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sabato 7 settembre 2019

Impulsatore chi era costui ? - seconda puntata

La prima puntata al collegamento :

https://air-radiorama.blogspot.com/2019/08/impulsatore-chi-era-costui-prima-puntata.html

Come misurato la frequenza di ripetizione di questo impulsatore e' di circa 25 KHz , difficile pensare che un oscilloscopio da 60 MHz possa avere problemi a riprodurre impulsi anche rapidi a questa frequenza .



Per sfatare questo mito ci sono due metodi :

Uno teorico , andando a calcolare con una formula il tempo di salita di uno oscilloscopio ed uno pratico , sfruttando la Teoria dei segnali ed andando a misurare lo spettro del segnale dell' impulsatore , il che permettera' moltissime considerazioni teoriche pratiche interessanti .

Nella figura seguente riporto nuovamente un impulso misurato con l'oscilloscopio con scala orizzontale di 50ns per divisione .

Le formule ci dicono che un'oscilloscopio da 60 MHz ha un tempo di salita di circa 5.8 nS che vedremo che non sara' trascurabile rispetto alla lunghezza dell'impulso .


Di seguito invece si puo' vedere lo spettro segnale dell' impulsatore collegato al' analizzatore si spettro . Per sicurezza ho aggiunto esternamente un attenuatore da 20 dB perche' se la potenza media e' bassa , la tensione di picco e' alta e se mi scappasse la mano togliendo tutta l'attenuazione sull' analizzatore , il primo mixer potrebbe non gradire .

Comunque non avete le traveggole , lo spettro e' misurato tra 0 e 1450 MHz , dove ancora e' visibile nonostante l'attenuazione supplementare di 20 dB .
Ricordo che la frequenza di ripetizione e' di solo 25 kHz .
Ovviamente ci sono dei pero' , le leggi della Fisica ed in particolare della energia non possono essere ingannate .
Notate che , vista l'estensione della banda visualizzata , sia il filtro di banda RF che di banda base sono di larghezza 1 MHz , il che vuol dire che al suo interno stanno 40 armoniche dell' impulsatore il cui livello viene sommato .  



Prova ne e' che se si effettua una media del segnale , come nella immagine successiva , questo quasi scompare .
Cio' indica una grande potenza di picco , ma una potenza media molto bassa ( tant'e' che l'assorbimento a 200V dell' impulsatore e' minimo ) .
Non a caso lo spettro e' simile a quelli di un Radar ad impulsi ( o perlomeno al suo segnale di modulazione ) .



Nella figura seguente , effettuata con Max Hold si puo' apprezzare meglio che l'inviluppo del segnale segue una serie di massimi e minimi con andamento periodico e questo sara' molto importante .



Nell'immagine seguente ho ridotto la scansione tra 0 e 100 MHz .
Due considerazioni importanti 
A) Tra 0 e circa 60 MHz ( e' solo un caso che coincida con la banda passante dell' oscilloscopio ) l'inviluppo dello spettro del segnale e' costante entro +/- 3dB . Potrebbe quindi essere usato come  generatore per visualizzare la risposta di circuiti .
B) A circa 84 MHz si ha il primo minimo del segnale che poi risale .


A riprova di quanto asserito sulla potenza media e di picco , si puo' notare che lo stesso spettro , visualizzato con bande RF e Banda base di 3 KHz  invece che 1 MHz praticamente sparisce ....


La conseguenza fisica del punto A e' molto importante .
La Teorie dei Segnali ci dice che il primo zero o perlomeno la depressione nello spettro e' :
- Indipendente dalla frequenza dell' impulso !
- Ma matematicamente e semplicemente dipendente dalla durata dell' impulso con la semplicissima formula che la durata dell'impulso sara' calcolabile con l'inverso della frequenza a cui si ha il nullo ( o depressione ) .
In questo caso , esseno le depressione a circa 80 MHz , la durata degli impulsi sara' di 12 nS .
Cosa direi difficile da valutare con l'oscilloscopio ,anche perche' la forma dell' impulso e' piuttosto diversa da un impulso ( sembra un po' una lancia ).

Vediamo ora cosa succede con un apposito generatore di impulsi con tempo di salita minimo di 5nS e 1uS di larghezza di impulso .

In questo caso l'impulso si vede perfettamente sull'oscilloscopio , vista la sua larghezza e la forma .





Aumentando il valore della base tempi e' possibile vedere piu' impulsi





Il tutto corrisponde perfettamente alla teoria con i minimi che si ripetono ogni MHz ( perche' la larghezza dell' impulso e' di 1 uS .


Aumentiamo ora la posta con un impulso di 20 nS sempre con un tempo minimo di salita di 5nS .



Impulso visto sull'oscilloscopio con scala orizzontale di 50nS per divisione , difficile valutarne la larghezza .


Spettro dell' impulso , con una frequenza di minimo di 54.5 MHz si deduce una larghezza dell' impulso di 18,3 nS  . Difficile dire chi ha ragione .Il generatore di impulsi ha una banda di generazione sinusoidale di 50 MHz e quindi siamo al limite delle sua capacita' .


Comunque diciamo che abbiamo il TX  e che cambiando il diodo led dal campo del visibile con uno ad infrarossi , si cambia gamma .

Si tratta ora di vedere cosa fare per l'RX . Procedo ad accoppiare un aggeggio con un foto-transistor BPW40 che uso per verificare la funzionalita' dei telecomandi ad infrarossi , me che risponde anche decentemente nel visibile .

Lo accoppio con il led dell' impulsatore con un tubetto termo-stringente e confronto gli impulsi del TX e del RX di seguito riportati con le stesse scale dei tempi .






Come mi aspettavo il foto-transistor e' lento e si comporta come un passa basso . L'impulso di uscita e' cosi' allungato che non sta nello schermo .

Nello schema del libro viene usato un fotodiodo a valanga che e' un dispositivo decisamente velocissimo ( assieme ai fotomoltiplicatori che pero' devono essere alimentati ad alta tensione ) per quanto anche i fotodiodi a valanga ( che sono anche piuttosto costosi ) funzionino con tensioni dell'ordine dei 150V .

Si tratta di arrivare ad un compromesso .

Ho un cassetto in cui avevo appositamente comprato per questo esperimento  una serie di diodi PIN veloci che ,con un amplificatore a transimpedenza con un operazionale veloce potrebbero essere un discreto compromesso , e forse anche dei diodi a valanga .

Prossima tappa dell' avventura sara' catalogare e vagliare cosa c'e' nel cassetto e sperimentare una soluzione per l' RX ottico . Ho trovato l'ordine dei diodi nel cassetto , e' del 2007 ....

Non so quando , ma ci sara' una prossima puntata .

Per il momento la cosa e' stata interessante , divertente e molto didattica .






martedì 26 marzo 2019

Anche a Bocca di Magra le leggi delle Fisica e della Radiotecnica sono sempre valide .....

Nonostante le abbondanti libagioni ......che poi erano lo scopo principale dell' evento , ad ampi sprazzi ci sono state " jam session " di verifica amatoriale degli infiniti giocattoli di cui dispone Giampiero Bernardini e che ha messo gentilmente e disposizione di tutti .
Particolare accento e' stato posto sulle antenne che sono l'elemento piu' difficilmente definibile di una stazione radio , ma peraltro spesso il piu' importante .
L'azione combinata delle esperienze e competenze di Giampiero Bernardini , Michele D'Amico , Paolo Viappiani , Paolo Saia , Alessandro Capra ed anche del sottoscritto , ha consentito l'ideazione ed interpretazioni di semplici prove tecniche per arrivare a risultati qualitativi abbastanza seri che confermano ovviamente che le leggi fisiche e della radiotecnica non sono influenzate dal cumulo delle opinioni che a volte si propagano erroneamente solo perche' eventualmente plausibili .
Dopo un breve conciliabolo e' stata approvata l'idea di cercare di impiegare gli stessi segnali presenti in aria dalla LF alle HF come riferimenti .
Essendo molti variabili nel tempo , si e' deciso di visualizzare in un solo colpo da 50 kHz a 30 MHz cio' che le antenne di cui volevamo misurare "la capacita' di radioascolto" potevano offrire , cercando di individuare tra la cinque installate , quelle migliori ,da verificare poi in maniera piu' puntuale .
Si e' quindi impiegato un " vecchio " ma sempre valido SDR-14 che offre la possibilita' di una scansione in un solo colpo di tutta la banda interessata di 30 MHz , andando ad effettuare una media su 100 campioni in modo da cercare di eliminare il fading sui segnali che non arrivavano per onde di terra ( essendo di giorno , diciamo tutti , ad eccezione del segmento 50 kHz - 2 MHz circa " .
Quello che si e' ottenuto e' stata diciamo cio' che possiamo chiamare la " firma " dell' antenna .
Per chi ama le parole Inglesi , una " signature " .
E' stato immediatamente chiaro che c'erano due tipi diversi di " firme " , tre di un tipo , due di un'altro tipo .
Tre molto simili , le altre due pure , ma tra loro completamente diverse .
Di seguito le l'immagine delle " firme " di una delle tre e di una delle due .



Risulta subito evidente la grande diversita' di rapporto segnale/rumore a favore della seconda categoria .
Un breve ascolto con ricevitori ha confermato la tesi che le schermate mostrano chiaramente .
La prima categoria si riferisce a tre Miniwhip di diversa fattura con firme sostanzialmente uguali .
All'unanimita' si e' deciso di interrompere le prove su questa categoria e di continuare sulle due della categoria migliore di cui di seguito si vede la firma dell' altra .


Il primo pensiero che potrebbe venire e' : ma come , non e' quella di prima ? 
In effetti , a parte la grande differenza del CB vicino che si e' messo a trasmettere , le firme , a parte piccole differenze , sono le stesse .

Tuttavia le antenne sono totalmente diverse : una e' il migliore Loop  Weelbrock di ultima generazione ( se volete maggiori informazioni , chiedete a Bernardini il nome esatto ) , l'altra e' una Maxiwhip di 9 m con Balun di Alessandro Capra 1:40 (chiedere a Bernardini ) ed un radiale solo girato sul terrazzo .

Abbiamo anche deciso per evitare di influenzare i giudizi sulle firme , quindi solamente Bernardini sapeva che antenna stava commutando , se volete sapere a quale antenna si riferisce il diagramma ( la cinque per  il primo delle antenne migliori , la quattro per il secondo ) . 
Se volete sapere le corrispondenze , Bernardini ha un foglio .

Le conclusioni ipotizzate ( ricordiamo che Michele D'Amico e' un grande esperto di teoria ed ovviamente anche di pratica di antenne  ) sono : 

A) In campo lontano , come in questo caso , le antenne ricevono secondo il loro diagramma di radiazione , indipendentemente dal fatto che in campo vicino siano antenne di campo elettrico ( tipicamente dipoli ) o di campo magnetico ( tipicamente loop ) . Questo la teoria lo dice chiaramente e qui e' stato verificato .
B) Le piccole differenze visualizzate possono essere legate o al fatto che le misure sono state fatte sequenzialmente ( una dopo l'altra e quindi in tempi diversi ) e non in parallelo e quindi anche se mediate , possono essere state influenzate dalla propagazione  oppure dal fatto che il loop ha due nulli nel diagramma orizzontale . I nulli sono pero' molto stretti e profondi solo a frequenza basse .
Sono solito consigliare di considerare un loop piu' che un' antenna direttiva ( i lobi massimo sono larghissimi ) , un'antenna omnidirezionale con due nulli .
C) Dal momento che la Weelbrock e' un'antenna veramente " piatta " in frequenza ( in quanto loop piuttosto piccolo rispetto alle lunghezze d'onda e caricato con un amplificatore a bassa impedenza che rappresenta il sistema duale del dipolo corto caricato ad alta impedenza e quindi anch'esso sistema molto "piatto ) si puo' ricavare che anche la Maxiwhip , avendo una "firma " praticamente molto simile , presenti una risposta in frequenza piuttosto " piatta" .

Dopo ci siamo dedicati ad un altro tema controverso ( anche se la fisica e la radiotecnica parlano chiaro ) e cioe' la perdita introdotta da dispositivi disadattati ( vedi tabella verso il fondo ) .
In trasmissione e' giocoforza non scendere al di sotto di un certo adattamento poiche' i trasmettitori non sono in grado di gestire grandi disadattamenti .
In ricezione vedremo invece quali sono le conseguenze e quanto gravi .

Abbiamo quindi deciso di confrontare sulla Maxiwhip :

A) Il balun Minicircuits 1:32 ( dichiarato e misurato buone caratteristiche da 30 KHz fino a 10 MHz ) B) Il balun di Alessandro Capra 1:40 , con ottima caratteristiche ( misurate su articolo pubblicato su  Radiorama ) da 1.8 MHz a 30 MHz .

Abbiamo deciso di esplorare con lo stesso metodo delle " firme " il settore dalle LF alle MW perche' di giorno offre i segnali stabili dell' onda di terra .

Il Balun di Capra a frequenze basse e' molto disadattato ( non abbiamo misurato quanto )  , ma le tabelle di perdita per disadattamento in dB non sono cosi' terrificanti , come a prima vista si potrebbe pensare , per cui la prova in ricezione sul caso pratico era d'obbligo , per valutare quale potesse essere il migliore compromesso .

Di seguito le tre " firme " misurate con il Perseus : 


Maxiwhip con balun Minicircuits 1:32 


Maxiwhip con balun Capra 1:40 


Wellbrock

Di nuovo tutte e tre le antenne hanno una " firma " analoga ,anche se la Weelbrock e' piu' piatta sul lato basso essendo un antenna attiva .
Il balun di Capra comunque ha poi solo alla fine una perdita di circa 6dB ( un punto S ) rispetto al Minicircuits sulla frequenza campione di 77.5 kHz .
Il rapporto segnale rumore e' peggiore di questa quantita' , ma piu' che altro perche' ci avviciniamo alla figura di rumore del Perseus .

Per me la situazione era a questo punto chiara a sufficienza . 

Ci siamo divertiti poi a misurare il rapporto S/N su alcune stazioni che confermavano come ovvio la situazione a "larga banda " .

Dopo di che il pensiero di un ottimo pasto ha spento ogni successiva velleita' sul tema ( anche perche' i grafici parlano molto chiaro ) .

Di seguito la classica tabella : disadattamento - perdita che ancora una volta corrobora il fatto che perdite significative si hanno solo con disadattamenti veramente elevati .

RL VSWR LOSS RL VSWR LOSS RL VSWR LOSS
dB dB dB dB dB dB
1 17,39 -6,9 11 1,78 -0,36 21 1,1957 -0,03
2 8,72 -4,3 12 1,67 -0,28 22 1,1726 -0,03
3 5,85 -3,0 13 1,58 -0,22 23 1,1524 -0,02
4 4,42 -2,2 14 1,50 -0,18 24 1,1347 -0,02
5 3,57 -1,7 15 1,43 -0,14 25 1,1192 -0,01
6 3,01 -1,3 16 1,38 -0,11 26 1,1055 -0,01
7 2,61 -1,0 17 1,33 -0,09 27 1,0935 -0,01
8 2,32 -0,7 18 1,29 -0,07 28 1,0829 -0,01
9 2,10 -0,6 19 1,25 -0,06 29 1,0736 -0,01
10 1,92 -0,5 20 1,22 -0,04 30 1,0653 0,00

I giocattoli della sala di  Giampiero ....


Vista dalla passeggiata di Bocca di Magra , si vede la linea di confine dove le acque dolci si mescolano a quelle salate 


Le protagoniste : le Antenne viste dalla strada 


Vista da cartolina dall' Hotel adiacente al QTH di Giampiero 

lunedì 25 marzo 2019

Trucco per misurare l'angolo di irradiazione verticale di un'antenna collineare a "manico di scopa " a 868 MHz

Bob Borri I1YRB , tutto preso dai test sul sistema LORA e nel tentativo di arrivare sempre piu' lontano , mi ha dato una serie di antenne commerciali od autocostruite da misurare .
Misurare l'adattamento e' relativamente banale , ma condizione non sufficiente ( e che ci crediate neanche totalmente necessaria ) per ottenere la voluta distribuzione dell' energia nello spazio ( guadagno in determinate direzioni ) .
Per arrivare lontano , senza direzioni preferenziali nel diagramma azimutale ( orizzontale ) , l'unica possibilita' e' quella di stringere il diagramma zenitale ( verticale ) con un massimo a 0 gradi di inclinazione .
Le prove di guadagno sono state effettuate con il metodo della sostituzione e l'uso della seconda antenna il piu' possibile direttiva , onde evitare riflessioni .
Anche la misura " wobulata " tra 800 e 900 MHz consente di individuare particolari pendenze strane che sono segno che bisogna modificare nel caso la configurazione di misura per evitarle .
Ci sono poi altri trucchi , quali la soddisfazione dei criteri di campo lontano che su antenne grandi rispetto alla lunghezza d'onda , possono portare ad errori di misura .
Su questo non mi dilungo .
Le prove mediate hanno dato grossomodo i risultati che ci si aspettava a parte ,l'antenna piu' lunga che all' orizzonte ha un guadagno intorno gli 8-10 dB in meno di quanto previsto ..

La ragione sembrerebbe essere nel "tilt " verticale esagerato .

La cosa si puo' vedere nel video , di cui perdonerete la rozzezza sia delle riprese che dei metodi tecnici ...

Puo' darsi che il tilt sia minore , per via delle condizioni di campo lontano non ben soddisfatte , ma di certo questa e' la ragione del mancato risultato .

Disegnando la forma del diagramma verticale ( anche per punti ) e' inoltre possibile valutare il guadagno dall'ampiezza  dall'apertura del diagramma a -3dB (poiche l'antenna avra' un diagramma di irradiazione azimutale omnidirezionale per ovvie ragioni di simmetria fisica ) .


martedì 31 maggio 2016

La lampadina migliore - Misuriamo e confrontiamo i disturbi prodotti dalle varie lampade " elettroniche " - 4a puntata

Faccio seguito alle pubblicazioni delle prime tre puntate ai collegamenti :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/05/misuriamo-e-confrontiamo-i-disturbi_12.html

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/05/misuriamo-e-confrontiamo-i-disturbi.html

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/05/misuriamo-e-confrontiamo-i-disturbi_15.html

con la quarta e conclusiva puntata .


Lampadina n.11 - Decisamente la migliore 


Lampadina n.11 - Misura 0-150 kHz 


Lampadina n.12 - Ancora meglio - Pero' non e' valido , e' una normale lampadina ad incandescenza , usata per vedere quale e' il limite inferiore di misura della configurazione strumentale usata .
Il massimo che si intravede a 65 kHz e' sicuramente dovuto a qualche altra lampadina a basso consumo accesa in casa , che induce disturbi sulla rete del sistema di misura 
.
Quindi ritorniamo alla lampadina n.11 : ecco la foto 



Si tratta di una lampadina con quattro filamenti a led diffusi in serie , ritengo che si tratti di una lunga serie di led e forse resistenze che arrivano ad una tensione tale da potere essere alimentati in AC a 230 V .
Qualche indicazione si puo' trovare a questo link : 


Niente inverter direi . Cio' che si vede e' dovuto alla commutazione a 50 Hz e sua armoniche che poi si distribuiscono prima con legge degradante costante da 50Hz fin oltre 30 KHz  per poi risalire casualmente a seconda di risonanze del sistema a cui la lampadina e' accoppiata o di spettro proprio .
Nella lampadina c'e' un' atmosfera di gas .
Se c'e' qualcosa di altro di elettronico od elettrotecnico , puo' solo essere nel corpo metallico .
Ad occhio non sono riuscito a vedere niente , ma state sicuri che prima o poi una la apro per togliermi lo sfizio .
Quello che so ,per averlo "inventato" quando ho provati primi led e' che per accendere un led in corrente alternata , visto che il led e' un diodo , basta mettere una opportuna resistenza in serie  e non c'e bisogno neanche di rispettare nessuna polarita' del diodo che si accendera' durante una delle due semionde .
Se dovessi aspettarmi qualcosa di elettronico all'interno del corpo metallico potrei ipotizzare un ponte di diodi per accendere il led durante ogni semionda , per quanto a 50 Hz l'occhio umano non dovrebbe notare "sfarfallamento" .
Con delle misure elettrotecniche sarebbe facile ipotizzare piu' precisamente senza guardare dentro ( ad esempio guardando se la corrente scorre a 50 o 100 Hz ).
Non penso ad un condensatore per raddrizzare la tensione dopo il ponte di diodi , perche' i condensatori sono componenti inaffidabili .
Per quanto sopra ritengo che questa sia la tipologia di lampadina meno rumorosa dal punto di vista RF ed anche , per le sua semplicita' , la piu' affidabile .
Di seguito la foto del sistema di misura .




domenica 15 maggio 2016

Misuriamo e confrontiamo i disturbi prodotti dalle varie lampade " elettroniche " - 3a puntata

Faccio seguito alla pubblicazioni delle prime due puntate ai collegamenti :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/05/misuriamo-e-confrontiamo-i-disturbi.html

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/05/misuriamo-e-confrontiamo-i-disturbi_12.html



Lampada n.5 - Fo = 43 kHz



Lampada n.6 - Fo = ? direi bassissima ( probabilmente 50-100 Hz ) -
 Impulsi ,molto stretti , si comporta come un Comb Generator . Disturbo senza soluzione di continuita' : " N'apocalisse ...." 



Lampada n.7 : Fo = 43 kHz 



Lampada n.8 : Fo = 45 kHz 



Lampada n.9 : Fo = 78 kHz 



Lampada n.10 : Fo = 58 kHz 


Qualcuno molto attento avra' notato nella foto di insieme delle lampade sotto test pubblicata nella prima puntata al collegamento : 


che la lampada n.1 e' praticamente uguale alla lampada n.6 .

Vi svelo l'arcano . La lampada n.6 e' rotta e non si accende . Non so la ragione , pero' ,come si vede cio' non le impedisce di piantare un " can-can " non da poco . 
Chissa' cosa sta combinando l'inverter interno alla lampada ....

Buono pero' a sapersi : una lampadina che non si accende puo' disturbare non poco ..... !

Anche in questo caso troviamo lampade il cui disturbo puo' essere 40dB maggiore di altre .... 

Nella prossima puntata troveremo la lampadina a LED forse quasi ideale .

Continua .....

giovedì 12 maggio 2016

Misuriamo e confrontiamo i disturbi prodotti dalle varie lampade " elettroniche " - 2a puntata

Faccio seguito alla pubblicazione della prima puntata al collegamento :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/05/misuriamo-e-confrontiamo-i-disturbi.html

Di seguito la configurazione di misura impiegata e facilmente riproducibile :


Come trasformatore toroidale per misurare la corrente ho usato un normale trasformatore di quelli che ci usano nei quadri elettrici per questo scopo.
Lo trovate dell' elettricista sotto casa.
All'interno di una scatola di plastica con un grande buco c'e' il toroide che funziona esattamente come nella figura e quindi c'e una pinza amperometrica . Normalmente il secondario va poi ad uno strumento analogico o digitale che legge la corrente .
In questo caso l'ho collegato all'ingresso dell' analizzatore di spettro.
Si e' usata la funzione di Max Hold e cioe' memorizzazione del picco massimo perche' la corrente non solo e' variabile in funzione della frequenza dell' inverter all' interno della lampada , ma anche con cadenza di 100 Hz ( dovuta al ponte raddrizzatore che alimenta l'inverter ) , quindi le figure risultanti , sarebbero state difficilmente interpretabili e comparabili .
Direte vabbeh' , ma l'analizzatore si spettro non ce l'abbiamo .
Sicuramente avete il ricevitore che volete usare e con il quale potere spazzolare anche a mano le frequenze di vostro interesse , se non un SDR o un oscilloscopio con analizzatore di spettro che arrivi alle frequenze in cui ho effettuato la misura ( ce ne sono ora collegabili al PC che costano anche circa 100 Eu , ne ho uno che uso sul campo ) .

Ma "bando alla ciance" :  ecco il primo risultato con una lampada a vapori di mercurio ( quelle comunemente chiamate al "neon" ) ed inverter elettronico ( le prime comparse sul mercato che hanno rivelato una affidabilita' pessima sia per quanto riguarda l'elettronica , sia per quanto riguarda i ben noti problemi della lampada di per se stessa , in primis i due filamenti di riscaldamento del gas , che sono sempre i primi a rompersi ) .
L'immagine con le varie lampade sotto prova ed i relativi numeri progressivi li trovate nella prima puntata.

L'analisi e' tra 0 e 1.5 MHz .


Lampada n.1 - Fo = 38 kHz 


Lampada n.2 - Fo = 48 kHz 



 Lampada n.3 - Fo = 33 kHz 


Lampada n.4 - Fo = 60 kHz  

Prime considerazioni di massima sulle prime quattro lampade esaminate :

Le frequenze degli inverter variano in questo caso tra 30 e 60 kHz .
Le emissioni di disturbo sono molto variabili come forma e soprattutto come ampiezza ( ad alcune frequenze , anche 40 dB ! ).
Di certo , se avete in giro lampadine del primo tipo , scordatevi una ricezione decente in VLF, Onde Lunghe e Medie ( ma anche oltre ) .
Tra la prima e la quarta lampada , pur essendo tutte e due a vapori di mercurio e con inverter c'e' un abisso a favore della quarta che pur e' di potenza nettamente superiore .
La classe nella progettazione non e' acqua .....
In ogni caso , specie a frequenze basse , siamo ben lontani dal trovare la lampada a basso consumo ideale che troveremo al fondo di questa avventura .

Continua ....

mercoledì 11 maggio 2016

Misuriamo e confrontiamo i disturbi prodotti dalle varie lampade " elettroniche " - 1a puntata

Era un po' che volevo fare delle prove e qualcosa avevo gia' fatto con metodi di massima
"accroccati" tipo bobine messe in vicinanza delle lampade .

Volevo pero' arrivare una configurazione di misura ripetibile , riproducibile ed indipendente da geometria e distanze .

Dopo un po' di prove e di ragionamenti sono arrivato e decidere di misurare le correnti indotte dalle lampade lungo la linea di alimentazione
.
I cosiddetto "disturbi condotti" , che poi , visto le lunghezze delle linee e la non schermatura delle stesse , sono quelli che generano i "disturbi irradiati" e captati dalle nostre antenne .

L'analisi riguardera' tutte le lampadine che ho sperimentato in casa dal punto di vista dell' illuminazione e cioe' 12 tipi .


Continua ......

sabato 6 febbraio 2016

Come misurare Balun e trasformatori RF


Gastone Fausti ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Balun e antenne di IZ2UUF": 

"sono gastone i0zvu , è molto istruttivo ciò che scrivi, sono rimasto soddisfatto di tutto,
ti chiedo di insegnarmi a misurare ,con il vnwa di dg8saq ,i balun in corrente e in tensione .
quando tu ritieni possibile .
grazie ................gastone email faustigastone@hotmail.com "


Se tralasciamo la misura di sbilanciamento (peraltro descritte nelle note applicative al fondo pagina ) , due sono le tipiche misure che si effettuano sui Balun e trasformatori RF  .

Misura di adattamento : S11

Chiudendo il dispositivo sulla porta bilanciata con una pura resistenza pari al valore della sua impedenza di uscita , si misura il coefficiente di riflessione sulla porta bilanciata .

Misura di perdita di inserzione : S21

Si misura l'attenuazione di un dispositivo ottenuto connettendo in cascata due dispositivi con le uscite bilanciate connesse  tra di loro .
Si ottiene cosi' un dispositivo con ingresso ed uscita sbilanciato .
Misurando la perdita di inserziuone tra queste due porte e dividendola per due , si ha l'attenuazione del singolo dispositivo .

Q: How do I measure the insertion loss of a transformer? A: The insertion loss is measured on two transformers connected back-to-back (impedance matched) and dividing the resulting insertion loss by two.

Di seguito i documenti di riferimento della MINICIRCUITS :

http://194.75.38.69/app/TRAN14-2.pdf

http://194.75.38.69/app/AN20-001.pdf

http://194.75.38.69/app/AN20-002.pdf

http://194.75.38.69/pages/pdfs/howxfmerwork.pdf

lunedì 3 agosto 2015

Quanti metri sono lunghi 10 nanosecondi ..... ?

Ma che domanda e' ..... ?

Oggigiorno esistono in commercio oscilloscopi che permettono le misure di differenze tempi di ritardo brevi a prezzi molto ragionevoli ( in questo caso minori di 300 Eu ).
Giocando con dei sistemi di riferimento GPS disciplinati da GPS , ho dovuto giocare e misurare e confrontare piccole differenze di tempo tra impulsi molto ripidi ricavati da tali sorgenti .
In particolare il famoso impulso 1PPS che segna il tempo di un secondo .

Nella figura due degli apparati HP usati a tale proposito .



Mi e' venuto allora in mente che , mandando lo stesso impulso ad un divisore resistivo a 50 Ohm , e poi tramite due cavi all' ingresso di un oscilloscopio a due canali chiuso su 50 Ohm , potevo cercare di misurare la differenza di ritardo introdotta da un cavo inserito in aggiunta su uno dei due percorsi .

Dato che il tempo orizzontale minimo su una scansione era di 100nS , ho pensato di trovare un cavo che introducesse un ritardo di 10 nS.

Per prima cosa , ho verificato che con due cavi uguali le tracce dei due canali si sovrapponessero .



Poi ho introdotto un cavo aggiuntivo provando a caso quelli che avevo in laboratorio gia' preparati , fino ad ottenere una differenza di un quadretto orizzontale e quindi di 10 nS .


Il cavo addizionale e' lungo 2m .




Facendo i conti con un fattore di velocita' di 0.66 ,che e' quello del cavo RG58 , vengono proprio fuori 10 nS .