giovedì 24 dicembre 2015

RH6/1000 Shelter TELETTRA -Vintage militare


 RH6 - versione con shelter aggiornato negli anni ‘80

di IW5ELC Emanuele Livi e IZ2ZPH Paolo Cerretti

Si intravedono due dei quattro martinetti che consentono la movimentazione autonoma dal veicolo di trasporto. In alto a destra il quadro collegamenti. Fu utilizzata in maniera completa soltanto a partire dalla prima missione di pace in Libano. Ha accompagnato le truppe svolgendo sempre egregiamente i compiti assegnati finché è stata sostituita da materiali più moderni. Per la cronaca alcuni dei “sostituti” sono Telettra o diretti discendenti.
Gli apparati radio per impiego militare affascinano sia gli appassionati di militaria ma soprattutto i radioamatori. Questi ultimi in particolare nel caso in cui sia possibile un riutilizzo per svolgere la loro attività.
 Un breve ripasso storico.
 Alla fine della II GM esisteva un surplus di materiale per telecomunicazioni quale lascito delle truppe angloamericane. Molti di questi apparati sono entrati in dotazione al neonato Esercito Italiano spesso però creando situazioni di incompatibilità tra le unità. Con il passare del tempo l’obsolescenza si è fatta sentire e si è provveduto ad integrazioni e sostituzioni ma sempre, almeno per l’EI, con apparati prevalentemente valvolari e di provenienza o progettazione USA. Bisogna attendere la metà degli anni 60 per l’entrata in servizio di apparati sintetizzati allo stato solido di produzione nazionale. C’è da sottolineare però, che quando è stata richiesta una potenza di 100w in hf si è ricorso, almeno per lo stadio finale, ad un tubo a vuoto. Saltiamo a piè pari al 1973, anno nel quale si succedono due eventi apparentemente distinti ma che andranno presto a convergere. A Chieti Telettra, la più importante azienda italiana di apparati per telecomunicazioni fondata nel 1946 ed uno dei leader mondiali del settore dei sistemi di telefonia fissa e ponti radio, inaugura lo stabilimento destinato ai prodotti per la difesa. Fino ad allora si era limitata a sistemi telefonici e ponti radio, ma l’dea è quella di cimentarsi anche in apparati radio HF e VHF. Passano alcuni mesi e a qualche centinaio di km di distanza, al Ministero Difesa, si tracciano i piani per l’entrata in servizio di un sistema di trasmissione HF di alta potenza per usi fissi e mobili, installato in shelter  scarrabili che oltre alle tradizioni fonia e telegrafia, consenta anche l’uso della sempre più in voga RATT ovvero la telescrivente via radio. Tale sistema dovrà essere comandabile a grande distanza ed autonomo nel trasporto e nell’uso. Per la verità il progetto non nasce al Ministero…. Come spesso accade è una Azienda fornitrice che propone un’idea che se approvata diventerà oggetto di gara d’appalto. Solitamente l’Azienda proponente se lo aggiudica in quanto ha disponibile l’unico progetto aderente alle specifiche … Ma non sempre finisce così...
La gara
Alla gara di appalto vengono presentati tre progetti:
1) Quello “originale” che in realtà integra apparati General Dynamics con unità proprie e solo parzialmente allo stato solido
2) Uno basato su tecnologia Collins, anch’esso parzialmente allo stato solido
 3) Il prodotto dell'outsider Telettra, quasi inaspettato
L’azienda di Vimercate, anzi di Chieti nel caso specifico, non è pronta con una linea di apparati propri. Ha una grande esperienza nei sistemi di multiplex e commutazione ma niente in HF. Si appoggia quindi al leader francese del settore (Thomson CSF) che concede la licenza di produzione di un apparato simile a quanto richiesto dal capitolato, in uso in Francia, completamente allo stato solido. Pur avendo le caratteristiche richieste, non è recentissimo e prevede solo un semplice telecomando con poche funzionalità. A Chieti migliorano il progetto, lo dotano di un sofisticato (al tempo) sistema remoto basato su multiplex che sfrutta un doppio doppino telefonico per poter utilizzare l’apparato fino ad alcuni km di distanza senza perderne le funzionalità. Telettra si aggiudica l’appalto, nonostante le proteste dell’Azienda che ha ideato il sistema oggetto di capitolato, in quanto l’offerta di Chieti è l’unica che, oltre a soddisfare le specifiche, le supera. Furono realizzate circa 140 unità con il nome ufficiale di RH6/1000 entrate in servizio nel 1976 e che hanno svolto una lunga e onorata carriera fino agli inizi del 21. secolo. Per la verità, a metà degli anni 80, alcune stazioni sono state messe in riserva. Le rimanenti hanno subito un aggiornamento di mezza vita. Gli amplificatori sono stati aggiornati con moderni circuiti a mosfet e gli shelter sostituiti con unità più recenti. Per il resto è rimasta sempre la stessa cara vecchia RH6.
Questa è la storia ma…..
 Come mai non è nota anche agli appassionati più attenti? Forse perché è stata in uso in pochi reparti selezionati, in particolare quelli che sono stati impegnati in missioni all’estero a partire dagli anni 80 o in operazioni di supporto a calamità naturali. Inoltre a differenza di altri apparati, dopo la messa fuori servizio, non è finita sul sempre più magro mercato del surplus, se non come poche e isolate componenti provenienti per la maggior parte dal parco ricambi. E vedendo un singolo componente è difficile conoscerne la provenienza… se non si conosce l’insieme……
Vediamola più da vicino
Come si è detto è un sistema di trasmissione di alta potenza per utilizzi fissi e mobili. L’unità è autonoma (a parte l’alimentazione) e climatizzata I componenti rimangono sempre all’interno dello shelter anche nell’uso come stazione fissa. Solo il telecomando viene estratto e portato, insieme al ricevitore ausiliario, alla distanza richiesta All’esterno appare come un normale shelter se non fosse per i supporti delle antenne a stilo su due lati (2 antenne riceventi una antenna trasmittente) e per alcune griglie di ventilazione All’interno ospita i componenti della stazione e fino a due operatori (se usata localmente) .
Elementi principali della stazione
 Trasmettitore sintetizzato allo stato solido con moduli di potenza sostituibili a caldo (1kw) .Ricevitore sintetizzato (due unità presenti) ad ampia copertura su tutti i modi operativi previsti. Sottosistema di adattamento antenne per stili e dipoli. In seguito integrato da altre tipologie Gruppo telecomandi locali e remoti Sistema di controllo, incrocio e scambio antenne Unità telescrivente (inizialmente Olivetti poi Philips) Accessori di installazione (cavi, antenne, paleria) Impianto di climatizzazione estivo/invernale Distribuzione energia elettrica con sistema di emergenza basato su inverter statico (per il solo ricevitore) Possibilità di controllo remoto fino a 3 km (e oltre) dallo shelter tramite due semplici doppini telefonici. Da progetto poteva essere utilizzata anche in movimento con antenna a stilo ripiegata ed alimentata con gruppo elettrogeno carrellato, anch'esso telecomandato.
Le immagini che seguono ritraggono l'unico esemplare completo preservato a fini storico/documentali e componenti esposti in collezioni pubbliche e private in Italia .
Interno stazione RH6

Al centro il trasmettitore (aggiornato a mosfet), in alto gli adattatori di antenna e a pavimento l’inverter per l’uso in emergenza dei ricevitori Sulla fondo a destra dall’alto il climatizzatore, il quadro antenne e i cofani di protezione Sullo scaffale a destra i ricevitori, il gruppo telecomandi e lo spazio per la telescrivente Le borse contengono le antenne e gli accessori vari. 
Trasmettitore. Al centro i 4 moduli di potenza sostituibili a caldo

                                  Ricevitore (pronto per il posizionamento remoto).

Rx e tx utilizzano una costruzione modulare con elementi sostituibili dal frontale. A bordo sono installati due ricevitori identici Il progetto originale è Thomson CSF fine anni 60 ma molte parti sono state sostituite o modifica da Telettra anche per agevolare l’utilizzo del sistema remoto Il funzionamento era in CW, SSB, DSB e RTTY/RATT con possibilità di half duplex. In DSB potevano essere trasmessi due segnali diversi contemporaneamente.

Panello di comando locale / remoto

 Le unità sono controllate da questo pannello sia nell’uso locale che in quello remoto. In emergenza è possibile controllare gli apparati direttamente dal loro frontale.

Interno e retro pannello di controllo
(telecomandi sviluppati in Telettra) utilizzando sistemi di multiplex analogico a controllo digitale
Unità centrale di telecomando (sviluppata in Telettra)
Come cita il titolo : schema interconnessione apparati

                                                       Una delle tre basi antenna a stilo.

Erano disponibili stili da 5m in ricezione e stilo da 10metri (riducibile a 5 ) in trasmissione. Inoltre potevano essere utilizzati dipoli, filari e, più recentemente per installazioni a lungo termine, una cortina di dipoli con adattatore dedicato.



Vista laterale con in evidenza: due dei quattro martinetti di movimentazione le basi laterali per le antenne riceventi (quella di trasmissione è sulla parete frontale) in primo piano il pannello con le connessioni verso il mondo esterno

                                     Alcuni particolari costruttivi del ricevitore


      
Alcuni particolari costruttivi del ricevitore. In perfette condizioni nonostante le 40 primavere sulle spalle.

Servirebbe un libro per descrivere nel dettaglio la stazione con informazioni, curiosità ed aneddoti.

 Le belle storie hanno sempre un lieto fine, questa no , anzi esistono due finali tristi Nel 1991 Thomson CSF ha acquisito la proprietà di Telettra, grazie ad una sciagurata operazione politico finanziaria italica (una delle tante…..) . Dopo averla svuotata progressivamente di contenuti e smembrata l’ha definitamente fatta morire pur mantenendo aperte inizialmente le unità produttive. Lo stabilimento di Chieti, dove sono state realizzate le 140 RH6 è oramai prossimo alla chiusura Delle 140 unità, distribuite in numero di tre per ogni reparto, quella in foto è l’unica ad essere stata preservata completa. E' in un luogo protetto e sicuro. Se ne trovano singoli elementi nelle collezioni dei reparti che l’hanno avuta in servizio. L'occhio attento ne può rilevare di tanto in tanto qualche componente interno nelle principali fiere e mercatini di materiale elettronico. A seguito di questa realizzazione l’impegno di Telettra nel settore HF ha portato alla realizzazione di prodotti sempre più avanzati, sia nel settore veicolare che in quello fisso. E la qualità è stata talmente elevata che alcune unità sono tutt’ora in servizio dopo 30 anni di vita operativa. Da citare l’AR76-Telettra dotata di stazione da 400w in hf al suo interno in uso nei reparti trasmissioni dell’EI a partire dal 1987 Inoltre sono state forniti da Teletta gli apparati HF in uso nelle Stazioni Costiere italiane, nelle sedi della Protezione Civile, e nelle sale comunicazioni di molti servizi ed enti Per la cronaca, uno dei prototipi degli apparati hf poi installati sull’AR-76 è stato collaudato dalla stessa Telettra privatamente durante il terremoto dell’Irpinia nel 1980 con risultati eccellenti.

In conclusione

Chi ha prestato servizio dei reparti che la avevano in uso probabilmente ricorderà di averla incrociata. Chi ha avuto la fortuna di utilizzarla non l'ha dimenticata……. Gli appassionati di surplus ricorderanno di averne intravisto alcuni componenti nei vari campisanti sparsi per la penisola. Ma la sigla RH6 ai più non dirà molto. Un vero peccato…….. Ricordarla è servito soprattutto a ricordare Telettra, marchio mai dimenticato, innovativo, moderno, forse troppo avanti per il suo tempo. Molte delle sue realizzazioni sono tutt’ora in uso in reti di telecomunicazioni mondiali. Senza dimenticare che se oggi possiamo fruire di immagini in alta definizione sul televisore domestico, è grazie alla geniale intuizione di un progettista Telettra del 1989.
Si usa dire “ si lava la biancheria con il bambino dentro “. In questo caso la biancheria pregiata è stata letteralmente buttata nei rifiuti in nome della finanza. Era necessario ricordare che anche in Italia siamo stati capaci di importanti realizzazioni. Che infatti vengono dimenticate in fretta Comunque sia andata ….. grazie per sempre Telettra!


   TAU ovvero il simbolo che ha contraddistinto tutta la produzione Telettra



Altre foto di apparati TELETTRA si trovano in questo sito a cura di IW5ELC


http://www.qrz.com/db/IW5ELC/

1 commento:

Alberto Rubinelli ha detto...

Ciao,
leggere questa pagina e' stato un bel tuffo nel passato. Ho prestato servizio militare presso il quarto corpo d'armata, alla caserma Gardena a Bolzano, e precisamente nella squadra manutenzione tecnica. Ho riparato diverse volte gli RH6, che allora erano ancora in uso (1986). Avevamo tutta una serie di test box per provare le singole parti separatamente, oltre a schemi e manuali dettagliatissimi. E' stato un bell'anno. Grazie ancora per avermi fatto rivivere quei momenti.
Alberto Rubinelli

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