giovedì 29 dicembre 2016

Perché il radioamatore è HAM (prosciutto)?

di  IW1PUE – Luciano Bezerédy

HAM che significa per i radioamatori? Che rapporto può mai esserci con il gustoso prodotto alimentare derivato dalla lavorazione della carne di maiale? E’ ormai regola comune l’uso dei traduttori della rete (es. traduttore di Google) e nell’uso, certamente, avremo avuto modo di constatare che Ham viene tradotto solo e sempre come prosciutto. Il supporto di un buon panino al prosciutto durante le nostre attività in portatile è certamente gradito dalla maggioranza degli OM, ma non è questo il vero motivo!
Preambolo…
I primi operatori in telegrafia wireless (senza fili) nord-americani (in seguito conosciuti come Marconisti [*a] o all’inglese Sparks [*b] per gli ufficiali radiotelegrafisti di marina) provenivano dal servizio telegrafico della rete fissa (in prevalenza telegrafisti della Western Union Telegraph Company [*c]), ognuno di noi ha presente la figura dell’operatore della stazione telegrafica, parte integrante del folklore dei film “western” americani ed anche dei fumetti come quello del nostro Tex Willer, quelli dei “fili parlanti” , come talvolta li chiamavano gli indiani.



I pali di una tipica linea telegrafica, i “fili parlanti” degli indiani

Questi operatori della telegrafia su filo lasciarono i loro polverosi uffici per andare per mare o ad operare le stazioni costiere, altri furono reclutati dall’autorità militare. Portarono con sé il loro colorito modo di esprimersi e la gran parte della tradizione della loro professione.


1856-Western Union Telegraph Co. Main Office a Portsmouth New Hampshire.

Operatore telegrafico della  Western Union Telegraph Co.

In quei primi giorni, ogni stazione radio occupava l'intero spettro con il suo ampio segnale generato dai trasmettitori a scintilla [*d]. Nei primi sistemi radio era assente la sintonia, quindi la possibilità di canalizzare le frequenze. Qualunque segnale veniva ricevuto da tutte le stazioni alla sua portata, con problemi di riservatezza e di volume di messaggi inviati. Stazioni governative e militari, navi, stazioni costiere e le sempre più numerose stazioni di operatori dilettanti coabitavano e di certo generando un “pile up” a dir poco “terrificante”.



Stazione radiotelegrafica della Marconi Company

Ed ora iniziamo a raccontare questa storia che ebbe i natali negli Stati Uniti d’America ed è parte integrante del bagaglio storico culturale che ci è stato tramandato dai primi pionieri delle radiocomunicazioni.

I radiodilettanti erano in competizione tra loro, per ottenere il miglior risultato, con i loro trasmettitori a scintilla e ricevitori autocostruiti. Alcune di queste stazioni amatoriali erano molto potenti. All’epoca erano sufficienti solo due di questi radiodilettanti, in comunicazione telegrafica tra loro ai capi opposti della città, per compromettere tutte le altre operazioni ufficiali. Gli operatori commerciali riferendosi alle perturbazioni radioelettriche provocate dalle trasmissioni dei  radiodilettanti si racconta che, abituati a conversare nel loro tradizionale “slang” li definirono "Hams" ossia prosciutti. L’attribuzione del termine Ham “prosciutto”ai primi radiodilettanti probabilmente non ha alcuna assonanza con l’etimologia del vero significato del termine. Col trascorrere del tempo l’origine e la vera motivazione del suo uso caddero a poco a poco nell’oblio ma il termine Ham rimase. Potrebbe… però essere veramente la vera origine del termine Ham “prosciutto”: “i primi operatori wireless con quel portarono con sé il loro colorito modo di esprimersi” fa pensare a come durante l’attività illegale della CB italiana, il modo di esprimersi, la terminologia, il linguaggio derivato da quello dei radioamatori ufficiali, a poco a poco si trasformò ed in alcuni casi, addirittura degenerò, stravolgendo completamente la vera etimologia del codice Q e dei modi di esprimersi del mondo radiantistico. Nella trasmissione orale il codice Q con i suoi vari acronimi ha assunto per i CB, infatti, sfumature diverse. Ad esempio QRA, che dal significato originario di nominativo della stazione, da cui il radioamatore trasmette, è divenuto la famiglia in senso lato, per cui è divenuto comune atto di cortesia per un CB, ed al presente anche in uso dai nuovi OM, concludere un collegamento estendo i saluti "a tutto il QRA familiare". In questo caso, Ham “prosciutto”, dunque sarebbe solo una sfumatura del linguaggio dei primi operatori wireless.



Stazione radio amatoriale di M.H.Dodd risalente all'anno 1912
WA7YBS -Western Historic Radio Museum - Virginia City

Esistono però anche altre storie. E… questa è quella che, certamente, è desiderio che sia quella vera, anche se solo per i nostri cuori di radioamatori.
Questa versione però non è confermata dallo Harvard Wireless Club “W1AF” di Boston (Amateur Radio at Harvard University fondato nel 1909). Storicamente questa versione, infatti, sembra accertato che abbia iniziato a circolare nel 1948. Questo quanto si evince dalle notizie trovate sul sito del W1AF:
Un racconto che ha del fantastico, ampiamente diffuso nel settore, sostiene che, verso il 1911, un appassionato discorso fatto dallo studente di Harvard Alberto Hyman, a sostegno dei radioamatori, in rappresentanza di una piccola stazione amatoriale con l'auto-assegnato segnale di chiamata HAM (acronimo di Hyman-Almy-Murray), che Hyman, presumibilmente condivideva con Bob Almy e Peggie Murray, avrebbe favorito al Congresso degli Stati Uniti la corrente dei rappresentanti in favore dei radioamatori, contribuendo a sconfiggere un disegno di legge che avrebbe dichiarato l'attività di radioamatore illegale, assegnando l'intero spettro radio all’autorità militare. Tuttavia, questa storia sembra abbia iniziato a circolare nel 1948, e praticamente, purtroppo, nessuno dei fatti narrati è possibile controllare, come l'esistenza di "una piccola radio stazione d’amatore denominata HAM.
Questa è la versione di questa storia come è circolata nell’ambito radioamatoriale italiano ed europeo fin dai primi anni cinquanta:
L’acronimo “HAM”, l’etimologia di questo termine, l’origine potrebbe essere la composizione delle rispettive prime lettere dei cognomi dei tre soci della prima stazione di radioamatore dello “Harvard Wireless Club” ed operata dagli studenti della nota Università di Boston: Albert Hyman, Bob Almy e Reggy Murray. Correva l’anno 1908 e si era agli albori del radiantismo e si operava in CW: Albert, Bob e Reggy compresero da subito la difficoltà di trasmettere l’identificativo della stazione utilizzando i loro tre cognomi per esteso, quindi decisero, per ragioni pratiche, di utilizzare solo la prima lettera di ogni cognome; venne fuori così il nominativo “HAM”.
Occorre ricordare che agli albori del radiantismo era il radioamatore che sceglieva il proprio nominativo, non era attribuito di legge dall’autorità governativa preposta alle comunicazioni. Il motivo per cui il termine “HAM” è sopravvissuto nella storia delle radiocomunicazioni all’incalzare del tempo e del progresso è da attribuirsi al dibattito che si instaurò tra le stazioni radioamatoriali rappresentate dallo “Harvard Wireless Club” e il governo americano che era sul punto di dichiarare fuorilegge le stazioni amatoriali dei radiodilettanti a causa delle forti pressioni esercitate dalle radioemittenti commerciali dell’epoca. Lo Harvard Wireless Club (rappresentato dalla stazione amatoriale “HAM”) in unione con tutte le stazioni amatoriali degli U.S.A., vinsero la battaglia per il riconoscimento ufficiale della loro attività amatoriale: il Congresso degli Stati Uniti d’America approvò la legge che aprì la strada al radiantismo non solo americano ma di tutto il mondo. Questo, ma il condizionale è d’obbligo, è forse il vero motivo per cui il termine anglosassone “HAM”, poi diventato internazionale, identifica l’OM, il radioamatore patentato e tutto ciò che è parte integrante del mondo delle radiocomunicazioni radioamatoriali.

Si ha, però, notizia di altre tre versioni dell’origine del termine HAM. Eccole:

Home Amateur magazine Mechanic
In questa versione, HAM sarebbe l’acronimo derivato dalle iniziali di una rivista "molto popolare", che nei suoi articoli proponeva lo studio dell’attività radiantistica. Tuttavia, non vi sono prove dell’esistenza di una rivista con questa testata.
Hertz-Armstrong-Marconi
In quest’altra versione si sostiene che il termine HAM derivi dalla prima lettera dei cognomi dei tre pionieri della Radio: Heinrich Rudolf Hertz, Edwin Armstrong e Guglielmo Marconi. Tuttavia, questa non può essere l'origine del termine, Armstrong, nel 1909 era uno sconosciuto studente nell'Università Columbia quando apparve l'uso del termine Ham.

Questa invece è la Hammarlund leggenda

Probabilmente un esempio di promozione aziendale, i prodotti Hammarlund [*e] presumibilmente postasi all’avanguardia ma, impegnata all’inizio, in modo preminente nel mercato della produzione di componenti radio, (il loro condensatore variabile divenne rapidamente adottato come standard nel settore e il simbolo schematico del componente è stato adottato come logo della società) divenne ben presto parte del linguaggio dei radiotecnici. Questa storia sostiene che gli appassionati radiofonici, i primi radioamatori che usavano le radio di questa azienda, affettuosamente definirono la produzione della casa Hammarlund come prodotti "Ham", e si chiamarono operatori "Ham". In realtà nell'epoca pionieristica della radio, Hammarlund era una società minore e poco nota ai radiodilettanti dell’epoca quando iniziò la diffusione del nuovo termine.

Logo della Hammarlund

Bene, dunque, svelato l’arcano, o almeno fatta un poco di luce su questa avvincente storia, quando la prossima volta in attività portatile ci rifocilleremo con un buon panino al prosciutto, avremo, in ogni caso al di là della verità storica, modo di ricordare i primi pionieri che hanno aperto la strada al radiantismo.

73’ s de IW1PUE – Luciano  

C.O.T.A. member: #480-ST
Per Aethera Omni Servo


Note:

[*a] Il marconista è l'operatore radiotelegrafista addetto alle comunicazioni radio sulle navi o sugli aeromobili. Il nome deriva dall'inventore italiano della telegrafia senza fili (wireless) Guglielmo Marconi.
[*b] "Sparks" (scintilla) è termine anglo-sassone in uso nella marina inglese, quando nella stazione radio c'era altissima tensione e formazione di ozono che spesso faceva scoccare cospicue scintille.
[*c] La rete del servizio telegrafico della “Western Union Telegraph Company”, un nome da leggenda delle comunicazioni telegrafiche su filo, ha continuato ad esistere fino all’anno 2006, chiudendo per sempre un capitolo glorioso della storia del Far west. Le ultime sequenze di punti, linee e pause, hanno messo in pensione il telegrafo: i “fili parlanti, come li chiamavano gli indiani”. Il 27 febbraio 2006 segna la fine del lunghissimo cammino della comunicazione tra esseri umani ed è stata firmata dalla Western Union con un ultimo telegramma.

[*d] Un trasmettitore a spinterometro (o a scintilla) è un apparecchio usato per generare onde elettromagnetiche a frequenza radio. Questi apparecchi servirono come trasmettitori per la maggior parte dei sistemi per la telegrafia senza fili per i primi tre decenni della radio (1885-1916).

[*e] Manufacturing Company Hammarlund è stata fondata da Oscar Hammarlund a New York City,
New York, Stati Uniti d'America nel 1910.



Fonti da Internet usate per la stesura dell’articolo: Wikipedia, www.farwest.it/, Harvard Wireless Club “W1AF” di Boston, www.qrz.com : WA7YBS

1 commento:

ik1wvq ha detto...

ma comunque non si affronta mai il vero fondamentale nocciolo del problema:
prosciutto sì, ma CRUDO O COTTO (tralascio la terza via commerciale .. HI!) ?????
73 a tutti de Mauro Bernardetto IK1WVQ

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