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giovedì 25 gennaio 2018

MAKE A RADIO TELESCOPE WITH RASPBERRY PI



lunedì 13 giugno 2016

Petizione contro la chiusura dell'osservatorio di Arecibo

Petizione on line per evitare la chiusura del sito federale di Arecibo radio telescope





Chiedo anche a voi di andare nel link sottostante e firmare la petizione.



Vainer Orlando 

martedì 22 marzo 2016

TRE VIDEO : Capiamo e sperimentiamo il principio secondo cui funziona un interferometro - 3a puntata

Faccio seguito al materiale pubblicato sugli interferometri agli indirizzi :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/03/capiamo-e-sperimentiamo-il-principio.html

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/03/capiamo-e-sperimentiamo-il-principio_21.html

con tre video dei test sull'interferometro questa volta formato da due LNB PLL agganciati alla stessa sorgente di riferimento , come da schema :





Due LNB PLL agganciati e sommati  , si vede l'effetto interferometrico 



Togliendo un ingresso al sommatore ovviamente non si si ha piu' l'effetto interferometrico 



Effetto di variazione di fase dell' interferometro all'accensione , che poi continuera' anche se molto lentamente come nei diagrammi della precedente pubblicazione .
Nell'audio dei video chiamo sempre questo sistema " non coerente" proprio perche' la fase assoluta non e' garantita .
Vero pero' che se le variazioni interferometriche dell' oggetto in movimento sono piu' veloci della variazione della fase un elaborazione ed uso del principio interferometrico e' possibile .


lunedì 21 marzo 2016

Capiamo e sperimentiamo il principio secondo cui funziona un interferometro - 2a puntata

Dopo la pubblicazione di gran successo pubblicata all'indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/03/capiamo-e-sperimentiamo-il-principio.html

in cui si spiegava e dimostrava il principio fisico nella forma piu' semplice di due antenne collegate tra loro da cavi ed un partitore .

Ricapitolando con l'uso di immagini :

A) Un interferometro si basa sul principio di collegare tra loro antenne (nel caso piu' semplice due) molto distanti tra di loro rispetto alla lunghezza d'onda


B) Questo consente di avere un lobo principale di radiazione arbitrariamente piccolo , inversamente proporzionale alla distanza
C) Attenzione che pero' il guadagno totale , nel caso di di due antenne aumentera' solo di 3dB .
Nulla si crea o si distrugge . A lato del lobo principale si formeranno altri lobi secondari che faranno si che l'angolo solido totale di irradiazione totale , sia sempre uguale a quello di due antenne vicine .
Questo potrebbe essere comunque accettabile in diverse applicazioni, tenendo presente che in ogni caso i lobi laterali saranno "filtrati" dalla direttivita' intrinseca delle antenne costituenti ( come indicato nella seguente figura ) e che non e' detto che sui lobi laterali ci siano segnali interferenti .



Ora , vi chiederete da dove nasca tutto questo interesse verso un interferometro , tra l'altro in banda microonde SHF .

Nasce dalla visita presso la Fasar di Flavio Falcinelli con cui ho passato diverse ore a chiaccherare di argomenti vari .

Uno di questi e' stato l'uso di un sistema interferometrico per aumentare il potere di risoluzione di un radiotelescopio amatoriale SHF .

Collegare tra loro due parabole distanti alcuni metri tramite cavo o guida d'onda , presenta alcuni problemi , per cui l'idea di Flavio era quella di usare degli LNB semiprofessionali a PLL collegati direttamente in due parabole con OL agganciato ad un unica sorgente di riferimento (10 MHz) e poi sommare i segnali convertiti in banda L ( 950-2150 MHz) .

L'idea in teoria non fa una piega anche perche' si tratta di una idea classica realmente impiegata , come da figura :


Pero' per mia esperienza personale , garantire nel tempo la fase di due oscillatori liberi agganciati a circa 10 GHz , richiede soluzioni circuitali diverse e piu' sofisticate rispetto a quelle che conosco essere impiegate in questi dispositivi .

Incuriosito dalla faccenda , Flavio mi ha prestato due di questi LNB PLL che ho portato nel mio laboratorio rilevandone la differenza di fase in archi di tempi brevi , medi e lunghi .


In realta' non avendo accesso all' oscillatore interno a 11.300 GHz , per effettuare le misure ho utilizzato uno strattagemma , quello di sfruttare la perdita ( leakage) dell' OL verso l'ingresso .


Nella figura si vede il segnale dell' OL misurato all' ingresso dell' LNB 


A questo punto , ho sommato , tramite un partitore ,i segnali degli OL ( agganciati tutti e due al oscillatore al Rubidio di stazione ) e li ho mandati all'ingresso dell' analizzatore di spettro settato con tempi di scansione lunghi ( 1000s/divisione ) e scala lineare 




Oscillatore al Rubidio 


Il risultato e' la somma vettoriale dei segnali dei due oscillatori .
Allo scorrere del tempo , si hanno massimi e minimi a seconda che la fase relativa sia di uguale od in opposizione  . Questo il risultato dei primi 10000 secondi .


Altri 10000 secondi . La variazione di fase rallenta ma e' sempre presente .


Altri 10000 secondi . La variazione di fase rallenta ancora ma e' sempre presente .


Altri 10000 secondi . La variazione di fase rallenta ancora ma e' sempre presente su un arco di 10000 secondi 


Altri 10000 secondi. La fase relativa tende ad assumere un valore costante  , ma con variazioni caotiche (jitter)


Altri 10000 secondi .  La situazione precedente permane .



Ho tenuto d'occhio la situazione per diverso tempo ottenendo anche dei grafico con bruschi salti di fase , tipo questo . Non ho idea se siano state variazioni nei due LNB PLL o se si sia trattato di disturbi o microinterruzioni sull' alimentazione .Posso escludere interruzioni di alimentazione piu' lunghe del tempo di tenuta degli elettrolitici dell' alimentatore HP che in questo caso si spegne .




Le conclusioni , che gia' subodoravo per esperienze precedenti  : 

A) La differenza di fase non e' definita ad ogni accensione
B)  La differenza di fase varia nel tempo e tende a stabilizzarsi solo dopo periodi lunghi ( diciamo un giorno )
C) Di alcune brusche variazioni di fase e' sconosciuta la causa
C) Il tutto provato con i due LNB a temperatura costante in laboratorio . Si ritiene che differenze di temperature variabili in un reale ambiente esterno potrebbero avere effetti imprevedibili fintanto che non realmente misurato .
Ma questo esula gli scopi di questo primo test .

Non posso escludere che con una base interferometrica non esagerata ( diciamo un paio di metri ) , con una configurazione ben fissa , in cui si attende che cio' che si vuole osservare , passi nel campo di azione di un interferometro cosi' costituito , acceso permanentemente , con una buona esperienza e pazienza , si possano ottenere dei risultati che possano poi essere rielaborati .

Personalmente , onde evitare sorprese , preferirei usare oscillatori locali ottenuti per sintesi diretta (in genere moltiplicazione) da una sorgente di riferimento unica , oppure usare degli amplificatori LNA in SHF e sommare poi i segnali in SHF con cavi o guide d'onda

Detto questo , vi chiederete , ma dopo tutto questo dove ci porta se non verso soluzioni costose  ?

La risposta non la so ancora , ma quello che mi ha incuriosito durante le pubblicazione di un sito eccezionale all'indirizzo :

http://air-radiorama.blogspot.it/2016/02/fenomenale-sito-chiavette-usb-rtl-e.html

http://superkuh.com/rtlsdrinterferometer.html

Ed in particolare da questa immagine :



Un interferometro costruito con due LNB non agganciati il che sarebbe FANTASTICO .

In teoria non avrebbe molto senso .

Pero' si puo' attuare qualche trucco .

Sto sperimentando tali trucchi , che come sempre portano vantaggi e svantaggi .

La strada di sperimentazione e comprensione qui e' piu' lunga .

Non appena arrivero' al fondo e mi saro' probabilmente confrontato con chi l'adotta , saro 'in grado di tirare delle conclusioni .

sabato 28 novembre 2015

F.A.S.T: Il radio telescopio più grande del mondo è cinese

                              F.A.S.T.   Five hundred meter Aperture Spherical
   

Prendendo spunto dall'articolo apparso su link2universe ecco il radio telescopio più grande del mondo con i suoi 500 metri a superficie deformabile.

                                                                               Struttura del radiotelescopio



In fase di costruzione in Cina in una gola naturale a forma sferica, sarà in una zona isolata a nella provincia di Guizhou





Con i suoi 4400 pannelli triangolari in alluminio deformabili sarà possibile variarne l'angolo di ricezione di 40° gradi e anche in queste condizioni il suo diametro di osservazione sarà di 300 metri di specchi utilizzabili.




Permetterà di osservazione  più di 5.000 stelle vicine. In teoria, FAST potrebbe rilevare una segnale radio a 1.000 anni luce da noi, soluzione diametralmente differente e l'altro gigante SKA, progetto europeo, americano, e australiano. 
Che prevede l'uso di antenne a varie frequenze e tipologia a formare un mega array e situato tra il Sud Africa e l'Australia. 




                                    Quartier generale del radiotelescopio SKA a Manchester UK


Veduta delle varie antenne usate da SKA

 

Radio telescopio di Aceribo  con i suoi 305 metri ma a superficie fissa



Qui di seguito i link se vorrete saperne di più sull'argomento e magari ascoltarne uno, magari non questi giganti ma molti istituti con antenne più piccole mettono a disposizioni le loro osservazioni.
Vi invito quindi a trovare sui motori di ricerca questa nuova opportunità di ascolto.

http://www.link2universe.net/2011-06-24/nuovo-gigantesco-radio-telescopio-in-costruzione-in-cina/
http://fast.bao.ac.cn/en/FAST.html
http://www.jodrellbank.manchester.ac.uk/news/2007/skahq/
http://www.naic.edu/
http://www.cv.nrao.edu/course/astr534/RadioTelescopes.html


Buona lettura a tutti

Vainer Orlando

sabato 10 ottobre 2015

Radioastronomia amatoriale per tutti: costruisci il tuo radiotelescopio e “ascolta” il Sole.

Con la radio si possono ascoltare molte cose...anche il rumore delle stelle. Quando la radio è utilizzata per “ascoltare” il cielo, quindi i segnali naturali emessi dagli astri, si parla di radioastronomia.
Questo sembra affascinante: perchè non provare costruire un piccolo radiotelescopio a microonde nel giardino di casa?
L'impresa è possibile se si utilizzano sistemi di antenna e componenti provenienti dal mercato della TV satellitare (banda 10-12 GHz), reperibili ovunque a basso costo. A garanzia di riuscita dell'esperimento, il “cuore” del sistema sarà un modulo sviluppato “ad hoc” che integra tutte le funzioni necessarie.
Data la piccola lunghezza d’onda, non è difficile ottenere buone caratteristiche direttive e sensibilità anche da strumenti amatoriali. Anche se a queste frequenze non “brillano” radiosorgenti molto intense (esclusi il Sole e la Luna), si può ottenere buona sensibilità utilizzando grandi larghezze di banda, pur mantenendo minima l'influenza dei disturbi artificiali.
Quindi, come primo e sicuro approccio alla radioastronomia propongo di costruire un ricevitore a potenza totale utilizzando i componenti commercialmente disponibili per le installazioni TV-SAT, abbinati al ricevitore RAL10AP di RadioAstroLab.

Ecco lo schema del radiotelescopio.



Come unità centrale ho indicato RAL10AP perchè integra le funzioni importanti dello strumento e garantisce il successo nella realizzazione anche da chi non è esperto di elettronica. Si tratta di un radiometro che amplifica il segnale proveniente dall’LNB (frequenza centrale 1415 MHz e larghezza di banda di 50 MHz) e, tramite un processore interno, esegue il calcolo della potenza RF, “digitalizza” il segnale rivelato con elevata risoluzione (ADC a 14 bit) e comunica con il PC (porta USB). Lo strumento è controllabile da remoto: si impostano la posizione della linea di “zero” sulla scala di misura (anche automaticamente), il guadagno e la costante di integrazione di post-rivelazione, la polarizzazione in ricezione e, volendo, si possono memorizzare i parametri. E' fornito il software per il controllo e per l'acquisizione delle misure.
RAL10AP dispone anche di un'uscita audio (post-rivelazione) utile per ascoltare il "rumore" delle radiosorgenti.

Ecco il nostro radiotelescopio in funzione mentre “osserva” il Sole che transita entro il lobo di ricezione dell'antenna.


 

Lo strumento è composto da una comune antenna TV-SAT con LNB e illuminatore, un cavo coassiale e il ricevitore RAL10AP. In una tipica realizzazione amatoriale vediamo il ricevitore RAL10AP e il PC portatile “incassati” all’interno di una scatola di cartone (rivestita di stagnola) per proteggerli dal calore del sole primaverile. Il PC registra la misura radiometrica con il software DataMicroRAL10 e, contemporaneamente, acquisisce e visualizza come spettrogramma il segnale audio di post-rivelazione tramite Spectrum Lab, software liberamente scaricabile da http://www.qsl.net/dl4yhf/spectra1.html
Ecco registrata la radiazione del Sole quieto (emissione termica) a microonde.




Ho descritto un radiotelescopio “minimale” che consente un’agevole ricezione dei transiti solari e lunari, utilizzabile in dimostrazioni didattiche. Esso rappresenta un banco di prova e il punto di partenza per chi inizia, uno starter-kit per la radioastronomia.
L'unità RAL10AP è sempre valida, anche per applicazioni professionali: non c'è limite alla fantasia e alla sperimentazione per ottimizzare le prestazioni dello strumento utilizzando, ad esempio, antenne più grandi e stabilizzando termicamente la catena ricevente.

Per approfondimenti: www.radioastrolab.it

mercoledì 9 settembre 2015

Cerchi nel grano in HF ?

Guardate che strano simbolo di onda triangolare a circa 25 MHz .....


martedì 1 settembre 2015

Spettrogrammi di due Radiotelescopi HF in rete per tutti

Gli spettrogrammi sono disponibili al  collegamento :

http://www.sidmonitor.net/gallery/station.html

Aggiornati ogni 20 minuti circa .

La prima si riferisce alla stazione di Magenta di Vainer Orlando con un SDR14 ed antenna Delta Loop


La seconda si riferisce alla stazione di Torino con una chiavette RTL con un filtro passa basso a 50 MHz  ed un loop Weelbrock ALA1530+



Si possono notare alcune similitudini nelle strisce oblique delle ionosonde , negli impulsi poco oltre 26 MHz e nella gamma Broadcasting dei 21 MHz .

Nel grafico di Torino si puo' notare il beacon I1YRB/B a 28.322 MHz .

Ovviamente i 14 bit di SDR14 si fanno sentire rispetto agli 8 della chiavetta RTL .

Le pubblicazioni di come realizzare il radiotelecopio HF-VHF-SHF con la chiavetta RL sono ai collegamenti :

http://air-radiorama.blogspot.it/2015/08/radiotelescopio-hf-vhf-shf-con.html
http://air-radiorama.blogspot.it/2015/08/radiotelescopio-con-hf-vhf-shf-con.html

venerdì 28 agosto 2015

Radiotelescopio HF-VHF-SHF con chiavetta USB RTL - Prime catture

Faccio seguito alla pubblicazione all'indirizzo :
http://air-radiorama.blogspot.it/2015/08/radiotelescopio-hf-vhf-shf-con.html

per pubblicare le prime catture di aventi di questi due giorni,impiegando un'antenna Loop attiva Weelbroock ALA1530 , oltre alla chiavetta RTL USB ed ai relativi software .

Ovviamente nulla di trascendentale, pero' qualche risultato con eventuale possibile spiegazione :


La banda Broadcasting degli 13m (21,450-21,850 MHz ) si apre enormemente e pulsa e con esso anche il rumore a frequenze piu' elevate .Possibile risultato di una esplosione solare ( flare) o semplice propagazione ?  


Stesso fenomeno visualizzato con una scala di tempi maggiore , che rivela ulteriori aperture , minuti prima .



Idem piu' di un'ora prima 


Idem mezz'ora prima


Idem (anche se piu' limitata) un 'ora prima 


Apertura o traffico in Gamma Radioamatoriale 10m.Normali i segnali in orizzontale . Meno normali i segnali con frequenze via via crescenti . Un OM che sperimenta la risposta di una antenna e/o della ionosfera ? 


Segnali su gamma sconosciuta , circa 30,500 MHz . Origine ignota .

Ovviamente di Giove non se ne parla ....
Pero' si dimostra come con la Radioastronomia ci si puo' divertire , anche con poco.

Credo che su www.sidmonitor.it apriremo con Fabrizio Francione  una pagina di correlazione con il  magnetometro da 19 Eu che rivela forti esplosioni o tempeste solari :


Dal grafico attuale , sembrerebbe che ce ne stata sta una decisamente forte intorno alla mezzanotte .
Questo grafico viene aggiornato in tempo reale .


Ovviamente correggetemi se ho male interpretato i fenomeni in quanto sono novizio in questo campo : reclaudio@alma.it

Buona sperimentazione, ricezioni e divertimento .


lunedì 10 marzo 2014

I lunatici parlano alla luna





I lunatici parlano alla Luna è il nuovo lavoro sonoro di Alessandro Sciaraffa, fulcro della mostra personale dell'artista alla
galleria Giorgio Persano.
Grazie al collegamento in streaming con il Radio Telescopio dell’Osservatorio Astronomico Val Pellice, al pubblico che
interviene all'evento inaugurale è data la possibilità di parlare con la Luna. Una trasmissione radio EME (Earth-Moon-
Earth) permette di riflettere sulla superficie lunare la voce dei presenti ed ascoltarne l’eco.
I partecipanti sono invitati ad entrare in una sorta di intima ‘capsula spaziale’, una tenda di 3 metri di diametro per 7 di
altezza, così, isolati dallo spazio circostante, possono urlare, sussurrare, ululare i propri sogni, le proprie istanze, le
proprie odi a quel misterioso satellite che per secoli tanto ha incantato poeti, pensatori e scienziati.
L’intenzione dell’artista è di “offrire in un’esperienza diretta, fruibile da tutti, la voce come estensione di noi stessi
proiettata verso l’altrove. Un gesto che indica uno sguardo verticale, un nuovo orizzonte misurato dalla distanza con un
riflesso, vuole indicare una diversa prospettiva dello sguardo. La costruzione di un’esperienza di senso, capace di
superare gli ostacoli delle sovrastrutture che ci tengono ancorati alla sola superficie del suolo , prende la forma di una
meditazione sulla nostra condizione”.
Le parole, le frasi, i suoni protagonisti di questo dialogo con la Luna, registrati il 14 marzo - giorno dell'evento
partecipativo, saranno il sottofondo sonoro per tutta la durata della mostra.
Le opere esposte sono tutte ideate come un omaggio al nostro satellite, la cui superficie è impressa idealmente
nell'immaginario collettivo come nei lavori di Sciaraffa la ritroviamo impressa sulla pelle di tamburi o sulla carta
fotografica.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con: l’Osservatorio Astronomico Val Pellice, Presidente Sergio Lera; il
radioamatore Stefano Bologna per le trasmissioni radio EME; il CSP-Innovazione nelle ICT per le infrastrutture di
comunicazione; Paolo Brandi e Flavio Astorino per tutte le fasi della progettazione e della produzione tecnica.


lunedì 20 agosto 2012

Osservatorio Val Pellice e ricezione VLF - LW - MW- HF - al Monviso

Mi sono recato Sabato e Domenica scorsi ad una serata Astronomica in quota (con  ottimo accompagnamento gastronomico....), alle pendici del MONVISO, ospiti degli amici, Anna, Mario, Barbara e la loro figliola Claudia, presso la “BAITA MONVISO” , sita a quota 1850m s.l.m.
ll tutto ottimamente organizzato dall' Osservatorio Val Pellice , in particolare dal Direttore Sergio Lera con la collaborazione tecnica di Lele Martina e Kristijan Boros :
L'osservatorio dispone tra l'altro anche di un radio osservatorio di tutto rispetto , attrezzato anche per il moon bounce : 



L'osservatorio , che si propone di diffondere la cultura dell' osservazione astronomica e radiastronomica , e' disponibile per visite , anche notturne . 
La nottata e' stata meravigliosa per la osservazione ad occhio nudo ad esempio della Via Lattea ( cosa ormai praticamente impossibile da postazioni cittadine ) , con binocolo o con il telescopio da 30 cm portato dall' Osservatorio .


Il tutto condito da orientamento nel cielo e spiegazioni via via piu' profonde , ma sempre con un linguaggio didattico alla portata di tutti e corroborato da voli all' interno della mitologia Greca che ha ispirato i disegni delle costellazioni .
Non mi sono tolto il gusto di un po' di ricezione VLF con un E202 ed un netbook con a bordo il software di Ciao Radio .
La ricezione era ovviamente ottima, essendo i disturbi radioelettrici praticamente inesistenti .
Anche la ricezione da 100 Khz a 30 MHz con un Degen era decisamente degna di nota , anche se non mi ci sono soffermato molto per non perdere la parte dedicata agli astri .