domenica 24 agosto 2014

La radio della Tenda Rossa di Giuseppe Biagi, Ovvero la Ondina 33 di Giulio Salom I1MT


Di Bruno  Lusuriello   IK1VHX

 La sera del 3 giugno 1928 ero presso la tenda, accanto alla mia stazione ricevente, e ascoltavo i comunicati della stampa di Roma, trasmessi dalla stazione di San Paolo. A un tratto un brivido mi corse per le vene, sentendo e scrivendo queste parole : “ Un radiodilettante russo asserisce di avere ascoltato il segnale dell’ “Italia” dalla Terra di Francesco Giuseppe. E’ stato dato ordine alle stazioni russe di prestare molta attenzione “.Io dissi piano al Generale e al Tenente Viglieri : “ci hanno sentiti “.E poiche’ il Generale si mostrava incredulo, gli passai il testo della comunicazione .Egli lesse e una luce di gioia gl’illuminò il volto, mentre il Viglieri destava i dormienti per comunicare loro la grande notizia. Finalmente un raggio di sole penetrava le tenebre che ci avvolgevano… ( tratto da “ I miracoli della radio nella tragedia polare   Biagi racconta”   Mondadori 1929 )

LA MIA RIPRODUZIONE DELLA STORICA RADIO

Affascinato da sempre dalla spedizione del Dirigibile Italia di Umberto Nobile e dal ruolo vitale che ha avuto la Radio nella sfortunata quanto entusiasmante avventura Polare,mi sono deciso a realizzare una riproduzione della famosa Ondina 33,il trasmettitore di emergenza di bordo in onde corte che il Radiotelegrafista Giuseppe Biagi, utilizzo' dal Pack al Polo Nord nel 1928 per trasmettere l's.o.s. che venne ascoltato dal radioamatore sovietico Nicolaj Schmidt.

La radio originale (ne furono costruiti 6 esemplari ) e' normalmente conservata nel Museo dell'Arsenale della Marina Militare a La Spezia ed esposta in questo periodo fino a settembre 2014 in opportuna sala a disposizione, assieme a tanti altri cimeli dei primi del 900,per essere toccata ed ammirata, grazie ad un evento : " Da Marconi al tablet " voluto dal Museo ed organizzato in collaborazione della sezione ARI di La Spezia.
Non potevo quindi, non fare una visita preliminare al Museo, l'anno scorso,per visionare l'estetica, le dimensioni e tutte le informazioni catturabili fotograficamente per ottenere dati preziosi.
Grazie all'amico Andrea Ferrero dell'Aire Piemonte, il quale gentilmente mi ha procurato la manopola demoltiplicata Allocchio Bacchini originale della sintonia, e grazie ai suoi consigli,sono potuto risalire anche alla disposizione dei componenti all'interno e ricavarne una mappa millimetrata piu o meno precisa, come quella dei comandi a frontale.
Lo schema elettrico originale di quello che in fondo, altro non e' che un oscillatore di potenza Hartley che usava un triodo a riscaldamento diretto tipo Philips TB04/10 da circa 10 watt massimi di potenza dissipabile ( circa 5 in antenna ),si trova facilmente in rete.

Sono stato pero' combattuto se realizzare una riproduzione piu o meno fedele anche circuitalmente che mi avrebbe pero' impegnato di piu nel ricercare i componenti originali per ottenere poi un trasmettitore dalle caratteristiche tecniche " mediocri " ,oppure scegliere un progetto valvolare che mantenesse un certo fascino ma perseguendo obiettivi tecnici piu ambiziosi, compatibili coi moderni apparati radio riceventi in telegrafia. Ho scelto la seconda idea.  La mia riproduzione impiega quindi un moderno VFO a stato solido tipo Vackar con ottima stabilita' in frequenza e buone caratteristiche di purezza spettrale. 
Ho ottenuto da questo poco meno di 10 mW di potenza su 50 ohm sulla banda amatoriale da me scelta dei 40 metri e limitando l'escursione della sintonia da 7000 kHz a poco piu' di 7050 kHz,fetta usata per la CW. Il segnale del VFO che e' sempre acceso con i 12 volt di alimentazione presenti, pilota un doppio stadio valvolare d'amplificazione che utilizza una 6AG7 metallica e una 6L6 ( tubi di facile reperibilita' e dai modici costi ).

Con circa 360 volt di alimentazione anodica,ho ottenuto su 50 ohm, circa 10 watt.
Un opportuno circuito di ritardo accensione filamenti, ideato dall'amico Crapella Vittorio,mi ha consentito di mettere in serie i filamenti dei 2 tubi ( usando anche opportune resistenze di bilanciamento carico ) a 6,3 volt ciascuno che si accendono gradualmente in 8 sec. circa per poi alimentarsi a regime a tensione di batteria ( che notoriamente ha grandi spunti di corrente che avrebbero rischiato di danneggiare le valvole ).

Per ottenere i 360 volt di anodica,ho scelto un opportuno inverter ad hexfet e trasformatore 12 + 12 / 220-380 volt ad integrato oscillatore e regolatore stabilizzato per avere tranquillamente oltre 100 mA con variazioni da vuoto a carico di pochi volt. Ho equipaggiato il modulo di alimentazione di piccola ventolina a 12 volt da computer.



Nella radio originale di Biagi ( progetto di Giulio Salom I1MT consegnato alle officine R.T. di Spezia che la realizzarono apponendo la scritta Ondina tipo " S" in onore al suo progettista "S"alom ),l'anodica del triodo e' ottenuta con bobina AT di motocicletta dell'epoca da 4 CV.E' stato aggiunto un contatto vibrante a mo' di rocchetto di Rumkorff che consentiva la trasformazione della corrente continua di batteria in tensione alternata pulsante. Sul frontale della radio originale e' presente, oltre alla manopola di sintonia,una piccola manopola che comanda un reostato per variare la corrente di filamento a 8 volt, prelevata dalla serie a 12 volt principali. Nella mia riproduzione, tale comando e' sostituito dall'accordo in antenna. Visto lo schema originale e data l'impossibilita' di indagare nell'interno del modulo di AT della Ondina ( se non coi raggi X visto che pare tutto vulcanizzato ),e' probabile che l'assenza di rettificatore abbia consentito al triodo di trasmettere un onda telegrafica modulata dal tono di vibrazione del rocchetto con conseguente ricezione piu facilitata. Stando anche ad alcune foto tratte da " Le Radio del Generale Nobile " di Soresini dove si vede la pubblicità' della bobina, sembra che la stessa, di dimensioni ridotte,sia stata incorporata nel modulo interno piu grosso. Nella radio originale si notano particolari di pece o altri materiali analoghi che fissano il meccanismo vibrante in testa.

Tralasciando l'idea di farmi costruire la cassetta in legno da un falegname di professione con relativi costi ,ho acquistato da Ikea alcuni pannelli di legno pino chiaro spessi 18 mm che mi sono fatto tagliare dal Faidate' di fiducia , incollati e avvitati opportunamente per realizzare, tenendo presente il futuro spessore del pannello frontale in bachelite da 10 mm, una cassetta larga 550 mm, alta 220 mm e profonda 250 mm ( misure tratte dalle proporzioni fotografiche con le misure degli strumenti Weston da pannello e dal libro di Biagi del 1929 " I miracoli della radio " Biagi racconta ).L'uso di levigatrice orbitale, mi ha consentito di pareggiare alla perfezione i pannelli assemblati come di levigare il pannello di bachelite per prepararlo alla verniciatura ( la bachelite originale era troppo tendente al rosso mentre l'originale e' sul testa di moro ).

Con opportuno impregnante in gel all'acqua e dando diverse mani,ho cercato di dare il colore migliore al legno economico.
Reperire il pannello spesso in bachelite non e' stato facile. E' un materiale ormai usato piu poco ma,via e-bay,ho trovato una ditta in Calabria che l'aveva. Il taglio dovuto alla rifilatura a misura e' stato altrettanto difficoltoso. Solo lo stesso Faidate' dove mi sono rivolto per il taglio dei pannelli di Ikea, ha voluto lavorarlo. Gli altri a cui m'ero rivolto non volevano rovinare il filo delle lame delle troncatrici ( lame peraltro riaffilabili nel tempo ). Per i tre grossi fori degli strumenti ho usato apposita punta da trapano a colonna con lame laterali regolabili tipo compasso.
Da Leroy Merlin dove si trova quasi tutto, le cerniere in ottone del pannello superiore, le chiusure a gancetto laterali e la cerniera lunga in ottone a compasso interna laterale.
Per il telaietto metallico interno che ospita i circuiti e le due valvole, avrei potuto acquistare una teglia da forno in alluminio già fatta ,se non fosse stato che la mia consorte mi avesse suggerito l'idea solo dopo che avevo realizzato il tutto da un grande foglio da 1,2 mm in alluminio spendendo energie per il taglio e la piegatura...almeno c'e' stata la soddisfazione di " plasmare " il metallo come il legno della cassetta quasi come un vasaio plasma la creta...hi ! :-) 


Il VFO a stato solido e' stato il primo ad essere realizzato. Inizialmente avevo usato per l'oscillatore un toroide ad alta permeabilita' ma l'oscillazione non avveniva. Solo con l'impiego di 2 toroidi Amidon appaiati, ho potuto ottenere l'oscillatore desiderato limitandone l'escursione in frequenza con opportuno condensatore NPO in serie al variabile principale.
Mi sono compiaciuto perche' la deriva in frequenza del VFO da spento a dopo acceso da 1 ora,non supera la decina di Hertz su 7 MHz.
Le armoniche sono piuttosto soddisfacenti tranne la seconda che era solo 36 dB sotto e ho dovuto variare la polarizzazione dello stadio finale impiegando un 2N3866.
Tale seconda armonica e' stata poi smorzata durante l'amplificazione dal circuito risonante parallelo interstadio valvolare e da una trappola che ho previsto sull'uscita della 6L6 nella basetta wattmetro passante. Ora,tranne la seconda che e' a - 46 dB,le altre sono tutte 50 dB sotto. 
La radio originale prevede,tutto a sinistra, per misurare la corrente RF d'antenna,un termoamperometro RF Weston da 1 A di non facile reperibilita'.In altre riproduzioni viste, ho notato la presenza di un termoamperometro da 2,5 A f.s.,come quello regalatomi dal mio amico Carlo ( un pregiato Signal Corps. ) ma con 5/10 watt non credo manco si possa muovere,cosi,pensando di sfruttare 3 strumenti Siemens in bachelite nera gia in mio possesso rispettivamente da 10 mA,10 mA e 1 mA ( visti a 50 euro cad. su e-bay ),e rifacendo le scale con opportuni shunts,aprendoli per grattare le vecchie scritte e rifarle coi trasferibili,ho ottenuto i tre strumenti che volevo :
1 amperometro DC da 8 A f.s.
1 milliamperometro DC da 200 mA f.s.
1 wattmetro passante 0/20 watt

Ultimato l'assemblaggio dei circuiti sotto il telaietto,con l'amico Carlo, visto che gia' avevo provato ad accendere il TX con buoni risultati ma con scarsa potenza in uscita ( m'ero scordata una capacita' che avevo previsto in parallelo al variabile del circuito LC interstadio per " centrare la sintonia " ),abbiamo riallineato il TX portando la tensione RF sulla griglia della 6L6 da pochi volt ad oltre 30 e con 10 watt in uscita e diminuzione della corrente anodica assorbita da 120 mA ( pericolosi ) a 70 circa. La prova d'ascolto del tono trasmesso con Racal 1792 e' stato a dir poco strabiliante .Assenza di residui di alimentazione ( 200 Hz ) e stabilita' in frequenza perfetta con clicks di manipolazione praticamente nulli.
In ultimo ma non meno difficoltosa e' stata la ricerca,sempre via e-bay,dei caratteri bianchi trasferibili per realizzare le scritte sul pannello, protette poi da pennellate di vernice opaca protettiva acrilica all'acqua.
Ho pensato di montare una lampadinetta al neon per monitorare l'anodica all'interno della Radio...tanto per ricordare che i condensatori elettrolitici, a radio spenta, non si scaricano immediatamente...con conseguenti scosse per dimenticanze associate a manovre maldestre .Dei 4 morsetti laterali della Ondina 33 originale previsti per i 12 volt generali e gli 8 volt del filamento del triodo,ne ho utilizzati 2 per portare fuori il parallelo del tasto telegrafico entrocontenuto ( comprato ad un mercatino ) e manipolare con altre modalita'.



I miei particolari ringraziamenti vanno ad Andrea Ferrero dell'Aire di Torino che ha avuto la pazienza di leggere le mie concitate quanto numerose e-mails, preso dalla passione entusiastica dell'autocostruzione e all'amico Carlo Bovone ex collega Sip,ora Telecom Italia, meticoloso tecnico metrologo e studioso accademico.


      Cordialmente, 73

 de ik1vhx Bruno - Genova    

Tutte le foto dell'Ondina 33

QSL dell'evento
Con questo trasmettitore autocostruito IK1VHX ha rievocato l'evento trasmettendo l'S.O.S. dalla Tenda Rossa, da vedere il seguente post :

Evento rievocazione storica ascolto S.O.S. trasmesso dalla Tenda Rossa

http://air-radiorama.blogspot.it/2014/07/evento-rievocazione-storica-ascolto-sos.html

Video della replica della Ondina33 operativa in trasmissione sui 40 metri una sera dal 31 luglio al 4 agosto 2014 durante l'evento rievocativo dell' 86 esimo anno della Tenda Rossa

   


2 commenti:

Luciano Marinig ha detto...

magnifico!!! dove posso trovare indicazioni originali per ripetere la sua costruzione?un vivo ringraziamento a chi mi aiuta. i w3 qrc.

Giuseppe Biagi ha detto...

A nome mio e della fam.Biagi un sincero grazie per quello che stai facendo per il ricordo del nonno.
Biagi Giuseppe

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