martedì 27 ottobre 2015

Rovesciamo la Miniwhip

Faccio seguito alla pubblicazione all' indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2015/10/chirio-mini-whip-dove-sta-lantenna.html

per stimolare ulteriormente l'analisi , ulteriori riflessioni e modifiche progressive , volte a capire meglio il funzionamento delle antenne .

Il punto di partenza da cui ci eravamo lasciati :

- Rimuoviamo per semplicita' il traliccio
- Facciamo scendere il balun lungo l'esterno del cavo coassiale
- Mettiamo al posto del tratto orizzontale del cavo coassiale un filo aperto al fondo , eventualmente alzandolo leggermente dal terreno
-Colleghiamo all' uscita del balun un cavo coassiale che funzionera' solo da vero cavo coassiale e non fara' piu' parte della parte captante dell' antenna .


L'antenne non e' piu' "rovesciata" ed assume una struttura conosciuta a facilmente interpretabile
Per chi volesse provare , i segnali saranno fortissimi , forse fin troppo per l'amplificatore della Miniwhip .
A questo punto viene spontaneo sostituire l'amplificatore con un balun passivo con rapporto di salita il piu' alto possibile ( 1:32 ) ,eliminando problemi di intermodulazione e di alimentazione e di rientro di rumori da parte del QTH , specie e frequenze basse , che sono uno dei punti deboli della Miniwhip della prima figura , visto che parte di essa entra nel QTH , come dimostrato all' indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2011/08/analisi-del-funzionamento-della.html

Nel caso si puo' anche mettere un secondo radiale per rendere simmetrica l'antenna ( che diversamente e' un dipolo ad L con un lato vicino al terreno ).
Senza aspettarsi grosse variazioni all'ascolto .
Nel caso in cui non fosse possibile avere il tratto di radiale orizzontale , che vista l'alta impedenze puo' anche essere abbastanza corto , si puo' in sua vece collegare una terra od un "contrappeso" , tipo una ringhiera od altro .
Il tratto verticale suggerito e' di 10 m ( una canna da pesca ad esempio ) , ma buoni risultati si ottengono gia' con un metro di altezza .



Abbiamo "reinventato" assieme la Maxiwhip .

Per chi volesse approfondire , basta che faccia una ricerca sul Blog con MAXIWHIP e/o SUPERMAXIWHIP per trovare tutta la trattazione piu' fine oltre a tutte le possibili configurazioni .

Per chi volesse visualizzare i risultati di una prova con analisi di spettro SDR  con la Maxiwhip e Miniwhip commutate nello stesso posto trova i risultati all' indirizzo :

http://www.brunero.it/ik1qld/antenna/index.html

Lungi da me dire che la Maxiwhip a tutti vantaggi e nessun svantaggio rispetto alla Miniwhip , ma ora ognuno puo' farsi una propria idee su come le due antenne funzionano e decidere cosa preferisce costruire o sperimentare autonomamente le due soluzioni .

Attenzione solo a non cadere nel tipico errore di usare come parametro di qualita' l'ampiezza del segnale ricevuto ( che qualsiasi amplificatore puo' aumentare a piacere ... ) .

Cioe' che importa e' il RAPPORTO SEGNALE/RUMORE ricevuto .

Per valutarlo correttamente e' bene usare l'analisi di spettro di un SDR .

1 commento:

Claudio Re Claudio ha detto...

Pubblico a mio nome un commento ricevuto via email di un amico che preferisce restare anonimo

"Ciao ho letto con attenzione e curiosità il tuo ultimo post sul blog radiorama e sul tuo spunto finale avendo avuto entrambe le antenne montate in simultanea x un certo periodo posso affermare che la maxiwhip era nettamente meno rumorosa anche se aveva da 1 a 2 punti meno di segnale ma con -120 -130 dB di rumore e parlò della fetta di frequenza che va da 0 a 500 khz. La configurazione della maxi era di 9.70 mt di captatore e 2 radiali di egual misura a 3 mt di altezza da terra così come l'antenna a mo di T invertita con una messa a terra su due paletti di rame da 1 mt cadauno interrati. Mentre la miniwhip era posta a circa 8 mt di altezza su canna da pesca alimentata a batteria . ciao e buona serata"

Claudio Re reclaudio@alma.it

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