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venerdì 29 gennaio 2016

I maestri di Guglielmo Marconi

La polemica tra chi sia stato maestro di Guglielmo Marconi è antica, ma è rimasta aperta a lungo. Qui sotto potete leggere una lettera sul Corriere della Sera del 28 dicembre 1902. A scriverla Vincenzo Rosa, che ebbe il giovane Guglielmo come allievo privato in Fisica a Livorno. Furono lezioni importanti, quelle. Ne nacquero spunti fondamentali per comprendere il ruolo dell'antenna nella trasmissione dei segnali radio. Dello scienziato bolognese Righi in realtà Marconi avrebbe frequentato il laboratorio universitario, senza però instaurare alcun rapporto di discepolo.  Buona lettura



sabato 11 ottobre 2014

La radio a transistor compie 60 anni


Sessant'anni fa compariva sulla scena dei media la radio a transistor, il Regency Tr-1. Una vera rivoluzione, non solo tecnologica, ma anche sociale. Su Avvenire on line ho messo un breve articolo con anche un video. E' possibile leggerlo QUI



sabato 2 novembre 2013

La storia della radio raccontata da Jerome S. Berg


Radioamatori, ascoltatori e DXer erano già molto attivi nei primissimi anni della radio. Tra il 1906, quando Reginald Fessenden trasmise in onde lunghe la voce nell’etere per la prima volta, e il 1923, quando Frank Conrad diede il via alle trasmissioni in onde corte di KDKA, già operante in onde medie, il loro numero crebbe in continuazione.

I primi club organizzati risalgono al 1909 e nel 1914, quando negli USA erano già state rilasciate 5.000 patenti di radioamatore (che però erano almeno il doppio), nacque la famosa e ancora attivissima American Radio Relay League. Ma ben presto cominciarono anche i dissidi tra radioamatori e ascoltatori. I primi infatti, complice la tecnologia ancora arretrata, producevano interferenze, suscitando proteste. Iniziò così il tempo delle regolamentazioni. La Marina militare si posizionò sulle onde lunghe, le stazioni broadcasting sulle medie e i radioamatori spediti (con molte resistenze) sopra i 1.500 kHz. Da qui iniziò l’esplorazione di quella landa selvaggia detta HF (le onde corte), che veniva ritenuta poco promettente. Ma che ben presto venne colonizzata con grandi soddisfazioni.

Questo è solo l’inizio di una storia affascinante che viene raccontata nell’ultimo libro di Jerome S. Berg, “The Early Shortwave Stations – A Broadcasting History Through 1945” edito da McFarland. Il volume, quindi, racconta la storia mondiale della radio fino al 1945. Ed è arricchito dalle immagini delle prima installazioni radio e dalla riproduzione di molte QSL tra le due grandi guerre. Un libro di oltre 300 pagine pieno di informazioni e curiosità che mi sono procurato tramite IBS.it per 31,56 euro, spedizione gratuita.

martedì 25 giugno 2013

Riccardo Moretti - medico e fisico, nella storia della radio

Riccardo Moretti, medico e fisico nativo di Patrica, fu un pioniere delle trasmissioni radio. Nel 1905 brevettò, infatti, il "radiotelefono magnetico", in grado di mettere in comunicazione due corrispondenti tra loro senza fili, con cui furono effettuate per la prima volta trasmissioni da Roma a Tripoli.

E' di origine ciociara l'antenato del telefono cellulare

Il primo "radiotelefono magnetico" (oggi sappiamo che il termine è improprio, n.d.a.) si deve all'intuizione di Riccardo Moretti, medico per tradizione di famiglia e fisico per vocazione. 
Nativo di Patrica, in provincia di Frosinone, seguì con molto interesse gli studi di Guglielmo Marconi e l'invenzione del suo "telegrafo senza fili" del 1895 le cui trasmissioni consistevano nella irradiazione di impulsi, quelli del codice Morse.

Dopo intensi studi, Moretti, il 17 marzo del 1905, depositò il brevetto del "radiotelefono magnetico", un apparecchio che metteva in comunicazione due corrispondenti tra loro, senza fili. Oggi potremmo definirlo l'antenato del telefono cellulare o della ricetrasmittente. Con il "radiotelefono magnetico" fu trasmessa per la prima volta la parola tra Roma e Tripoli.

Ogni anno a Patrica (Fr) si tiene un concorso nazionale per radioamatori in memoria del concittadino Riccardo Moretti, pioniere delle trasmissioni radio.


COLLEZIONE DI STRUMENTI SCIENTIFICI E REPERTI NATURALISTICI (PATRICA)

Tipologia: esposizione permanente di tipo scientifico-naturalistico
Area: provincia di Frosinone
Indirizzo: Via Vitelli, 12 – PATRICA (FR), tel. 0775 222003 (Comune)
Fruibilità: la mostra apre su richiesta. Ingresso gratuito.
La collezione di strumenti scientifici appartenuti a Riccardo Moretti (medico, fisico e fondatore dell’Istituto Regina Elena di Roma) si trova all’interno del Palazzo Magni Moretti; qui è situato anche lo studio di Licinio Refice (1833-1954), che contiene oggetti appartenuti all’insigne musicista nativo di Patrica. La raccolta di reperti naturalistici, ubicata in un altro edificio di proprietà del Comune, comprende alcuni minerali e fossili rinvenuti nella zona e un piccolo erbario.
Apertura della sala dedicata a Libero De Libero, Licinio Refice e Riccardo Moretti [videoregistrazione]. Patrica , 1 aprile 1990.


http://www.carlobramantiradio.it/moretti.htm

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http://www.carlobramantiradio.it/moretti1%20bassa.jpg

http://www.istitutodipubblicismo.it/storia_della_radio.htm

martedì 26 marzo 2013

26 marzo 1930, Marconi accende le lampade di Sidney da Genova


Il 26 marzo 1930, dal suo yacht Elettra ancorato a Genova, Guglielmo Marconi alle ore 11,03, accende le lampade del Municipio di Sydney a 22mila km di distanza tramite un segnale radio. Marconi schiaccia il tasto e dall'Australia una voce via radio grida: "Splendido, splendido. Migliaia di persone acclamano Marconi. Congratulazioni da tutti noi."

La storia della nave
Piroscafo ad 1 elica e 2 alberi
Cantiere di costruzione: Ramage & Ferguson Ldt - Leith (Inghilterra)
Anno di costruzione: 1904
Varata il 27 marzo 1904 con il nome di Rovenska 
Lunghezza fuori tutto: 67,40 metri
Lunghezza del ponte: 198' piedi (60,35m) Lunghezza tra le perpendicolari: 56,36m 
Larghezza al gallegiamento: 184' (56,08m)
Larghezza massima fuori ossatura: 8,38m (27'76'')
Altezza al ponte di coperta: 5,18m (17')
Immersione a pieno carico: 5,00 m
Macchina: Ramage & Ferguson Ltd - Leith - a vapore a triplice espansione a 3 cilindri.
126,95 Cavalli nominali e 1000 Cavalli indicati
Capace di esprimere una velocita' di 12 nodi.
2 caldaie monofronti Ramage & Fergusson Ldt
Tonellaggio di stazza netta: 232,18 t
Tonellaggio di stazza lorda: 632,81 t
dimensioni di stazza 63,40 x 8,31 x 4,96 metri 
Nominativo: I B D K - Itl.
Iscritto al compartimento marittimo di Genova il 27-10-1921 N. Matricola: 956
(E quindi al R.Y.C.I. Real Yacht Club Italiano)
Classificazione: 100 A. 1.1. Navigazione: Lungo corso
Ultimo armatore: Ministero delle comunicazioni - Direzione poste e telegrafi - Roma.
La sera del 21 gennaio 1944 la nave - requisita dai tedeschi e convertita in nave da guerra con la sigla G107 (cambiata in MA) - venne individuata nelle acque di Diklo, vicino a Zara, da cacciabombardieri e colpita. Il comandante, prima che la nave affondasse, scelse di arenarla. Successivamente, per diversi giorni, giungevano i caccia per mitragliare il relitto.

martedì 29 gennaio 2013

Il “Mangiacassette” e la Radio: la fine di una storia




Dopo aver parlato spesso di radio “strane” o dalle forme “stravaganti” che sono state lanciate sul mercato è giunto il momento di rendere omaggio ad un apparecchio, appartenente ormai ad alcuni anni fa, che è stato molto legato alla radio e che, dal mese di Gennaio, verrà messo fuori produzione. Ebbene sì, stiamo parlando dei registratori (meglio noti come “mangiacassette”) che usavano i vecchi nastri magnetici (comunemente detti “cassette”, appunto).

Leggendo quanto ho appena scritto, vi sarete automaticamente divisi in tre gruppi ben distinti:
1) chi sa perfettamente di cosa stiamo parlando ed ha già pronta una “lacrimuccia” per la tristezza; 2) chi ha già aperto il vocabolario o sta documentandosi in Rete per capire il significato dei termini che stiamo usando;
3) chi invece è vissuto “a metà” tra due epoche e sa che si sta perdendo qualcosa di “storico” di cui però non sente necessariamente la mancanza.

Bene, indipendentemente dalla vostra età anagrafica, che è il motivo per il quale ci sarà chi di voi si riconoscerà nella categoria 1, nella 2 o nella 3, sappiate che il “mangiacassette” e la radio erano molto legati. Perché? Anche se sembra impossibile, anche se è come parlare di Preistoria, sappiate che c’è stato un tempo in cui la radio non poteva essere ascoltata in migliaia di modi differenti (come avviene al giorno d’oggi) e non esistevano i “reloaded” o i “podcast” scaricabili da Internet, che permettessero di riascoltare i nostri programmi radiofonici preferiti a qualsiasi ora del giorno o della notte.

A dire il vero, in anni che sembrano troppo distanti, ma che in realtà non sono poi così lontani, non esistevano neanche modi per poter ascoltare l’ultimo pezzo di un cantante, se non quelli di andare a comprare l’album o sperare che, nell’arco di una giornata, la nostra radio preferita passasse la canzone da noi tanto amata. In quegli anni, i veri appassionati di musica e di radio, utilizzavano proprio “le cassette” ed il registratore per poter conservare e riascoltare i programmi radiofonici o le canzoni del momento.
Era nata una vera e propria mania per la “cassettina”, quella che conteneva appunto brani musicali o le voci degli speaker e dei deejay che hanno fatto la storia della radio. Purtroppo, la notizia è che dopo 50 anni di vita, anche l’ultima casa produttrice di questi apparecchi ha deciso, a partire dal mese di Gennaio 2013, di interromperne la produzione.

E’ dunque la fine di un’epoca, come accade spesso a tutto ciò che appartiene alla tecnologia. Al giorno d’oggi, incuranti del passato, si potrebbe dire che nessuno sentirà la sua mancanza, ma è inevitabile pensare che, per chi ama la radio e la sua storia, questo oggetto è stato davvero importante. Certamente potremmo dire che “era destino” e che prima o poi “doveva succedere”, ma sarebbe bello che ci raccontaste il vostro personale rapporto o i vostri ricordi in merito al cosiddetto “mangiacassette”.

Eravate già degli assidui ascoltatori di radio, pronti a registrare programmi e canzoni a vostro piacimento, oppure siete nati in anni in cui questo oggetto era già superato o in fase di declino? E’ giunto il vostro turno! Avete o non avete vissuto in prima persona il legame tra i “mangianastri” e la radio?