martedì 30 agosto 2016

" Loop Magnetica per ricezione . Una Antenna facile per le situazioni difficili "


Di Paolo Mantelli – SDR Reporter      paolomantelli@libero.it



L’autocostruzione è la sperimentazione, sono le attività principali che caratterizzano l’hobby della Radio. Realizzare qualcosa con le proprie mani, è una delle più belle soddisfazioni della vita, si impara veramente solo facendo, in tutte le cose. Soprattutto in questi tempi moderni, dove più che sperimentare attivamente, tendiamo tutti a essere consumatori passivi, di prodotti realizzati dalla grande industria. Io non ho grandi abilità nell’autocostruzione, né tantomeno un attrezzato laboratorio, ma come vedrete in questo articolo, per realizzare progetti interessanti non è necessario essere ingegneri e nemmeno avere attrezzature costose. Occorre semplicemente avere lo spirito dell’avventura,  voglia di conoscere e imparare e tanta passione per la Radio.
Queste sono tutte le attrezzature di cui avrete bisogno, per affrontare la maggior parte dei progetti di autocostruzione:

                             


Cacciaviti a taglio e a stella di diverse dimensioni, pinze a becco, un tronchesino affilato, qualche lima, una pinza a molla, un taglierino, una pistola per colla a caldo, un tester, un saldatore con punta piccola da non più di 40 watt, un rotolo di stagno e naturalmente, delle forbici da elettricista. Bene, visto che quello che serve è tutto qua e che potete trovarlo per pochi euro nella ferramenta sotto casa, perché non provarci?
Le antenne a telaio o Loop Magnetiche, hanno accompagnato la Radio, dagli inizi del 20° secolo, fin dalla commercializzazione dei primi apparecchi. Sono antenne chiuse, quindi molto silenziose e selettive, ed hanno il pregio di occupare poco spazio.


Possiamo realizzare Antenne Loop Magnetiche Multispire, o Antenne Loop Magnetiche ad una unica spira. Quello che cambia è il Fattore di Merito o Q dell’antenna, che determina la sua selettività. Una antenna multispire, avrà un Q minore e di conseguenza una minor selettività, ma anche una larghezza di banda in cui sintonizzare le stazioni, più larga. Una antenna con una unica grande spira, avrà un Q molto elevato, una selettività molto elevata, ma per contro, avrà una larghezza di banda in cui ricevere le stazioni molto stretta, costringendoci a ritoccare il condensatore variabile di accordo, anche dopo pochi KHz di spostamento. Per questa elevatissima selettività, le antenne Loop Magnetiche Monospira, sono state utilizzate con successo in ambito militare sia nei ricetrasmettitori da campo, che nei Radiogoniometri fin dal 1906, per individuare la posizione delle stazioni trasmittenti, oppure sia in ambito civile che militare, nei sistemi di radionavigazione.




Vorrei sottolineare che l’invenzione del Radiogoniometro si deve a due italiani, l’Ingegner Ettore Bellini e il Capitano della Regia Marina Alessandro Tosi, che lo perfezionarono nel 1907. Da loro l’invenzione del famoso Radiogoniometro delle Officine Marconi, su brevetto Bellini-Tosi.

L’antenna Loop Magnetica, non è altro che un trasformatore a radiofrequenza, in cui la radiofrequenza catturata dalla spira più grande, viene trasferita per induzione elettromagnetica al controloop più piccolo, che attraverso il cavo coassiale, la invia al ricevitore. Anche se l’antenna è molto piccola, rispetto alla lunghezza d’onda da ricevere, quando si ruota il condensatore variabile, la bobina costituita dalla spira più grande, entra in sintonia con le onde elettromagnetiche in arrivo, e si ottiene un enorme trasferimento di energia, verso la spira del controloop. Il digramma di irradiazione di una antenna Loop Magnetica ha la forma di un 8, con i lobi di ricezione disposti nello stesso verso dell’anello del loop e un nulling molto accentuato, perpedicolare alla forma del loop. Direzionando l’antenna adeguatamente, è quindi possibile eliminare o attenuare fortemente, eventuali disturbi provenienti da fonti vicine, sfruttando la forte attenuazione dei nulling sui fianchi dell’antenna. Altra caratteristica eccezionale di questa antenna, che ha una polarizzazione verticale, è la sua capacità di ricevere segnali DX, provenienti da bassi angoli di radiazione, anche se viene montata vicino al suolo, su di un semplice piedistallo di un metro. Ovviamente però, questo accade più facilmente se siete in campo aperto, piuttosto che se siete circondati da alti palazzi in cemento armato. Queste caratteristiche, la rendono adatta anche per il Field Day, o per le vostre spedizioni di ricezione in campagna.


L’antenna loop magnetica inoltre, è sensibile al solo campo magnetico del segnale a radiofrequenza e considerando che prevalentemente, la maggior parte dei disturbi e del rumore a carattere locale (cioè quello generato da alimentatori switching, PC e TV, dentro casa nostra e nelle case vicine) e contenuto prevalentemente nel campo elettrico del segnale, l’antenna loop magnetica, risulta essere l’antenna ideale, per tutte quelli situazioni in cui il rumore locale, impedisce una buona ricezione, utilizzando antenne filari. Oppure, visto il suo basso costo di realizzazione e la sua semplicità costruttiva, può essere utilizzata come antenna di emergenza o dentro casa, quando a causa di un temporale, le antenne esterne devono essere staccate, per evitare danni ai ricevitori. L’antenna loop magnetica, è un antenna indipendente dalla terra. Occupa pochissimo spazio e non necessita di un collegamento di terra o di radiali, come invece è necessario per le antenne filari. Ed è quindi particolarmente adatta ai contesti urbani, molto ricchi di rumori ed ostacoli e caratterizzati da condizioni di conducibilità del terreno molto basse.


In ogni caso comunque, considerate che è bene individuare ed eliminare il più possibile, quando si usa un Ricevitore, tutte le fonti di rumore che abbiamo in casa. E considerate anche, che l’antenna loop magnetica funziona bene anche dentro casa, a patto che i vostri muri non siano di cemento armato (che contiene al suo interno una gabbia di ferro schermante) o che non sia posizionata nei pressi di grosse masse metalliche schermanti.

Se abitate ai piani alti di un condominio inoltre, l’antenna loop magnetica può essere montata anche in posizione orizzontale, sporgendola da un balcone. In questo caso la sua polarizzazione diventa orizzontale e il suo diagramma di irradiazione diviene omnidirezionale. Per avere un rendimento ottimale però in questo caso, l’antenna deve essere montata ad una altezza pari ad almeno ½ d’onda della frequenza da ricevere.  Ma veniamo alla realizzazione pratica della nostra Loop Magnetica per ricezione. Questa antenna è in pratica un circuito accordato, costituito da una bobina e un condensatore.








Il Loop Risonante è solitamente 1/8 oppure 1/10 della lunghezza d’onda da ricevere. Il Controloop deve essere invece 1/5 della misura del loop più grande. Il Controloop trasferisce il segnale al ricevitore, attraverso un  cavo coassiale da 50 o 75 Ohm.

  Questo è quello che vi serve per realizzare la vostra Loop Magnetica:


Una scatola stagna per impianti elettrici, un condensatore variabile, una manopola, due interruttori a levetta, qualche condensatore ceramico a disco, dei mammutt, qualche spezzone di filo elettrico per i collegamenti, un pezzo di cavo coassiale RG 213 a 50 Ohm o RG 59 a 75 Ohm, oppure del cavo TV a 75 Ohm, degli spinotti a banana o BNC per collegare il cavo schermato alla Radio. E per realizzare il Loop, del tubo in alluminio ricoperto in PVC di quello usato negli impianti di condizionamento. Mancano nella foto, alcune fascette di plastica, il piedistallo e un pezzo di tubo per irrigazione usato come prolunga per il piedistallo, che verranno mostrati più avanti nelle foto.


Questo è il tubo in alluminio molto leggero e robusto, lo potete trovare nei negozi di materiale idraulico o al Leroy Merlin. Viene venduto arrotolato in matasse da 3-5 o 10 metri, ha uno spessore de 16 o da 20 mm.
Ma andiamo con ordine, la prima da cosa da fare, è calcolare i parametri della nostra antenna. In rete esistono dei Loop Calculator, io vi consiglio questo:

Magnetic Loop Calculator v.1.6 by KI6GD


L’antenna che vi propongo funziona dai 160 ai 20 metri. Dobbiamo quindi scegliere un diametro del Loop che sia realizzabile, e che possa avere buone prestazioni generali su questa vasta gamma di frequenze. Facciamo un po’ di calcoli: alla frequenza più bassa, 160 metri : 10 fa 16 metri di circonferenza, che diviso per 3,14 fa un diametro del loop di 5 metri, che mi sembra un po’ improponibile. Mentre alla frequenza più bassa 20 metri : 10 fa 2 metri di circonferenza, che fa un diametro del loop di circa 60 centimetri. Una buona via di mezzo, direi che è un Loop di 1 metro di diametro. Impostiamo quindi i parametri nel nostro Calculator. Circonferenza del loop 3.14 metri (diametro 1 metro), loop circolare, materiale alluminio, spessore 16 millimetri, potenza 10 watt (il nostro loop non è per trasmissione, ma bisogna impostare comunque il parametro), frequenza di lavoro 1.8 MHz.


Da questa schermata, otteniamo diversi parametri, tra cui la capacità del condensatore variabile, che ci serve per sintonizzare l’antenna sui 160 metri, che è di circa 2675 pf. Ripetiamo l’operazione per la frequenza più alta che vogliamo ricevere, i 20 metri.


La capacità minima del nostro condensatore variabile, per i 20 metri, sarà quindi di circa 33 pf. Questo valore è importante, perché non tutti i condensatori variabili, hanno una capacità minima così bassa. Per sicurezza, calcoliamo anche il loop per gli 80 e per i 40 metri.




Da cui deduciamo che per gli 80 metri, il nostro variabile deve raggiungere i 660 pf e per i 40 metri circa 168 pf. A questo punto, abbiamo capito che il condensatore variabile, è un componete fondamentale per la realizzazione di questa antenna. In commercio esistono due tipi di condensatori variabili, principalmente li potete trovare su e-bay, oppure cannibalizzando una vecchia radiolina AM – FM.


Quello a destra, è un condensatore variabile a due sezioni demoltiplicato, da 365 +365 pf. Quello a sinistra, è un condensatore variabile Polyvaricon a mica a 4 sezioni da 140 + 60 + 140 + 60 pf, proveniente da una radiolina da 10 euro, comprata in un ipermercato. Dunque, abbiamo detto che per i 160 mt il nostro variabile deve essere da 2700 pf circa, per gli 80 mt circa 660, per i 40 mt circa 170, e per i 20 mt circa 33pf. Visto che in commercio, un condensatore variabile che copra da 33 a 2700 pf non esiste, come possiamo fare? Semplice partiamo da quello che abbiamo, e aggiungiamo in parallelo dei condensatori ceramici a disco, fino a raggiungere la capacità desiderata. 
Questo è lo schema elettrico risultante della mia antenna, da dove si capisce come risolvere il problema:


Come potete notare, la larghezza di banda varia a seconda della frequenza. Sulle bande basse, 160 e 80 metri, l’antenna è molto piccola rispetto alla lunghezza d’onda e di conseguenza la sua larghezza di banda è molto stretta. Sui 20 metri, dove l’antenna comincia a diventare più grande, rispetto alla lunghezza d’onda, la larghezza di banda sale fino a ben 28 kHz. Iniziamo a lavorare, prendiamo il tubo in alluminio ricoperto in PVC e ne misuriamo 3,14 metri, poi lo tagliamo. Questo tubo è molto malleabile e viene fornito già arrotolato, è quindi facile dargli la forma circolare che vogliamo. Una volta formato il loop, ci serve un piedistallo o cavalletto dove fissarlo. Io ho utilizzato il piedistallo di un vecchio casco asciugacapelli, sul quale ho infilato un pezzo di tubo da irrigazione come prolunga.

                                             



E’ importante prima di fissare i componenti nella scatola, predisporre i fori per il fissaggio della stessa sul piedistallo, poiché una volta fissati i componenti, non è più possibile forarla. Io ho fatto due semplici fori e ho fissato la scatola al montante con una semplice fascetta di plastica.



Una volta tagliato il tubo, asportiamo dalle due estremità la ricopertura in PVC con un taglierino in maniera da scoprire l’alluminio. Foriamo le due estremità del tubo da parte a parte, prima di infilarlo nella scatola. Tagliamo i gommini della scatola stagna di dimensione adeguata, in modo da infilarvi le estremità del tubo a pressione e otteniamo questo risultato:




Nei fori passanti delle due estremità del tubo, infileremo poi delle viti passanti con dado e controdado, che fungeranno da morsetti con un solido contatto meccanico, su cui stringere un pezzo di filo di trecciola di rame nudo. Una goccia di stagno, completerà la realizzazione dei due solidi morsetti, come si vede nell’immagine.


A questo punto, saldiamo insieme in parallelo i condensatori ceramici a disco, fino a raggiungere una capacità di 2080 pf. Seguendo lo schema elettrico, colleghiamo il condensatore variabile agli interruttori a levetta e usando i mammutt, il circuito ai condensatori ceramici, facendo attenzione a lasciare i fili di collegamento abbastanza lunghi (ma non troppo), in modo da poter fissare poi tutti i componenti, comodamente nella scatola.
Ovviamente io ho usato ben 6 condensatori ceramici, per raggiungere la capacità aggiuntiva necessaria di 2080 pf, perché sono quelli che avevo nel cassetto dei componenti, ma nulla vieta di raggiungere la stessa capacità con solo due condensatori da 1000 pf. Consiglio comunque, di utilizzare condensatori ceramici a disco, che sono quelli più adatti per l’uso nei montaggi a radiofrequenza. I condensatori, multistrato o in poliestere, sono invece più adatti a circuiti in bassa frequenza, sotto i 100 kHz, oppure nei circuiti di alimentazione.
Predisponiamo i fori sulla scatola, per il montaggio del variabile e degli interruttori a levetta. Qui ognuno può scegliere come posizionare i componenti, a seconda delle dimensioni della sua scatola e dei componenti che trova.




Io ho scelto di usare alcuni pezzi di plastica, recuperati dal coperchio di una vaschetta di gelato, per realizzare delle mascherine forate, su cui ho fissato il variabile e gli interruttori a levetta. Le mascherine sono poi state fissate alla scatola con la colla a caldo, solo dopo aver verificato accuratamente che i collegamenti siano stati effettuati correttamente e che l’antenna funzioni su tutte le bande.
A questo punto, prendiamo un pezzo di cavo TV lungo 20 cm, togliamogli la plastica e la calza, per realizzare il controloop useremo infatti solo il conduttore centrale, compreso della sua copertura isolante in foam. Fissiamolo ora con delle fascette al Loop principale, come mostrato in figura.



Fissiamo con un mammut il controloop ad un paio di metri di cavo TV, per collegare l’antenna al ricevitore. Infine fissiamo sull’estremità del cavo TV le boccole o la presa BNC.


Colleghiamo la nostra antenna loop magnetica al ricevitore, selezioniamo una banda, settiamo gli interruttori a levetta sulla giusta posizione e cominciamo a girare il condensatore variabile, per trovare il punto di sintonia. Con il volume del ricevitore abbastanza alto, se tutto funziona correttamente, in corrispondenza del punto di sintonia, il volume si dovrebbe alzare di colpo. Se questo non accade, ricontrollate i collegamenti, verificate di non aver fatto dei cortocircuiti nel posizionare i componenti nella scatola e poi riprovate a cercare il punto di sintonia. L’antenna è così semplice, che se non funziona, avete sicuramente sbagliato i collegamenti, magari sugli interruttori a levetta. Quindi con pazienza, ricontrollate tutto fino a quando l’antenna non funziona. La pazienza e la precisione, sono le migliori dote di ogni autocostruttore. Quando si è stanchi, è facile fare degli errori o innervosirsi. Quindi se siete stanchi, smettete di provare, riposatevi e tornate a riprovare con la mente fresca. Questa antenna, può essere usata sia all’aperto che al chiuso, con risultati ed efficienza vicini a quelli di un dipolo, ma con una silenziosità e una selettività molto migliori. Ricordo infine che questa antenna può essere usata solo per ricezione, usarla in trasmissione anche con piccole potenze causerebbe danni irreversibili al trasmettitore. Per usarla in trasmissione è necessario utilizzare condensatori variabili con spaziatura elevata, visto che anche con piccole potenze, sulle armature del condensatore variabile, si sviluppano tensioni elevatissime. Non toccate assolutamente il condensatore variabile di una antenna loop magnetica in trasmissione e posizionatela lontana dalla portata di persone e bambini. In ricezione invece, non si corre nessun rischio e l’antenna può essere tranquillamente manipolata senza problemi.

     Good DX con la vostra nuova antenna Loop Magnetica per ricezione.
   
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              Paolo



Aerostatic Platform ZM-08 - Piattaforma Aerostatica ZM-08 di Massimo Zecca


PIATTAFORMA AEROSTATICA POLIFUNZIONALE DI TIPO FRENATO, SOLLEVABILE AD ALTEZZE VARIABILI, PREVISTA PRINCIPALMENTE PER SOSTENERE SISTEMI D'ANTENNA PER TRASMISSIONI RADIO IN FONIA E DATI. A BORDO SI POSSONO INSTALLARE ALTRESÌ UNA PLURALITÀ DI APPARECCHI, AD ESEMPIO DISPOSITIVI DI RILEVAMENTO AEREO.


Questo nuovo ed innovativo sistema di piattaforme aerostatiche, denominate ZM-08, atte a contenere gas (Elio o Idrogeno) per potersi sollevare ad altezze variabili, secondo il principio di Archimede, si presta ad una molteplice varietà di applicazioni, permettendo di svolgere innumerevoli funzioni in ogni parte del mondo. L’invenzione è nata principalmente, per sostenere sistemi di antenne, al fine di portarli ad altezze tali da poter effettuare trasmissioni radio in fonia e dati, ottenendo una maggiore copertura della superficie terrestre. Su codesti aerostati, si possono altresì installare molteplici apparecchi di visualizzazione e di rilevamento aereo. 
Qui di seguito alcuni esempi di dispositivi che possono essere installati a bordo: 

- Antenne stilo 
- Antenne dipolo
- Videocamere con possibilità di ripresa a 360°
- Fotocamere motorizzate
- Visori Notturni
- Termocamere
- Laser
- Apparecchi per la rilevazione dei dati meteorologici
- Strumentazione per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico
- Fari motorizzati
- Dispositivi per la sperimentazione


INNOVAZIONE


      I principali fattori che rendono innovativo questo sistema, sono i seguenti: 

La capacità di sostenere antenne od altre attrezzature sul polo nord dell’aerostato in modo corretto, senza che la stabilità   della piattaforma risulti compromessa.

- La possibilità di utilizzare simultaneamente la parte superiore e inferiore dell’aeromobile.

- La sua estrema versatilità permette l’impiego d'innumerevoli dispositivi sul campo operativo. Tutto questo, grazie ai  sostegni opportunamente realizzati, per agevolare un'efficace adattabilità a molteplici apparecchiature da collocare a bordo.

- Rapidità e semplicità dei processi operativi d’installazione o sostituzione della strumentazione. In virtù di codeste capacità, diversi dispositivi possono essere utilizzati nel corso della giornata stessa.

5 - La modularità, che permette di configurare la piattaforma, in base alle esigenze. Consente di rimuovere e sostituire l’intero  sostegno, con un altro di forma e dimensione diversa. Inoltre si ha facoltà di decidere, se impiantare e utilizzare il supporto   solo sulla parte sovrastante o solo quella sottostante, oppure su entrambi i poli ove necessario.

DESCRIZIONE

Tale aerostato, preferibilmente realizzato in forme aerodinamiche, per offrire meno resistenza al flusso del vento, è dotato di un foro passante centrale e verticale, aperto alla sua estremità superiore ed inferiore, per fissare e sostenere l’antenna o altre attrezzature mediante vari tipi di sostegno, opportunamente realizzati con materiali leggeri. Codesti dispositivi di sostegno, saranno installati a forza oppure ad incastro con bloccaggio a scatto, mediante corti profilati sagomati, che sono assicurati all’aerostato tramite saldatura, incollatura, ecc.
La suddetta antenna è raccordabile con un cavo coassiale verticale, la cui estremità inferiore è collegata con uno o più apparecchi per trasmissioni radio in fonia e dati. Il sollevamento e abbassamento del sistema, avviene tramite una fune di sicurezza, svolta o riavvolta tramite verricello. L’argano può essere manuale o elettrico (quest'ultimo preferibilmente azionato con radiocomando a distanza, onde evitare che l’operatore si trovi sotto la struttura durante le manovre, garantendone così l’incolumità). La piattaforma è ulteriormente vincolata al terreno, mediante funi di ormeggio laterali, previste in quantità sufficienti per ancorare a terra in modo efficiente l’aeromobile. Tali controventi sono collegati a dei ganci, che sono fissati lungo la mezzeria della parete esterna del globo aerostatico, e distanziati fra loro in modo uniforme. Le cime di ormeggio vengono progressivamente trascinate verso l’alto dalla piattaforma stessa, durante il suo sollevamento. In caso di particolari esigenze, la ZM-08 può essere utilizzata anche senza i tiranti di ancoraggio, e manovrata solo con la corda centrale. 
Per aumentare la sicurezza, il sistema può essere dotato nella parte inferiore, di segnalatori luminosi ed acustici, atti all’indicazione di salita e discesa dello stesso, mentre la parte superiore, può essere equipaggiata con lampade di segnalazione ostacoli al volo (SOV).
Il tutto autoalimentato possibilmente, da pannelli fotovoltaici adesivi.
L’aerostato è dotato di valvole, atte al gonfiaggio e sgonfiaggio dell’involucro. Le stesse sono in grado di garantire altresì un efficiente recupero del gas. Inoltre è prevista una valvola di sicurezza, capace di espellere l'eventuale sostanza aeriforme in eccesso, creatasi a causa dell'aumento volumetrico della camera interna. Tale fenomeno, è da attribuirsi alle variazioni della pressione atmosferica o di temperatura.


Dimensioni e Carico Utile


L’aumento del carico utile a bordo, condiziona le dimensioni dell’aerostato, il cui volume dovrà essere direttamente proporzionale all’aumentare del peso da sostenere. La ZM-08 dunque, sarà progettata in base ai settori d’impiego, con forme e dimensioni appropriate. Il sistema, infatti, può essere prodotto con un ingombro di alcuni metri, fino alla fabbricazione di aerostati con grandezze sino a qualche decina di metri.
Occorre rilevare, che la presente piattaforma, insieme ai sostegni per le apparecchiature, i componenti che sono collegati ad essa, per mantenerla ancorata al terreno e permetterne il sollevamento e l’abbassamento, eccetera; è preferibile che siano realizzati con materiali il più possibile leggeri, diminuendo con ciò le quantità d’elio o idrogeno da introdurre per poterla sollevare, disponendo conseguentemente di un sistema dall’ingombro ridotto.


Altezza operativa e Sistemi di Ancoraggio


In base al tipo di utilizzo, l’altezza operativa e il metodo per ormeggiare l’aeromobile al suolo possono variare.
L’aerostato può essere frenato con fune centrale, con l’aggiunta dei controventi laterali oppure con la sola corda di sicurezza.
Qui di seguito due esempi di utilizzo:

Impiego con ancoraggi laterali

Sistema adatto ad esempio per le trasmissioni radio, monitoraggio video, ecc. In questo caso, l'altezza operativa ottimale (soprattutto per il settore radiantistico) sarebbe di circa 50 metri, ma non si esclude l’opportunità di sollevarlo ad una maggiore altezza, tenendo in considerazione, che la distanza tra i punti di ancoraggio a terra rispetto al centro, aumenta con l’aumentare della quota. Nel video dimostrativo, compaiono quattro ormeggi. Tale numero è solo esemplificativo ma non limitativo. Le estremità superiori di tali funi potranno essere agganciate alla piattaforma, tramite due metodi: 

1° - Allacciate a corrispondenti ganci,  fissati (saldati, incollati, ecc.) direttamente sulla superficie periferica esterna.
2° - Collegate alla tradizionale rete. A seconda del tipo di impiego, quest’ultimo, nonostante aggiunge carico sull’aerostato, restituisce in molti casi, il vantaggio di assicurare maggiore sicurezza al sistema. Aumenta difatti, la resistenza al flusso del vento, evitando un eventuale danneggiamento all’involucro, poiché i punti di aggancio, non sono fissati direttamente sulla parete esterna della piattaforma, come nel primo metodo.
L’estremità inferiore di ogni fune può essere ancorata al terreno, tramite vari sistemi. Qui di seguito alcuni esempi:

- Picchetto metallico avente un occhiello o gancio ricurvo
- Bobina con pretensionatore (fissata al terreno con picchetti, bulloni, ecc.)
- Boe (nel caso di utilizzo in acqua)
- Corpo morto in cemento
- Zavorre riempibili con acqua, sabbia, terriccio, ecc. ad esempio:
- Recipiente rigido in plastica, vetroresina, metallo
- Sacco in PVC, Juta, Rafia
- Hesco Bastion

Utilizzo con sola fune di sicurezza centrale

Con questo metodo, la ZM-08, può innalzare le antenne ad altezze maggiori rispetto alla precedente configurazione, tenendo in considerazione ovviamente, che per via della mancanza dei controventi laterali, la piattaforma avrà meno resistenza ai fenomeni meteorologici ostili. Questo sistema è particolarmente utile altresì, per rilevazioni meteorologiche, monitoraggio degli inquinanti atmosferici ed altre rilevazioni aeree.


Vita in quota


L’aerostato, in condizioni ottimali, può rimanere in quota per molto tempo, purché siano effettuati periodicamente dei rabbocchi di gas. L’interruzione momentanea del volo può avvenire altresì per i seguenti motivi: condizioni meteorologiche particolarmente avverse, sostituzione di apparecchiature, cambio di configurazione dei sostegni, ispezioni, manutenzione ordinaria, riparazioni varie, ecc.


Materiali


Involucro
Sarà realizzato in materiale elastomerico. In caso di particolari esigenze, la piattaforma, potrebbe essere fabbricata con involucro rigido.
In base ai materiali presenti oggi sul mercato, il sistema, può essere fabbricato ad esempio, con il classico doppio involucro:

1°  Camera, atta a contenere il gas , (che darà la forza ascensionale all’aeromobile), realizzata in Polimeri Termoplastici (poliuretano).

2°  Copertura esterna in Nylon Rip-Stop, servirà a proteggere da agenti atmosferici e dai raggi ultravioletti la parte interna. Inoltre, questo secondo strato, permette l’aggancio delle funi di ancoraggio ed altri accessori, evitando di stressare la struttura interiore, che si limiterà quasi esclusivamente a contenere la sostanza aeriforme, riducendo sensibilmente il rischio di un suo possibile danneggiamento.

Sostegni
Saranno costruiti con materiali leggeri e resistenti. Fibra di carbonio, fibra di vetro, alluminio, ecc.

Funi di ormeggio
Detti mezzi di ormeggio sono realizzati in idoneo materiale flessibile e robusto, ad esempio nella forma di fibre tessili intrecciate.

Fune centrale di sicurezza
Realizzata con gli stessi materiali delle suddette cime di ormeggio. In alcuni tipi di aerostati, il materiale di tale corda, può essere formata da fili di acciaio intrecciato.

Corti profilati sagomati
Realizzati in gomma od altro idoneo materiale flessibile oppure anche rigido.


UTILIZZO DEL SISTEMA IN CASO DI EVENTI ATMOSFERICI AVVERSI


In caso di eventi atmosferici particolarmente avversi (ad esempio forti venti), tali da compromettere gravemente la stabilità dell’aerostato (che si trova a quota costante), il sistema sarà abbassato ed ancorato in sicurezza al terreno.
In queste situazioni, il dispositivo continuerà comunque a trasmettere, fornendo momentaneamente una copertura radio ridotta, (approssimativamente paragonabile a quella offerta da un'installazione dei sistemi classici, utilizzati oggi sulla superficie terrestre).
Appena le condizioni meteorologiche lo permettono nuovamente, si riporta in quota l’aeromobile, tornando così ad ottenere una copertura radio maggiore.
Inoltre, durante i suddetti periodi di condizioni meteorologiche proibitive, si può sfruttare la seguente opzione: gli operatori possono approfittare dei momenti di bonaccia, per sollevare la piattaforma e trasmettere in tempi ridotti, pacchetti dati o effettuare brevi trasmissioni in fonia stessa. Riepilogando, dunque, possiamo assolutamente ritenere, che in tutti i giorni (nonostante eventuali restrizioni temporali), si può trasmettere a maggiori distanze rispetto ai sistemi tradizionali.


CAMPI D’IMPIEGO


Di seguito alcuni esempi d’impiego delle ZM-08:

CALAMITÀ NATURALI

Per fare un esempio, immaginiamo la Protezione Civile, che adopera il dispositivo durante una situazione di emergenza, a seguito di una calamità naturale.
La piattaforma aerostatica, tramite le antenne installate a bordo, è in grado di ripristinare le comunicazioni radio per le squadre di soccorso laddove siano caduti i collegamenti ordinari, risultando essere un ottimo strumento per affrontare eventi calamitosi come terremoti, frane, valanghe, inondazioni, esondazioni, ecc.
Simultaneamente, l’aeromobile, grazie alla possibilità di alloggiare a bordo vari apparecchi di visualizzazione e di rilevamento aereo, permette ad esempio, il costante monitoraggio delle zone colpite da disastri naturali e che potrebbero essere soggette ad ulteriori scosse sismiche, dissesti idrogeologici, ecc. Tutto ciò, per garantire una maggiore prevenzione e tutela, del personale addetto al soccorso (operante nell'area di rischio) e/o degli sfollati, situati negli accampamenti di emergenza.
Codeste squadre, durante il trascorrere della giornata, possono utilizzare l’aerostato per disparati impieghi. Per esempio, possono essere sostituite in modo temporaneo o permanente, le attrezzature montate nella parte sottostante, per dare spazio ad altri dispositivi: apparecchi atti ad effettuare rilevazioni meteorologiche, monitoraggio degli inquinanti atmosferici (disponendo in loco di dati molto precisi), sistemi illuminanti, intensificatori di luce notturna, visori a termo-immagine, ecc.
- Protezione Civile
- Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale
- Vigili del Fuoco
- Soccorso Alpino
- Associazioni di Radio Soccorso

SICUREZZA E SOCCORSO IN MONTAGNA

In ambiente montano, le ZM-08 consentono di ottenere un'ampia copertura radio, facendo cosi superare alle onde hertziane, ostacoli naturali che di norma, impediscono efficienti collegamenti. Al contempo, per mezzo della strumentazione di visualizzazione aerea, installata nella parte inferiore dell’aeromobile, si ha la possibilità di monitorare la superficie terrestre.

SPORT

In ambito sportivo, il sistema risulta essere utile ad esempio, per le comunicazioni radio di sicurezza durante le competizioni. Simultaneamente la piattaforma, disposta in una zona d'interesse televisivo, è in grado di effettuare riprese aeree da trasmettere all’occorrenza in diretta TV.

Gli aerostati, dunque, possono essere utilizzati durante gare automobilistiche, motociclistiche e, in generale, per tutte le attività agonistiche in ambiente esterno, ad esempio:

- Formula Uno
- MotoGP
- Gran Turismo
- Karting
- Rally
- Ciclismo
- Sport Invernali
- Sport Acquatici
- Altri sport

● OPERAZIONI DI POLIZIA

● OPERAZIONI MILITARI

● RILEVAZIONI METEOROLOGICHE

● RILEVAZIONI INQUINAMENTO ATMOSFERICO

● RICERCHE ARCHEOLOGICHE

● CAMPO MEDIATICO/GIORNALISTICO

● CONTROLLO VIABILITÀ

● VIDEO SORVEGLIANZA

● SPERIMENTAZIONE