuete.
Passai quindi il controllo di questa rete ed il ruolo di "capomaglia" ad un altro radioamatore  Luciano Orsettigh I1ORS, che oltretutto si trovava in ottima posizione anche verso il Nord e che aveva una stazione ottimamente attrezzata   e mi trasferii in Questura dove provvidi a costituire la “Rete Locale di Emergenza” di Firenze.



Mi si pose però la necessità di organizzare al meglio questa rete nelle sue innumerevoli postazioni (Comune, Provincia, Prefettura, Misericordia, RAI, Vigili del Fuoco, Campo Elicotteri, Centro Raccolta Sfollati, ecc.), divenuta assolutamente indispensabile per i soccorsi alla popolazione, e fu grazie ai mezzi anfibi  che con un messaggio avevamo fatto confluire da Livorno   che potei muovere da una postazione all’altra, rendendo omogeneo l’insieme operativo. Il ricordo di quel giorno e di quelli che seguirono è tuttora vivissimo nella mia memoria, insieme alle immagini di tutti quelli che vissero quella indimenticabile esperienza  come Mario Rosi I1ROD, Umberto Rava I1ZIZ, gli allora giovanissimi appassionati Roberto Ruisi e Dante Calviani (che sarebbero poi diventati I1RUI e IK5ASN), Piero Moroni I1TDJ, Giorgio Camprincoli I1TFF, Mario Cipriani I1HM, Sandro Saccardi I1ZJU e tanti altri. La notte la passavamo in Questura oppure nell’abbaino della sede RAI, allora in pieno centro, dove potevamo contare sull’aiuto di Avaldino Innocenti I1CAO che ci assicurava il suo supporto tecnico qualificato e ci faceva pervenire gli ottimi panini imbottiti che giungevano dalla sede RAI di Bologna…In quell'occasione si rivelarono in tutta la loro utilità le frequenze più elevate allora accessibili, ossia quelle dette delle “VHF” (Very High Frequency). Un'affermazione prestigiosa dell’abilità e della competenza radioamatoriale la dette il bravissimo Valerio Anglani I1AVB: con il suo ricetrasmettitore autocostruito da 1 Watt - montato in mobile nella sua Fiat Osca 1600 Coupé sul cui tetto aveva installato una antenna Halo omnidirezionale, autocostruita anch’essa  potevamo mantenere ottimi collegamenti con la stazione installata in Questura anche da zone periferiche che normalmente non era loro possibile collegare con le apparecchiature in dotazione.Fu anche da questa esperienza che nacquero l’idea e la consapevolezza realizzativa di quella che sarebbe poi stata “Teletoscana”, la prima televisione libera via etere, alle cui trasmissioni demmo l’avvio nel 1973. Ho conservato intatta la stazione radio che usai nell’emergenza dell’Alluvione, pronta ad essere ceduta per una conveniente sistemazione museale, ed ho anche raccolto la memoria di quei giorni nel mio sito Internet insieme alla documentazione fotografica che ne trassi, servita nel 2006 per la Mostra dei 40 anni dall’Alluvione organizzata dal Consiglio Regionale della Toscana. In questa occasione Susanna Agostini, Presidente della Commissione Politiche Sociali del Comune di Firenze, ricordò il ruolo che ebbero i radioamatori, in questa emergenza come in altre analoghe, enfatizzando la loro utilità sociale. In un mondo sempre più grande e complesso, al cospetto di sistemi per la gestione delle emergenze di dimensioni spesso gigantesche, sembra impossibile concepire come la passione di pochi radioamatori possa generare degli interventi - specie nei casi estremi, quando nulla funziona più   in grado di risolvere le crisi peggiori e di far superare nella maniera meno disastrosa possibile le difficoltà ed le sofferenze di tanti, in attesa che tutto possa tornare a funzionare a vantaggio di tutti. E’ uno dei miracoli della radio, uno dei tanti che sono stati generati dal suo mondo prodigioso che da una parte è riuscito a diventare “antico” in solo 100 anni – come dimostra il suo incredibile cammino di evoluzione tecnica e di design, ben visibile nella splendida mostra qui allestita dall ‘AIRE (Associazione Italiana per la Radio d’Epoca) – e dall’altra ha prodotto l’inestinguibile interesse degli appassionati radioascoltatori   “BCL”, dall’espressione inglese “BroadCast Listeners”  che in Italia si raccolgono principalmente nell’eccellente organizzazione dell’AIR (Associazione Italiana Radioascolto), oltre a quello di una grande ed evoluta quantità di radioamatori, che in Italia si raccolgono principalmente nella ARI (Associazione Radioamatori Italiani): fondata nel 1927, è una delle prima sorte nel mondo. Va comunque osservato che la radio non è solo un mezzo primario di soccorso nelle emergenze: potente e facilmente accessibile mezzo d’informazione, essa è stata ai suoi esordi   ricordo ancora la mia infanzia, con la galena cui faceva da antenna la rete del letto, un magico contributo alla crescita di un mondo ancora pervaso dall’analfabetismo; è stata (e purtroppo seguita ad essere…) un “fiore di libertà”, permettendo alle popolazioni afflitte da dittature di restare in contatto con il precluso resto del mondo. Appaiono quindi del tutto legittimi ed apprezzabili sia l’interesse riconosciuto a queste categorie da un organismo internazionale come l’UNESCO, Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, sia la partecipazione della RAI, con un entusiasmo che l’ha sempre contraddistinta in questo settore.

Foto di Carlo Luigi  Ciapetti I5CLC

 http://www.ciapetti.it/i5clc/alluvione/fotografie.htm 

Ricordi dell'alluvione del '66 di Carlo Ciapetti "I5CLC"
https://www.youtube.com/watch?v=GgYIfoPXo08





Radioamatori Fiorentini a Porta a Porta. (02 Novembre 2016)

A 50 anni dalla tragica alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, che costò la vita a 35 persone e provocò ingenti danni al patrimonio culturale e artistico della città.
Questa la testimonianza rilasciata dal radioamatore "I5CLC" Carlo Luigi Ciapetti di Firenze.





Nel 2012 l'UNESCO proclamò il 13 Febbraio di ogni anno come "Giornata Mondiale della Radiofonia".  


 Nella foto un momento della celebrazione nella Sede RAI di Firenze era il 29 maggio 2012.(con la sponsorizzazione della Sede Regionale RAI della Toscana e con la collaborazione della AIRE Associazione Italiana Radio d’Epoca) , si era svolto una serie di iniziative patrocinate dalla Provincia di Firenze e del Comune di Firenze.
Fra questi, una era stata dedicato a "La Radio per la solidarietà e in situazioni di emergenza" (il link è http://www.base.it/ventus/materiali/120529_RAI.pdf )  

ICARA 2015 - 11° Congresso di Radioastronomia Amatoriale


I prossimi 7 e 8 novembre si terrà l'annuale appuntamento con laRadioastronomia Amatoriale Italiana presso l'Osservatorio INAF di Capodimonte, organizzato dalla SdR Radioastronomia UAI e da IARA - Italian Amateur Radio Astronomy in collaborazione con UAN - Unione Astrofili Napoletani!

Ecco il programma del Congresso.