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giovedì 18 agosto 2016

Il ritorno di Ecos del Torbes, salto nel passato

A volte ritornano

Mi telefona Michele IZ2EAS e mi dice: "Ieri sera (16 agosto) ho acceso il mio Hammarlund SP-600 che ho finito di rimettere a posto e ho ascoltato Ecos del Torbes sui 15 Mhz".

Ho avuto un attimo di esitazione. Michele è persona serissima, ottimo radioamatore e ascoltatore di provata esperienza. Ho pensato: ha esagerato col caciocavallo e col buon vino pugliese. Ma lui ha capito la mia difficoltà e ha precisato: "Tranquillo, si tratta di una ritrasmissione via WMRI. Hanno realizzato un programma di mezz'ora con materiale originale. Uno speciale trasmesso nei giorni scorsi in occasione dell'International Day Ecos del Torbes e poi replicato".

Un indiziato. Ma è stato completamente scagionato
Mi sono rilassato. Ma per Michele è stato un momento magico. Riascoltare l'annuncio di questa radio mitica con la radio a valvole di quando era ragazzo lo ha riportato indietro in un'altra dimensione del radioascolto. Altri tempi... nostalgia canaglia.

lunedì 8 agosto 2016

Stazione di ascolto, dalle FM alle onde lunghe


Ecco una "signora" stazione d'ascolto. È quella di Alessandro Capra, di Lodi, appassionato di FM DX ma non solo. Si vedono un Icom 7000 modificato con filtri stretti e dotato di un decoder Conrad modificato per leggere PS e PI code della stazioni FM.  Poi un Icom 7100, un Jrc 525, uno splendido Elecraft K3 (solo ricevitore , versione speciale a cura di Carlo Bianconi ) e un Drake RR-1


Sul tetto ha una direttiva FM Winegard 9 elementi vintage rimessa a nuovo con qualche modifica e un loop Wellbrook 1010

Visione "panoramica" della stazione

domenica 31 gennaio 2016

Filmati delle presentazioni dell' EXPO AIR 2015

Il tutto parte della pubblicazione del video presentato all' EXPO AIR 2015 : "Perche' odio le antenne Long Wire", pubblicato all' indirizzo :
http://air-radiorama.blogspot.it/2016/01/perche-odio-le-antenne-long-wire.html
Faccio seguito alle indicazioni per visualizzare i filmati dell' EXPO AIR 2014 agli indirizzi :
http://air-radiorama.blogspot.it/2016/01/a-domanda-risponde-video-didattici.html


per aggiungere questi ulteriori cinque mai pubblicati dell' EXPO AIR 2015 :


Giampiero Bernardini : " Airspy chiavette RTL e alcuni Tablet"




Alessandro Capra :  scelta ed uso di cavo di tipo televisivo a 75 Ohm in sistemi a 50 Ohm


Andrea Ferrera ed il suo Liceo : Radar ad ultrasuoni con Arduino 


Antonio Musumeci : Beacon ATV in microonde (Progetto di Fabrizio Bianchi ) e Beacon a 472 kHz
Gli articoli sono stati  pubblicati  su Radiorama n ° 41 e 42.


Paolo Morandotti : "Il futuro delle Onde Medie"

Buona visione e buon divertimento !


domenica 26 aprile 2015

Cavo a 75 Ohm usato su sistemi a 50 Ohm

Alessandro Capra presentera' al prossimo EXPO-Meeting AIR del 2 Maggio una interessantissima relazione estremamente pratica e didattica sulla scelta ed uso di cavo di tipo televisivo a 75 Ohm in sistemi a 50 Ohm .
Il mio contributo a questa relazione consistera' nelle misure effettuate oggi su un rotolo di cavo televisivo a 75 Ohm con strumenti ovviamente a 50 Ohm .
Si tratta di un cavo con diametro esterno di 6.5 mm marca Syncro Digital mod. SY668 della lunghezza di 48 m reperito in un normale negozio TV .
Su internet non sono riuscito a trovare le caratteristiche .
Si trattera' della ennesima rimarchiatura di un prodotto consumer .

Le misure effettuate vengono qui anticipate e commentate brevemente .

Cominciamo con una misura di attenuazione media preliminare tra 1 MHz e 500 MHz




I valori misurati sono paria a :

1.3 dB a 1 Mhz
1.9 dB a 30 Mhz
5.1 dB a 144 Mhz
7.6 dB a 432 Mhz

Non male per un cavo di diametro esterno di 6.5mm e dal costo molto basso .


Eseguiamo una una misura piu' approfondita sia dell' attenuazione che dell' adattamento .
Anche l'adattamento viene misurato in scala logaritmica con il parametro RL = Return Loss = perdita di ritorno ( parte alta dello schermo ) . L'attenuazione e' nella parte passa dello schermo .
La scala di frequenza e' logaritmica e parte da 100 kHz per arrivare fino a 6 GHz .


Ora possiamo esaminare bene cosa succede in un sistema con un cavo a bassa perdita da75 Ohm inserito in un sistema a 50 Ohm .

Premesse :

La meta' superiore dello schermo indica l'adattamento del sistema all' ingresso , tanto piu' la traccia scende , tanto piu' l'adattamento e' buono .
La parte inferiore dello schermo indica l'attenuazione del sistema tra ingresso ed uscita
Bisogna pensare che, al variare delle frequenza il cavo e' percentualmente corto o lungo .
Il metro di misura  diventa quindi non la lunghezza in metri , ma la proporzione con la lunghezza d'onda : WL = Wave Lenght

Analisi :

A 100 kHz ( inizio dello schermo a sinistra ) dove la lunghezza d'onda e' di 3000 m , un cavo di 48 m ha una lunghezza trascurabile -
E' come se il generatore fosse collegato direttamente al carico L'attenuazione e idealmente zero .
In realta' 0,3dB per via dell' attenuazione dovuta alla resistenza del cavo di 48 m , pari a 3.2 Ohm.
L'adattamento e' praticamente perfetto : RL = 27dB
All' aumentare della frequenza , la lunghezza del cavo non e piu' trascurabile .
Adattamento e attenuazione peggiorano .
L'adattamento raggiunge il punto peggiore quando il cavo raggiunge la lunghezza di un quarto d'onda (WL/4) , circa 7dB a circa 1.3 MHz. L'attenuazione sale a circa 1.5 dB proprio per il disadattamento , piu' che per l'aumento di attenuazione del cavo con la frequenza .
Prova ne e' che salendo ancora di frequenza ,l'adattamento e la attenuazione migliorano fino a raggiungere i migliori valori quando il cavo ha una lunghezza elettrica pari a mezza lunghezza d'onda (WL/2) a circa 2.6 MHz .
I radiotecnici sanno bene che se si taglia una linea con una lunghezza elettrica di mezza lunghezza d'onda l'impedenza di ingresso del sistema sara' la stessa del carico INDIPENDENTEMENTE DALLA IMPEDENZA DEL CAVO IMPIEGATO .
L'alternanza tra massimi e minimi di adattamento ed attenuazione si ripetono ciclicamente ad ogni quarto di lunghezza d'onda elettrica .
Nella immagine sopra e' indicato il punto successivo di massimo disadattamento e massima attenuazione relativa che si avra' con lunghezza elettrica pari a tre quarti di lunghezza d'onda (WL3/4).
I radiotecnici sanno bene che una linea disadattata di lunghezza elettrica pari ad un quarto di lunghezza d'onda (o multipli dispari ) provocano la massima trasformazione di impedenza e sfruttano questo principio per costruire adattatori di impedenza , partitori a N vie e quant'altro .
Per quanto riguarda l'attenuazione media assoluta qui misurata , abbiamo questi valori :

1 MHz = 1.3 dB
100 MHz = 3.7 dB
1 GHz = 9.9 dB
6 GHz = 25.5 dB

Considerando che si tratta di un cavo con diametro esterno di 6.5mm e di basso costo , i risultati sono enormemente migliori  di quelli di un classico cavo di pari diametro a 50 Ohm con dielettrico compatto .

Conclusioni :

L'uso di cavi a 75 Ohm in sistemi a 50 Ohm e' possibile .

Quale e' il prezzo da pagare ?

L'alternanza ciclica di massimi e minimi di adattamento e attenuazione .
Come si vede dai grafici , queste escursioni (dell' ordine di 1.5 dB ) sono nella pratica , specie per usi di ricezione, piu' che accettabili .

Quale e' il vantaggio di questa  soluzione ?

Considerando che si tratta di un cavo con diametro esterno di 6.5mm e di basso costo , i risultati , a parita' di diametro sono enormemente migliori  di quelli di un classico cavo di pari diametro a 50 Ohm con dielettrico compatto (tanto per capirci RG58 e simili).

Consiglio quindi ( nei termini tecnici descritti e valutati per il proprio caso vantaggi e svantaggi ) di togliersi ogni pregiudizio e di sperimentare questa soluzione che molti bollano a priori come "anatema".


venerdì 29 novembre 2013

Antenne in ferrite luuuuuuuuunghe .....

Le antenne in ferrite hanno un loro fascino simile a quello delle antenna a loop .
In previsione di una ottima pubblicazione di Alessandro Capra su una autocostruzione in merito vorrei sottoporvi l'analisi fotografica di un valido prodotto di alcuni anni fa del noto Giuseppe Zella ,gentilmente fornitomi da aprire da parte di Paolo Romani .
Si tratta di una antenna che copre ampiamente la gamma delle Onde Medie con una selettivita' superba e dei nulli molto pronunciati .
Tramite due cavi separati ( un RG56 ed un coassiale AF bifilare schermato ) vengono portati :
1) L'uscita RF
2) L'alimentazione al circuito attivo ( stadio di ingresso differenziale con due FET direttamente collegato alla bobina di sintonia )
3)) L'alimentazione variabile per i due diodi Varicap che effettuano la sintonia remota tramite un potenziometro .


L'avvolgimento della bobina della ferrite in filo Litz


L'antenna completa della scatola di controllo remoto della sintonia/alimentatore , privata della prima copertura in plastica .


Il blocco di lunghezza 120 cm circa formato da normali ferriti unite da nastro isolante a gruppi sfalsati di tre , salvo le estremità.


Estremità del blocco ferriti .

Nell'articolo di Alesandro Capra ( completamente all'oscuro di cio' che stavo smontando per conto mio ) si leggera' che ,non essendo riuscito a trovare una ferrite lunga come quella della famosa antenna di Zella , ripiega , senza saperlo , su una soluzione molto simile .
Da qui mi e' venuta l'idea di si svelare l'arcano sul Blog .

mercoledì 2 ottobre 2013

Una antenna Yagi a 18 Elementi per la Banda II


ANTENNE: una Yagi 18 elementi per Banda II (88-108 MHz)

Di Alessandro Capra

1) Prefazione
                                  
Grazie all’amico Fabrizio Carnevalini, appassionato e noto FM Dxer, ho avuto modo di provare (ed installare) un’antenna per la banda FM (87.5-108 MHz) dalle elevate prestazioni e di sicuro  interesse  per gli appassionati dell’ Fm Dx.
Fabrizio, nella sua pluriennale esperienza, ha testato numerose antenne, dalla famosa 5 elementi Fracarro, alla “vintage” Stolle 14 elementi  (che verso la fine degli anni 70 era il sogno di ogni appassionato di FM), per finire alle più recenti 10 elementi logaritmiche della RKB ed alle 17 e 19 elementi progettate dallo svedese Peter Korner.
L’antenna attualmente in uso era la 19 elementi progettata da P. Korner. Con i suoi 5 metri di boom ed il famoso riflettore a 5 elementi l’antenna si pone al top della gamma per chi cerca il “segnalino Dx”. Progettata per un ottimo rapporto F/B (front back, ossia fronte retro) l’antenna svetta sul tetto di Fabrizio alimentata con cavo RG11.

Foto 1: immagini della 19 elementi di P. Korner istallata sul tetto di casa      


            



L’antenna, da poco installata, ha sostituito la precedente versione a 17 elementi (sempre su progetto di P. Korner) che tuttavia si è dimostrata, nella “location” di Fabrizio, più performante della 19.
La cosa può apparire, a prima vista, sorprendente ma in realtà è cio’ che e’ successo.
Trovare la causa del perche’ richiederebbe mezzi di cui non disponiamo .
Siamo degli sperimentatori e ci divertiamo a comparare antenne poste nelle medesime condizioni con i mezzi a nostra disposizione .
Curiosando su Internet ho trovato una antenna dalle caratteristiche convincenti e non ho faticato a convincere Fabrizio a provarla .Si tratta di un’ antenne della InnovAntennas e che presenta soluzioni costruttive differenti.


2. La nuova soluzione: la 18 elementi Yagi InnovAntennas
Dopo pochi giorni dall’ordine l’antenna è arrivata ben confezionata in un grosso tubolare di robusto cartone dalle dimensioni di oltre due metri. Dall’arrivo alla prova a casa dei miei genitori il passo è stato breve.
Vediamo per prima cosa le caratteristiche dell’antenna dichiarate dal costruttore:
18 element 88-108MHz OP-DES Yagi Specifications
Gain @ 98MHz: 13.14dBi
Typical F/B: 29dB
Peak Gain: 13.57dBi
Peak F/B: 44.70dB
SWR Bandwidth: 2:1 from 88.0 – 108MHz
Physical Boom Length: 7.335m
Feed Impedance: 75 Ohms



Si tratta di valori interessanti; notate come il guadagno è indicato a centro banda ed anche il rapporto fronte retro viene indicato mediamente sui 29 dB ossia ben lontano dal picco massimo di 44,7 dB (a mio avviso un po’ irrealistico e probabilmente limitato a una ristrettissima porzione di frequenze o piu’ facilmente ad una misura in un luogo con percorsi multipli ).
Anche il ROS è onesto e dichiarato entro 2:1 sulla banda, valore più che accettabile. E’ previsto anche un sistema di taratura fine del dipolo con la possibilità quindi di regolarlo su una certa porzione di banda ritenuta più interessante (ad esempio la parte bassa più soggetta ad aperture via  E-sporadico accettando un ROS maggiore sulla parte più alta della banda).
Il costruttore dichiara di aver privilegiato, in sede di progettazione, la soppressione dei lobi laterali; le prove effettuate hanno in effetti dimostrato una forte direttività discriminando segnali con spostamenti dell’antenna di 10 – 20° e con “null” marcati a 90°). Il boom di 7,3 mt è a sezione quadra da 38 mm, ottime le viterie con viti autobloccanti, innovativo il dipolo aperto dalla configurazione particolare con possibilità di regolazione “fine”. L’antenna deve essere installata da chi ha un minimo di esperienza, il dipolo richiede la costruzione di un “choke balun” ad aria di 3 o 4 spire con attacco al dipolo tramite capicorda saldati. Un’ottima resina a protezione dei contatti è in fornita in dotazione. Come vedete l’antenna è di concezione “amatoriale”, non è previsto il classico contenitore plastico che protegge l’attacco del coassiale con il classico connettore F, molto scarne, ahimè le istruzioni di montaggio.

Non è prevista una doppia culla a rinforzo del boom. Onde evitare che fletta eccessivamente è fornito, in dotazione, un tirante in nylon con i relativi attacchi, il filo fornito è però un po’ sottile. Si è ritenuto di sostituirlo con fune in nylon di sezione più grande (8 mm).

Foto 2: alcuni dettagli costruttivi, il dipolo a configurazione aperta 


Foto 3: il particolare di “sintonia fine” del dipolo.


  Foto 4: un’immagine complessiva dell’antenna posizionata in giardino. Si noti la lunghezza del boom. Per le prove abbiamo usato comune cavo TV, l’installazione definitiva prevederà l’uso di cavo coassiale RG11.


Lo scopo di queste poche righe non è certo quello di approfondire il funzionamento della Yagi né tantomeno fornire formule di calcolo. Chi vuole approfondire l’argomento troverà in internet numerose fonti sia per quanto riguarda la parte teorica sia per quanto riguarda programmi di progettazione. Il mio intento è quello di rendere partecipe i lettori dell’evoluzione del sistema di antenne installate dall’amico Fabrizio guidati dall’obiettivo di conseguire, nel tempo, un piccolo miglioramento rispetto ai risultati faticosamente raggiunti in precedenza. Miglioramento che però non può limitarsi alla teoria, il miglioramento è necessariamente sperimentazione.
Credo però sia importante provare e sperimentare; l’unico modo per affinarsi e mettere sempre in discussione le nostre certezze. Quello che scrivo nasce da prove su antenne installate, i software oggi ci consentono progetti meravigliosi ma i risultati vanno sempre testati sul campo.

Di buon mattino ha inizio il lavoro. Prima operazione: togliere la 19 elementi. Si da poi il via alla fase d’installazione vera e propria della nuova antenna. Come sempre s’inizia dal boom che va assemblato e viene fornito in tre pezzi. Di ottima qualità, presenta, come abbiamo detto, una sezione quadra da 38 mm. Viterie in acciaio inox completano il tutto. In precedenza avevamo già pre-montato sul boom i 17 isolatori per gli elementi (1 per il riflettore e 16 per i direttori) e i tubolari interni che uniscono le tre sezioni mentre il dipolo è installato su una piccola piastra in alluminio che verrà successivamente fissata al boom. Qualche immagine, a supporto, rende l’idea delle dimensioni del boom e della cura di particolari costruttivi. Una volta installati gli elementi, una spruzzata di silicone spray sugli isolatori completa l’assemblaggio.


Foto 5 e 6



4. Le misure.

Issata l’antenna in posizione definitiva abbiamo verificato il corretto funzionamento con il mio MFJ 259.
Premetto che forse si poteva procedere ad una taratura ancora più fine ma i risultati ottenuti sono già ottimi per cui abbiamo deciso di non strafare. Piccoli aggiustamenti non avrebbero modificato l’ottimo funzionamento dell’antenna. Per scelta condivisa con Fabrizio ho preferito “abbassare” un poco il centro banda (da 98 MHz a 95 MHz) privilegiando misure migliori sulla parte più bassa della banda più soggetta ad aperture via e-sporadico accettando valori meno lusinghieri sulla parte alta peraltro caratterizzata da una presenza inferiore di stazioni (in realtà siamo ancora a livello di differenze rilevabili solo a livello di strumentazione).
Ecco la tabella riepilogativa delle misure di impedenza, reattanza e ros su tutta la banda.



Dal confronto emerge una sostanziale similitudine dei due lobi a 98 MHz e dei guadagni .
Attenzione a non confrontare semplicemente dBd con dBi. (La teoria ci dice che dBi = dBd + 2,14 dB).  La 18 elementi presenta lobi posteriori un po’ più marcati a conferma di in rapporto avanti retro inferiore alla 19 elementi progettata da P. Korner.

5. Conclusioni

Abbiamo confrontato due antenne che si pongono al top della gamma. Il confronto ha visto privilegiare, nel nostro caso, la 18 elementi per una direttività più spinta e per un migliore rapporto avanti lato.
Appena acceso il ricevitore (ICOM R7000 modificato con filtri IF da 53 Khz) siamo stati colpiti dalla pulizia dei segnali e dallo scarso rumore di fondo presente. I segnali erano in genere non solo più forti rispetto alla 19 elementi ma con un migliore rapporto segnale rumore. Tale differenza, non marginale, non parrebbe giustificata dai diagrammi sopra riportati .Entrambe le antenne sono state testate nella medesima posizione e con lo stesso cavo di discesa (RG 11).Le differenze riscontrare risultano quindi un mistero che necessiterebbe di ulteriori e ben piu’ approfondite indagini .
Ascoltare vicino a Vigevano (Pv) sui 99.8 MHz la RAS in tedesco da cima Plose, in provincia di Bolzano, con segnale pulito e ben comprensibile, è sicuramente sinonimo di eccellente funzionamento dell’antenna. Ottimo il rapporto avanti lato; il segnale RAI da Monte Penice sui 99.9 MHz (uno dei segnali più forti nel QTH di Fabrizio) non interferiva il canale adiacente segno di una forte riduzione dei lobi laterali così come previsto dal costruttore in sede di progettazione.
Ringrazio Fabrizio che mi ha offerto la possibilità di testare quest’antenna che solo pochi giorni prima mi ero permesso di suggerire. Andare oltre sarà difficile, siamo già a misure limite, ma nel nostro hobby mai dire mai. Un saluto e buoni Dx a tutti voi.

Foto 12: la 18 elementi della InnovAntennas che svetta sul tetto di Fabrizio.






sabato 27 ottobre 2012

Ancora piu' in alto ! - Balun 1:36

Come diceva Mike Buongiorno ....
Alessandro Capra ha ulteriormente rifinito il progetto ed a' arrivato al Balun di tensione 1:36 .
L'articolo con i dettagli e le misure sara' pubblicato su Radiorama n.14 .
Per ora si anticipa la foto .


giovedì 25 ottobre 2012

Come autocostruire un bal-un di tensione 1:32 - Radiorama bonus n.13

A seguito delle pubblicazioni sulla Maxiwhip , molti si sono cimentati nella autocostruzione di un balun di tensione da 100 Khz a 30 Mhz senza riuscirci ( anche il sottoscritto... ) .
Un nostro Socio ha trovato la giusta difficile alchimia e misurato i risultati : Alessandro Capra .
Vi proponiamo l'articolo come bonus da Radiorama n.13 .

Balun di tensione 1:32 - Di Alessandro Capra


La ricerca di un’antenna più silenziosa per la ricezione delle onde medie e delle HF mi ha spinto a realizzare il balun 1.32 che vi propongo. L’idea della realizzazione nasce dalla lettura degli articoli di Claudio Re apparsi di recente su radiorama aventi per argomento la “Maxiwhip".
Rimando pertanto a tale lettura per i necessari approfondimenti. Al termine di questo breve articolo sarete in grado, con pochi euro, di costruire un balun 1.32 in grado di migliorare in modo significativo la qualità della ricezione (intesa come miglioramento del rapporto segnale/rumore) dalle onde lunghe alle HF. Materiale occorrente:



1.      Contenitore in plastica di adeguate dimensioni da uso esterno
2.      Toroide FT140/43
3.      Filo smaltato da 0,9 per l’avvolgimento primario
4.      Filo smaltato da 1,5 mm per l’avvolgimento secondario
5.      Una presa da pannello BNC o PL259
6.      Viti , dadi e rondelle in acciaio inox
7.      Capicorda di buona qualità



Il cuore del balun è costituito dal toroide e dall’avvolgimento
Sconsiglio la sostituzione del toroide con altri tipi, la scelta del FT 140/43 offre i seguenti vantaggi:

·         dimensioni in grado di consentire l’avvolgimento di filo non troppo sottile (quindi maggiore robustezza meccanica e minore attenuazione)
·         valore AL del toroide elevato (952) con conseguente minore numero di spire necessario per gli avvolgimenti
·         buona copertura di onde medie e corte
·         facilità di reperimento e costo contenuto.

Lo schema
Classico balun di tensione cioè con i due avvolgimenti separati fra loro. Gli estremi dell’avvolgimento primario verranno collegati uno allo stilo l’altro al radiale (o ai radiali) nel caso il balun venga utilizzato per una antenna tipo “canna da pesca” oppure verranno collegati ai due bracci del dipolo (diciamo 7-10 mt per braccio) in caso di utilizzo del balun con tale tipo di antenna. Gli estremi dell’avvolgimento secondario andranno collegati al centrale ed alla massa del connettore da pannello. Attenzione: i due avvolgimenti non devono essere elettricamente collegati!

Il calcolo
Utilizzando uno dei tanti programmi per il calcolo dei balun che possiamo reperire in rete (ottimo quello dell’amico Guindani) ricaviamo che per il primario dobbiamo avvolgere 33 spire. La spire andranno avvolte con cura evitando sovrapposizioni e distribuendole per circa 2/3 della circonferenza del toroide come evidenziato nella foto :   




Agli estremi dell’avvolgimento salderemo due capicorda che verranno fissati alle viti filettate (usate le misure che avete a disposizione senza problemi).  L’avvolgimento secondario è formato da 6 spire uniformemente spaziate lungo tutta la circonferenza del toroide.
Attenzione: è fondamentale che gli estremi dell’avvolgimento (che verranno saldati al BNC o PL259 da pannello) siano i più corti possibile e che l’avvolgimento sia distribuito in modo uniforme lungo tutta la circonferenza del toroide.
Solo con questo accorgimento riusciremo ad avere una reattanza contenuta su un ampio range di frequenze.

La foto illustra  il lavoro ultimato: il contenitore, il BNC da pannello e le viti laterali.


 Le figure relative alle misurazioni effettuate con il mio MFJ 259 dimostrano che il balun ha una risposta molto ampia. Per le misurazioni ho collegato delle resistenze agli estremi del circuito primario per avere un valore prossimo ai 1600 ohm (1643 misurati)
Qualche purista potrebbe torcere il naso dicendo che il balun realizzato non ha proprio un rapporto 1.32. In effetti è così, il rapporto esatto è 1:32,8 ma la cosa non modifica in alcun modo il funzionamento ed i presupposti per cui lo abbiamo realizzato.

Misurazione del carico utilizzato per le misurazioni



Ed ora in conclusione le misurazioni effettuate con il MFJ 259





Esempio di misurazione a 10 Mhz

Alcune considerazioni finali
Gli articoli di Claudio Re, a cui ho fatto riferimento,partivano dall’utilizzo del balun 1.32 con un’antenna verticale da 10 metri circa con relativo radiale o radiali (la citata Maxiwhip ove lo stilo verticale era realizzato utilizzando come supporto una canna da pesca). Soluzione ottimale ma poco discreta se si abita -ad esempio- in condominio ove la “pax condominiale” è in molti casi un bene prezioso da salvaguardare. Ecco allora l’idea di sostituire la “canna da pesca” con un semplice dipolo da 10 metri per braccio installato lungo le pareti esterne della mia mansarda (un braccio) e sotto il cornicione del terrazzo (l’altro braccio). Cosa peraltro suggerita negli articoli  pubblicati nel Blog Air-Radiorama : www.air-radiorama.blogspot.com tra le  configurazioni alternative suggerite , anche se all’esterno. Si tratta evidentemente , all’interno di un edificio , di un’installazione che cozza con tutte le regole base per le antenne. Ora però abbiamo costruito un’antenna più discreta che c’è …ma non si vede. Pur in questa improvvisata configurazione l’antenna ha confermato un’eccellente silenziosità con segnali in genere superiori alla mia precedente longwire di 27 metri con balun 1:9
Grazie alla sua silenziosità è ora possibile sintonizzare stazioni in onde lunghe e medie in pieno giorno in centro città. Anche sulle bande tropicali ascoltare stazioni utility in pieno giorno è stata una piacevole sorpresa. Non posso quindi che consigliare vivamente la costruzione del balun.

Buon lavoro e buoni DX’s. 


 

Balun 1:32  di Alessandro Capra

Balun 1:32  di Alessandro Capra



Balun 1:32  di Alessand

sabato 19 maggio 2012

Radiorama n.7 Bonus - Come modificare un ICR-7000- Terza puntata

La prime due puntate agli indirizzi :

http://air-radiorama.blogspot.it/2012/04/radiorama-web-n7-bonus-modifichiamo.html
http://air-radiorama.blogspot.it/2012/05/radiorama-n7-bonus-some-modificate-un.html

di Alessandro Capra :


10. ALIMENTAZIONE 13.8 V IN USCITA

Avere un’alimentazione in uscita è molto utile. Con i 13.8 V possiamo alimentare, ad esempio, un RDS decoder o un amplificatore d’antenna. La soluzione adottata prevede il prelievo dei 13.8 V direttamente dall’alimentatore interno del ricevitore e l’utilizzo di una presa da pannello RCA sul retro del ricevitore (vicina alla presa RCA di prelievo del segnale per l’RDS decoder).
Tra la presa RCA e il punto di prelievo metteremo un fusibile volante di basso amperaggio.


 
Alimentatore interno: dettaglio della presa volante con ponticello su cui saldare il cavetto proveniente dalla presa a pannello.

 
Presa Teko installata posteriormente al ricevitore. A sinistra la presa di alimentazione esterna.

 
Interno della scatola Teko: a sinistra la presa alimentazione; a lato i tre deviatori.


Presa RCA posteriore e porta fusibile 1A. Sotto il punto di prelievo sull’alimentatore interno.




11. UN’ANTENNA STILO

Disporre di un’antenna stilo è utile soprattutto se utilizziamo il ricevitore in banda broadcast FM (87.5 -108 mhz) dove il semplice spostamento dello stilo consente la ricezione di più emittenti sulla stessa frequenza. Per coprire anche le frequenze intorno ai 50 Mhz, dovremo procurarci uno stilo di almeno 110-120 cm e del materiale isolante sufficientemente robusto per sostenere ed isolare l’antenna dal ricevitore.
Personalmente ho utilizzato un pezzo di circa 5 cm per 1,5 cm di spessore di materiale isolante su cui ho installato lo stilo snodabile.
Il supporto è installato al posto della targhetta del ricevitore (da me spostata sulla scatola Teko) e fissato al telaio del ricevitore utilizzando gli stessi fori presenti per il fissaggio della targhetta..
In pratica occorrerà effettuare sul supporto isolante due fori passanti in corrispondenza dei fori presenti sul telaio del ricevitore.
Un pezzetto di cavo RG58 fissato sotto il supporto con un piccolo ferma cavo e un connettore N per cavo RG58 completa il tutto. Ognuno ovviamente potrà fare in base al materiale cha ha a disposizione.
Un paio di foto illustrano la soluzione adottata.


 
L’assemblaggio dello stilo.
Il materiale isolante con fori in prossimità dei fori originali della targhetta, centrale del cavo coassiale collegato allo stilo tramite basetta in vetronite ramata, la calza del RG58 collegata con paglietta alla massa del ricevitore, il cavo coassiale con connettore N per cavo RG58. 

 

12. CONCLUSIONI

Siamo giunti alla conclusione delle nostre modifiche. Concedetemi un ultimo piccolo consiglio. Procedete con calma e non abbiate fretta, vi attendono molte ore di lavoro ma il risultato che otterrete vi ripagherà degli sforzi profusi.
Scegliete qualità nei materiali anche per quelli apparentemente meno significativi (ad es. lo stagno….) Cerchiamo la “macchina DX” e la cura del particolare può fare la differenza.
Un saluto cordiale e buoni Dx a tutti.