sabato 5 novembre 2016

CASSETTINA AGGIUNTIVA “ GELOSO “ PER STAZIONI FOTOFONICHE DA 180 mm.


Di Ezio Di Chiaro  

Cassettina nella sua borsa originale da portare a tracolla

Credo che qualcuno specialmente i giovani si chiederanno cosa fossero  queste stazioni Fotofoniche, basta cliccare sulla tastiera e subito si apre il mondo su  questo vetusto sistema di comunicazione inventato nel 1880  da Alexander   Graham  Bell   si proprio quello del telefono. 

          
   Connettore per collegamento con il Fotofonico            Connettore antenna  con tappo di protezione
     



Vista internamente si nota il pregevole condensatore variabile in ceramica


Vista interna in evidenza la valvola ed il trasformatore di modulazione  

La bobina del circuito oscillante
  

Frontale in evidenza i pulsanti  rice-trans e la manopola di sintonia


 Cassettina e  libretto originale

 

    Cassettina collegata ad una antenna       Cassettina collegata al sistema Fotofonico

Schema elettrico Geloso

Il sistema si basava sulla modulazione di una fonte luminosa, per fare questo Bell  ideo ‘un microfono costituito da una membrana riflettente su cui veniva fatto incidere un raggio di sole che veniva convogliato per mezzo di uno specchio La membrana era preceduta a breve distanza da un diaframma contenente un gran numero di piccoli forellini .La  voce immessa attraverso un tubo metteva in vibrazione la membrana ,in questo modo il raggio di luce che  veniva riflesso  trasportava l’informazione vocale sotto forma di variazione di intensità luminosa .Come rivelatore impiegò una cella al Selenio su cui il fascio di luce veniva focalizzato per mezzo di uno specchio concavo ,il rivelatore traduceva le deboli fluttuazioni di luce in variazioni di resistenza elettrica proporzionali alle vibrazioni meccaniche originali .Il circuito di ricezione era costituito da un collegamento in serie dalla cella rivelatrice le batterie di alimentazioni e la cuffia. Con questo sistema Bell riuscì a inviare la prima trasmissione Wireless telefonica  alla considerevole  distanza di 213 metri,  il sistema  non ebbe un utilizzo pratico al momento  e fù abbandonato .Riscoperto nei primi anni della prima guerra mondiale dagli inglesi ed americani  in cui diverse aziende iniziarono a utilizzare il sistema migliorandolo dando vita alle prime costruzioni di stazioni Fotofoniche .



In Italia nel periodo della seconda guerra mondiale  il sistema fu utilizzato per la costruzione  di stazioni Fotofoniche  da parte di diverse aziende come Safar, Micromeccanica ,Galileo che produceva le parti ottiche   le stazioni Fotofoniche potevano essere istallate in postazioni  in campo aperto   su solidi cavalletti trasportati  da due soldati   oppure sul basto di un mulo, la messa a punto era piuttosto macchinosa  le due stazioni dovevano effettuare una taratura di collimazione entrambe tramite i mirini posti sui gruppo ottici per la massima efficienza . Moltissime stazioni furono istallate in postazioni fisse a guardia del famoso “ Vallo del Littorio “  meglio conosciuto come Vallo Alpino  un sistema di fortificazioni formato da opere di difesa (BUNKER) costruiti durante il ventennio per proteggere il territorio italiano dai paesi confinanti come Francia, Svizzera, Austria, Jugoslavia. La distanza coperta dalle due stazioni perfettamente allineate  andava dai  3 ai 10 km ma erano  fortemente determinata  dalle condizioni atmosferiche ,la nebbia, la pioggia  ed il fumo in caso di cannoneggiamento  riduceva la loro efficienza quasi a zero. Si cercò di correre ai ripari per risolvere almeno in parte  il  problema . Furono interpellate varie aziende nazionali per trovare una soluzione  tra cui la società Geloso  che nel giro di pochi mesi  trovò la soluzione abbastanza semplice e funzionale. Progettò   e   realizzò  la famosa  “ Cassettina Aggiuntiva  che con una semplice operazione tramutava  la stazione Fotofonica in un ricetrasmettitore   VHF funzionante sui circa 50 MHz aumentando la sua  efficienza ad oltre 30 KM in linea d’aria .La cassettina era costituita da un contenitore metallico con all’interno tutta la componentistica passiva  ed una valvola R.R. B.F. Zenith che svolgeva la doppia funzione come oscillatore in  trasmissione ,ed  amplificatore in reazione, in ricezione tramite la semplice commutazione dei  due  pulsanti  esterni ,inoltre era dotata di una manopola esterna per affinare la sintonia  per il massimo segnale. L’alimentazione era fornita dalla stessa  stazione Fotofonica tramite un apposito cavo che veniva collegato ove  in precedenza era collegato il cavo della  la lampada e la cellula. Lo  stesso cavo  portava il segnale dal modulatore alla Cassettina in Trasmissione   come pure il segnale in ricezione  amplificato per le cuffie . In pratica per passare dal sistema ottico  al sistema a radio frequenza bastava   scollegare il  connettore  che alimentava la lampada e la   cellula e collegarlo al connettore della  Cassettina  con la sua antenna di circa un metro posizionandola per il miglior rendimento.Questa cassettina in origina era istallata sullo stretto di Messina su una stazione Fotofonica , nel periodo di guerra veniva utilizzata  solo in casi di emergenza, il  Fotofonico aveva tanti difetti ma aveva un grande pregio  non era possibile la intercettazione dei messaggi  da parte delle parti avverse. Finita la guerra  questa Cassettina la ricevette in regalo l’ing Geloso da un suo cliente siciliano la custodiva insieme ad altre minuterie e lui care dopo la sua morte  fu ereditata dal carissimo ing Velicogna   che qualche hanno fa’ volle farmene dono  con la promessa che   l’avrei custodita come una reliquia.


       Stazioni Fotofoniche Italiane





Postazioni Fotofoniche   nei   “ bunker  del Vallo Alpino  
   


    

Soldati della Wehrmacht mentre provano le stazioni Fotofoniche 






Stazioni Fotofoniche Vintage usate da collezionisti tedeschi
  
Questo articolo  l’ho realizzato  grazie alla collaborazione dell’amico Carlo La Perna grande collezionista di apparecchi Geloso ed  il suo amico Davide  Bagnaschino  autore di diversi libri sul Vallo Alpino che mi hanno aiutato nella ricerca  dei particolari   fornendomi moltissime foto  ed informazioni .  Grazie



1 commento:

Claudio Zupin ha detto...

Come ricercatore, avrei piacere di comunicare con il sig Ezio Di Chiaro per approfondire l'argomento fotofoniche e scambio di opinioni!
Cordiali saluti.
claudio.zupin@gmail.com

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